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ORDINAZIONE EPISCOPALE

DI S.E. MONS. FERNANDO VÉRGEZ ALZAGA, L.C.,
VESCOVO TIT. DI VILLAMAGNA DI PROCONSOLARE,
SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO
DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

CONFERITA DAL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana
Venerdì, 15 novembre 2013

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Da L'Osservatore Romano n. 264 del 17/11/2013

Un incarico delicato quello che Papa Francesco ha affidato «in modo speciale» al segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, lo spagnolo Fernando Vérgez Alzaga, nel giorno in cui ha ricevuto l’ordinazione episcopale: «la cura pastorale dei dipendenti del Vaticano». Per loro, ha detto, dovrà essere «padre e fratello», e «con vero amore e tenerezza».

Quasi un programma episcopale, dunque, quello indicato dal Pontefice a monsignor Vérgez Alzaga, durante la celebrazione svoltasi, venerdì pomeriggio, 15 novembre, nella basilica di San Pietro alla presenza di moltissimi dipendenti del Governatorato e della Santa Sede, e di circa seicento legionari di Cristo, confratelli del neo-vescovo.

Il Santo Padre ha pronunciato nella sostanza l’omelia rituale prevista nell’edizione italiana del Pontificale Romano per l’ordinazione dei vescovi, omelia che il Papa ha integrato con alcune aggiunte personali. Ha invitato il presule a seguire, nello svolgimento dell’incarico — che ricopre dal 30 ottobre — l’esempio del Buon Pastore, «che conosce le sue pecore, da esse è conosciuto e per esse non ha esitato a dare la vita». Un amore «di padre e di fratello» nei confronti di «tutti coloro che Dio ti affida», ha aggiunto, «anzitutto i presbiteri e i diaconi, tuoi collaboratori nel ministero», ma anche «i poveri, gli indifesi e quanti hanno bisogno di accoglienza e di aiuto». Senza dimenticare di «esortare i fedeli a cooperare all’impegno apostolico, ascoltandoli volentieri».

Il Santo Padre ha poi sottolineato come episcopato sia «il nome di un servizio, non di un onore», poiché al vescovo «compete più il servire che il dominare, secondo il comandamento del Maestro: “Chi è il più grande tra voi, diventi come il più piccolo, e chi governa come colui che serve”». Rivolgendosi ancora a monsignor Vérgez Alzaga, «eletto dal Signore», Papa Francesco lo ha invitato a riflettere sul fatto di essere stato scelto «fra gli uomini e per gli uomini», e di essere stato costituito «nelle cose che riguardano Dio».

Il Santo Padre si è poi lasciato andare ai tanti ricordi che riaffioravano in quel momento alla sua memoria. In particolare, ha detto, quello del «grande servizio di tenerezza e carità» che proprio il novello vescovo ha offerto come segretario al cardinale Eduardo Francisco Pironio (1920-1998), dapprima vescovo di Mar del Plata in Argentina, poi prefetto della Congregazione per i religiosi e infine presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. «Sono certo — ha aggiunto — che lui è fra noi, in questo momento, e gioisce». Per questo servizio reso al servo di Dio Pironio, Papa Francesco «in nome della Chiesa», ha ringraziato «una volta di più» monsignor Vérgez Alzaga: un «servizio umile e silenzioso il suo, un servizio di figlio e di fratello».

Papa Bergoglio ha poi ricordato «con gioia l’amicizia», anche la fraternità con il cardinale Antonio Quarracino (1923-1998) — arcivescovo di Buenos Aires dal 1990 alla sua morte — che «ti voleva tanto bene». E con tono confidenziale ha aggiunto: «Ti confesso che oggi, al sentire questi canti tanto belli, non posso non pensare al canto delle suore benedettine di Victoria», nella provincia argentina di Buenos Aires, le quali «in questo momento seguono questa cerimonia. Sei bene accompagnato».

Davanti a diciotto cardinali, tra i quali Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, e a trentatré vescovi che hanno concelebrato, Papa Francesco ha invitato il presule a ricordarsi che «nella Chiesa cattolica, radunata nel vincolo della carità, sei unito al collegio dei vescovi e devi portare in te la sollecitudine di tutte le Chiese, soccorrendo generosamente quelle che sono più bisognose di aiuto». In particolare, gli ha chiesto di vegliare «con amore e con misericordia grande su tutto il gregge, nel quale lo Spirito Santo ti pone a reggere la Chiesa di Dio».

Chiesa che, attraverso l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, ha presentato l’eletto al Santo Padre per chiederne l’ordinazione episcopale. Co-ordinanti il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato, e il vescovo Bryan Farrell, legionario di Cristo e segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Il servizio liturgico è stato svolto da una quindicina di legionari di Cristo, mentre all’offertorio sono saliti all’altare alcuni familiari di monsignor Vérgez Alzaga. Hanno assistito al rito i cardinali De Paolis, Lajolo, Coppa, Herranz e Montezemolo. Tra i concelebranti, molti presuli e prelati della Curia romana. Tra questi ultimi, monsignor Peter Bryan Wells, assessore della Segreteria di Stato. Ha animato la liturgia il coro della Cappella Sistina, diretto da monsignor Massimo Palombella, accompagnato dal coro guida Mater Ecclesiae. Il Papa era giunto in basilica accompagnato dall’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia.

 




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