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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 11 dicembre 1996

 

All’Udienza Generale è presente il Catholicos-Patriarca Supremo di tutti gli Armeni, Sua Santità Karekin I Sarkissian, che in questi giorni è giunto in pellegrinaggio alla Chiesa di Roma. All’inizio dell’incontro, Giovanni Paolo II ha voluto sottolineare il particolare significato di questa visita ed ha presentato ai fedeli il “venerabile e caro fratello in Cristo”.

All’inizio di questo nostro incontro, vi presento con sentimenti di grande gioia il venerabile e caro fratello in Cristo, Sua Santità Karekin I, Catholicos supremo di tutti gli Armeni, il quale soggiorna in questi giorni accanto a me, in Vaticano, insieme con illustri rappresentanti della sua Chiesa: il Patriarca di Gerusalemme degli Armeni, il Patriarca di Costantinopoli degli Armeni, e altri eminenti Arcivescovi.

Dal suo lontano paese, l’Armenia, il Catholicos è venuto in pellegrinaggio alla Chiesa di Roma, fondata sulla confessione di fede degli Apostoli Pietro e Paolo. Questa città gli era già nota. Egli vi ha infatti lungamente abitato durante il Concilio Vaticano II, al quale ha preso parte come osservatore assiduo ed attento. Io stesso ho avuto il piacere di riceverlo nel 1983, quando, da poco chiamato a guidare la Sede di Cilicia degli Armeni in Libano, egli è venuto a farmi visita. Oltre a queste importanti e più officiali occasioni, abbiamo anche intrattenuto in questi lunghi anni una corrispondenza fraterna, e abbiamo cercato di condividere importanti eventi della vita delle nostre Chiese. Nell’aprile dello scorso anno, quando è stato chiamato alla venerabile sede di Etchmiadzine e alla guida della Chiesa Apostolica Armena, ho affidato al Cardinale Edward Idris Cassidy l’incarico di rappresentarmi alla cerimonia della sua intronizzazione. Oggi, pertanto, io accolgo un fratello, che ritrovo nella carità e nella gioia.

Guidati dalla profonda comunione che già ci unisce, il Catholicos Karekin ed io nutriamo la speranza che gli incontri e gli scambi di questi giorni favoriranno ulteriori passi verso la piena unità.

In questo clima ecumenico riprendiamo ora le nostre catechesi mariologiche.

 

La presentazione di Gesù al Tempio

1. Nell’episodio della presentazione di Gesù al tempio, san Luca sottolinea il destino messianico di Gesù. Scopo immediato del viaggio della Santa Famiglia da Betlemme a Gerusalemme è, secondo il testo lucano, l’adempimento della Legge: “Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore” (Lc 2,22-24).

Con questo gesto, Maria e Giuseppe manifestano il proposito di obbedire fedelmente al volere di Dio, rifiutando ogni forma di privilegio. Il loro convenire nel tempio di Gerusalemme assume il significato di una consacrazione a Dio, nel luogo della sua presenza.

Indotta dalla sua povertà ad offrire tortore o colombi, Maria dona in realtà il vero Agnello che dovrà redimere l’umanità, anticipando con il suo gesto quanto era prefigurato nelle offerte rituali dell’Antica Legge.

2. Mentre la Legge richiedeva soltanto alla madre la purificazione dopo il parto, Luca parla del “tempo della loro purificazione” (Lc 2,22), intendendo, forse, indicare insieme le prescrizioni riguardanti la madre e il Figlio primogenito.

L’espressione “purificazione” ci può sorprendere, perché viene riferita ad una Madre che aveva ottenuto, per grazia singolare, di essere immacolata fin dal primo istante della sua esistenza, e ad un Bambino totalmente santo. Bisogna, però, ricordarsi che non si trattava di purificarsi la coscienza da qualche macchia di peccato, ma soltanto di riacquistare la purità rituale, la quale, secondo le idee del tempo, era intaccata dal semplice fatto del parto, senza che ci fosse alcuna forma di colpa.

L’evangelista approfitta dell’occasione per sottolineare il legame speciale che esiste tra Gesù, in quanto “primogenito” (Lc 2,7.23) e la santità di Dio, nonché per indicare lo spirito di umile offerta che animava Maria e Giuseppe (cf. Lc 2,24). Infatti, la “coppia di tortore o di giovani colombi” era l’offerta dei poveri (Lv 12,8).

