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VIAGGIO APOSTOLICO A RIO DE JANEIRO
IN OCCASIONE DELLA XXVIII GIORNATA MONDIALE
DELLA GIOVENTÙ

PAPA FRANCESCO

La saggezza dei nonni

Residenza di Sumaré, Rio de Janeiro
Venerdì
, 26 luglio 2013

 

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 172, Dom. 28/07/2013)

 

Il mondo ha bisogno di saggezza. Di quella saggezza che possono offrire quanti sanno di essere anello della catena della storia del mondo. Una storia già iniziata il cui futuro è ancora tutto da scrivere. Papa Francesco, nell’omelia della messa celebrata venerdì mattina 26 luglio nella residenza di Sumaré con alcuni confratelli gesuiti presenti in Brasile, ha riproposto un concetto che spesso torna in queste giornate di Rio, cioè la necessità di riscoprire la ricchezza della collaborazione tra le generazioni. Così, cogliendo l’occasione della ricorrenza della festa dei santi genitori della Vergine Maria, Gioacchino e Anna, il Pontefice è tornato a esaltare il ruolo dei nonni, il loro essere fonte di quella sapienza da dispensare ai nipoti perché possano affrontare con una coscienza più profonda la costruzione del futuro.

«Oggi in Brasile — ha detto infatti il Papa — si celebra la festa dei nonni. I nonni hanno questo: quando vedono il nipote scommettono sulla vita e sul futuro e desiderano la cosa migliore per il nipote. Oggi ci farà bene pensare ai nostri nonni», a quanto ci hanno voluto bene e alla saggezza che ci hanno trasmesso. «I nonni — ha aggiunto — in un Paese sono quelli che devono trasmettere la sapienza, no? E la lasciano come eredità». Per questo il Papa ha invitato a chiedere al Signore che benedica i nonni, poiché «loro sono stati un anello nella vita». E ha chiesto «che a noi doni la grazia di invecchiare con sapienza; di invecchiare con dignità, per poter essere nonni “materiali” o i consacrati spirituali» capaci di trasmettere sapienza. E per rafforzare il concetto il Pontefice è ricorso all’esempio del buon vino «che quando invecchia migliora: è più buono! Il vino cattivo diventa aceto. Possiamo essere come il buon vino. Possiamo invecchiare con sapienza, per poter trasmettere sapienza».

Ma non basta perché dobbiamo «anche chiedere la grazia di non credere che la storia finisca con noi, perché non è neanche cominciata con noi: la storia continua» ha sottolineato il vescovo di Roma. E poi ha pregato affinché il Signore «ci doni anche un pochino di umiltà, per poter essere anello della catena» della trasmissione della fede.

 



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