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BREVE

QUOD NOBIS IN CONDENDO

IL VESCOVO BENEDETTO,
SERVO DEI SERVI DI DIO.
A PERPETUA MEMORIA

 

 

Apprendiamo con grandissima gioia, dalle informazioni che Ci ha testé fornito il diletto figlio Ildefonso Schuster, Abate e Ordinario di San Paolo fuori le Mura e Preside del Pontificio Istituto Orientale, che già da ora si può considerare felicemente realizzato ciò che Ci eravamo proposti con l’istituzione del Pontificio Istituto Orientale, allo scopo di rinnovare, per quanto era in Nostro potere, l’antico prestigio delle regioni cattoliche dell’Oriente. E fummo lieti di apprendere che già parecchi studenti dell’uno e dell’altro clero hanno compiuto con ottimo profitto il corso di studi che istituimmo con la Lettera del 15 ottobre 1917. Appare perciò opportuno sostenere l’opera che, con l’aiuto di Dio, abbiamo così favorevolmente intrapresa, in modo che cresca nel tempo e arrechi più copiosi quegli utili frutti dei quali giustamente si rallegrano particolarmente i Patriarchi della Chiesa Cattolica Orientale e i Vescovi i quali Ci hanno manifestato, sia personalmente, sia per iscritto, il loro apprezzamento per il lavoro iniziato dallo stesso Istituto. Pertanto, al fine di stimolare una devota emulazione fra gli alunni e di promuovere, con un’onesta gara, la loro applicazione, e contemporaneamente per far conoscere ai docenti delle varie discipline insegnate nell’Istituto quanto apprezziamo la loro preparazione e il loro impegno, dopo attenta riflessione e sentito il parere del Nostro diletto figlio il Cardinale di Santa Romana Chiesa Diacono Nicola Marini, Segretario della Sacra Congregazione per la Chiesa Orientale, con la Nostra autorità Apostolica, in forza di questa Lettera concediamo in perpetuo al Pontificio Istituto Orientale, in analogia con le altre Università e Accademie esistenti nell’Urbe, la facoltà di conferire lauree dottorali nelle discipline ecclesiastiche riguardanti i cristiani d’Oriente; ciò per allievi appartenenti sia al clero latino, sia a quello orientale, che abbiano frequentato un biennio secondo le modalità e gli statuti proprî dell’Istituto e da Noi approvati e, dato un saggio scritto ed orale della propria preparazione di fronte al corpo accademico, abbiano riportato il maggior numero di suffragi.

Stabiliamo che questa Lettera, con la quale riteniamo di aver utilmente provveduto allo sviluppo dello stesso Istituto, sia e rimanga per sempre confermata, valida ed efficace; che essa sortisca e conservi pieni ed integri i proprî effetti, e che offra il più valido sostegno, ora e in futuro, a coloro ai quali essa si riferisce e potrà riferirsi. Così deve essere formalmente stabilito e definito, e deve fin d’ora considerarsi nulla e senza effetto qualsiasi diversa disposizione si osi prendere in questa materia, scientemente o inconsapevolmente, da parte di chicchessia e di qualsivoglia autorità. Ciò, non ostante qualsiasi cosa contraria.

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 25 settembre 1920, nell’anno settimo del Nostro Pontificato.

 

BENEDICTUS PP. XV

 

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