3. Nel Tempio Giuseppe e Maria incontrano Simeone, “uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele” (Lc 2,25).

La narrazione lucana non dice nulla del suo passato e del servizio che svolge nel tempio; racconta di un uomo profondamente religioso che coltiva nel cuore desideri grandi e aspetta il Messia, consolatore d’Israele. Infatti “lo Spirito Santo... era sopra di lui” e “gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore” (Lc 2,26). Simeone ci invita a guardare all’azione misericordiosa di Dio, il quale effonde lo Spirito sui suoi fedeli per portare a compimento il suo misterioso progetto d’amore.

Simeone, modello dell’uomo che si apre all’azione di Dio, “mosso dallo Spirito” (Lc 2,27), si reca al Tempio dove incontra Gesù, Giuseppe e Maria. Prendendo il Bambino tra le braccia, benedice Dio: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola” (Lc 2,29).

Espressione dell’Antico Testamento, Simeone sperimenta la gioia dell’incontro con il Messia e sente di aver raggiunto lo scopo della sua esistenza; può quindi domandare all’Altissimo di raggiungere la pace dell’aldilà.

Nell’episodio della Presentazione si può scorgere l’incontro della speranza d’Israele con il Messia. Si può anche vedervi un segno profetico dell’incontro dell’uomo con Cristo. Lo Spirito Santo lo rende possibile, suscitando nel cuore umano il desiderio di tale incontro salvifico e favorendone la realizzazione.

Né possiamo trascurare il ruolo di Maria, che consegna il Bambino al santo vecchio Simeone. Per volere divino, è la Madre che dona Gesù agli uomini.

4. Nello svelare il futuro del Salvatore, Simeone fa riferimento alla profezia del “Servo”, inviato al Popolo eletto e alle nazioni. A Lui il Signore dice: “Ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni” (Is 42,6). E ancora: “È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra” (Is 49,6).

Nel suo cantico Simeone capovolge la prospettiva, ponendo l’accento sull’universalismo della missione di Gesù: “I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (Lc 2,30-32).

Come non meravigliarsi di fronte a tali parole? “Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui” (Lc 2,33). Ma Giuseppe e Maria, con questa esperienza, comprendono più chiaramente l’importanza del loro gesto di offerta: nel tempio di Gerusalemme presentano Colui che, essendo la gloria del suo popolo, è anche la salvezza di tutta l’umanità.


Saluti

Chers frères et soeurs, je salue cordialement les pèlerins de langue française et je leur souhaite une bonne préparation à la fête de Noël, dans l'attente du Sauveur de tous les hommes. À chacun d'entre vous, je donne de grand coeur ma Bénédiction Apostolique.

Dear Brothers and Sisters, I am pleased to greet the newly-professed Missionaries of Charity and their families. Upon all the English-speaking visitors, especially the pilgrims from Singapore and the United States, I cordially invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ.

Liebe Schwestern und Brüder! Mit dieser kurzen Betrachtung grüße ich alle deutschsprachigen Pilger sehr herzlich. Besonders heiße ich den Kinderchor der katholischen Schule Hamburg-Blankenese willkommen. Gerne erteile ich Euch und Euren Angehörigen zu Hause sowie den über Radio Vatikan mit uns verbundenen Gläubigen den Apostolischen Segen.

Queridos hermanos y hermanas, saludo ahora con afecto a todos los peregrinos venidos desde América Latina y España. En este tiempo del adviento os invito a contemplar la figura y misión de María. Ella, que entregó el Niño al santo Simeón, es por designio divino la Madre que da a Jesús a los hombres. Con estos deseos, os imparto de corazón la Bendición Apostólica.

Caríssimos Irmãos e Irmãs de língua portuguesa, Saúdo cordialmente quantos me escutam, para todos implorando neste tempo de Advento, que o Senhor venha aos corações de todos, por intercessão de Maria, Imaculada Conceição.

Saluto in lingua slovacca:

Sláskou pozdravujem bratov a sestry z Bratislavy a z Košic. Drahi pútnici zo Slovenska. Vykonali ste dlhú testu, aby ste navštívili posvätné miesta v Rime a pozdravili Námestníka Kristovho. Ďakujem vám, že ste prišli. Chcem vas povzbudif, aby ste v tomto Advente vrúcne očakávali Krista. On už prišiel na svet v Betleheme, ale znova chce príse osobitne k vám každému, aby osvietil a posvätil celý váš život. Ako Panna Mária - aj vy ho očakávajte s radosfou. K tomu vám zo srdca udel'ujem Apoštolské Požehnanie. Pochválený bud' Ježiš Kristus.

Saluto in lingua polacca:

SERDECZNIE WITAM i pozdrawiam wszystkich pielgrzymów z Polski. W szczególności pozdrawiam Zakopane, które czeka wraz z duszpasterzami. Bóg zapłać za choinki! Witam parafię Świętej Rodziny, parafię Świętego Krzyża, sanktuarium Matki Boskiej Fatimskiej z Krzeptówek, radnych miasta Zakopanego oraz kierownictwo Domu Rekolekcyjnego « Księżówka ». Nadto pozdrawiam: pielgrzymkę z Podhala, z ziemi limanowskiej oraz grupę pielgrzymkową z Warszawy i innych polskich miejscowości.

Dzisiejsza katecheza nawiązuje do tego wydarzenia, które rokrocznie przypomina nam Matka Boska Gromniczna. 2 lutego obchodzimy Matkę Bożą Gromniczną. Jest to szczególne święto, jeszcze mocno związane z Bożym Narodzeniem, a już wskazujące na Wielkanoc, przede wszystkim na Wielki Tydzień. Prorok Symeon mówi do Maryi, że Ten, to znaczy Jezus, jest przeznaczony jako « znak, któremu sprzeciwiać się będą, a Twoją własną duszę przeniknie miecz »(Cfr. Luc. 2, 34). Jest w tym proroctwo Wielkiego Piątku.

Między Bożym Narodzeniem a Wielkim Piątkiem obchodzimy bardzo ważne święto. To święto ukazuje nam Maryję, Maryję jako Matkę, Maryję jako Oblubienicę Ducha Świętego, Maryję można powiedzieć - w misji profetycznej. Tę, która otrzymuje proroctwo, w której spełniają się proroctwa, która zarazem jest wielkim Bożym proroctwem - Maryję Matkę Odkupiciela albo Matkę Bolesną spod krzyża.

Wiem, że jesteście bardzo przywiązani do Matki Bożej Gromnicznej. Starajcie się to święto stale obchodzić według najlepszych góralskich, podhalańskich i polskich tradycji. Niech będzie dla was zawsze profetycznym żródłem tej wiary, która prowadzi nas do Chrystusa ukrzyżowanego i zmartwychwstałego.

Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

***

SALUTO CON AFFETTO i pellegrini di lingua italiana. Sono lieto di accogliere il gruppo dell'Istituto « Don Orione » Massa Marittima-Piombino, come pure i ragazzi russi colpiti dalla catastrofe di Chernobyl e ospiti del Circolo San Pietro e dell'ENEA. Il Signore protegga voi, cari ragazzi, e quanti vi hanno accolto. Saluto inoltre i dirigenti e i dipendenti della ditta « Clementoni », di Recanati.

Rivolgo uno speciale messaggio di saluto agli organizzatori, agli artisti ed a tutti coloro che prendono parte al « Derby del cuore », tradizionale manifestazione sportiva, che si propone di suscitare nella pubblica opinione, soprattutto tra i giovani, solidarietà concreta verso quanti sono in difficoltà. È bello che in prossimità del Natale lo sport diventi festa della fraternità, invito ad aprire il cuore agli altri. Agli attori-atleti, ai volontari e a tutti i ragazzi delle scuole di Roma, dito: Date un cuore alto sport! Che lo sport sia sempre occasione di sano divertimento e di amicizia.

Saluto anche la Banda musicale di Merano.

Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.

IN QUESTO TEMPO d'Avvento, cari giovani, andate incontro con animo festante al Signore che viene, portando a Lui il dono del vostro entusiasmo e della vostra generosità, affinché egli possa essere conosciuto e amato da tutti gli uomini. Voi, cari malati, attraverso il pellegrinaggio della vostra sofferenza, sappiate trovare in Cristo la vera consolazione e scoprire il valore salvifico dell'esperienza che state vivendo. E voi, cari sposi novelli, fate in modo che il cammino della vostra vita nel reciproco amore e nell'unità trovi il suo fondamento proprio nel Bambin di Betlemme, che sta per nascere per la nostra redenzione.

Con tali auspici, tutti di cuore benedico.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

 



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