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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 13 agosto 1997

   

Maria, Modello della maternità della Chiesa (Gv 19, 25-27).

1. E' proprio nella maternità divina che il Concilio scorge il fondamento del particolare rapporto che associa Maria alla Chiesa. Leggiamo nella Costituzione dogmatica Lumen gentium che "la Beata Vergine, per il dono e l'ufficio della divina maternità che la unisce col Figlio redentore, e per le sue grazie e funzioni singolari, è pure intimamente unita alla Chiesa" (Lumen Gentium, n. 63). A questo medesimo presupposto fa sempre riferimento la citata

Costituzione dogmatica sulla Chiesa per illustrare le prerogative di "tipo" e "modello", che la Vergine esercita nei confronti del Corpo Mistico di Cristo: "Infatti, nel mistero della Chiesa, la quale pure è giustamente chiamata madre e vergine, la beata Vergine Maria è andata innanzi, presentandosi in modo eminente e singolare quale vergine e quale madre" (Ibid.).

La maternità di Maria è definita "eminente e singolare", poiché costituisce un fatto unico e irrepetibile: Maria, infatti, prima di esercitare la sua funzione materna verso gli uomini, è la Madre dell'unigenito Figlio di Dio fatto uomo. La Chiesa, invece, è madre in quanto genera spiritualmente Cristo nei fedeli, ed esercita quindi la sua maternità nei confronti delle membra del Corpo Mistico.

La Vergine costituisce così per la Chiesa un modello superiore, a motivo proprio dell'unicità della sua prerogativa di Madre di Dio.

2. La Lumen Gentium, nell'approfondire la maternità di Maria, ricorda che essa si è realizzata anche con disposizioni eminenti dell'anima: "Per la sua fede e la sua obbedienza Ella generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l'ombra dello Spirito Santo, come una Eva novella credendo non all'antico serpente, ma al messaggero di Dio, con una fede che non era alterata da nessun dubbio" (Lumen Gentium, 63).

Da queste parole emerge con chiarezza che la fede e l'obbedienza di Maria nell'Annunciazione costituiscono per la Chiesa virtù da imitare e, in certo senso, danno inizio al suo itinerario materno nel servizio agli uomini chiamati alla salvezza.

La maternità divina non può essere isolata dalla dimensione universale, attribuitale dal piano salvifico di Dio, che il Concilio non dubita di riconoscere: "Ella ha dato alla luce un Figlio, che Dio ha fatto il primogenito di una moltitudine di fratelli (cfr Rm 8, 29), cioè dei fedeli, e alla cui nascita e formazione ella coopera con amore di madre" (Lumen Gentium, 63).

3. La Chiesa diventa madre, prendendo a modello Maria. A questo proposito il Concilio afferma: "La Chiesa, contemplando l'arcana santità di Maria, imitandone la carità e adempiendo fedelmente la volontà del Padre, per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà, diventa essa pure madre, poiché con la predicazione e il battesimo genera a una vita nuova e immortale i figli concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio" (Ibidem, 64).

Analizzando questa descrizione dell'opera materna della Chiesa, possiamo notare come la nascita del cristiano viene qui legata in un certo modo alla nascita di Gesù, quasi un riflesso di essa: i cristiani sono "concepiti ad opera dello Spirito Santo" e la loro generazione, frutto della predicazione e del battesimo, assomiglia così a quella del Salvatore.

Inoltre la Chiesa, contemplando Maria, ne imita la carità, la fedele accoglienza della Parola di Dio e la docilità nell'adempimento della volontà del Padre. Realizza, seguendo l'esempio della Vergine, una feconda maternità spirituale.

4. La maternità della Chiesa non rende però superflua quella di Maria che, continuando ad esercitare il suo influsso sulla vita dei cristiani, contribuisce a dare alla Chiesa un volto materno. Alla luce di Maria, la maternità della Comunità ecclesiale, che potrebbe apparire alquanto generale, è chiamata a manifestarsi in modo più concreto e personale verso ogni uomo redento da Cristo.

Mostrandosi Madre di tutti i credenti, Maria suscita in loro rapporti di autentica fraternità spirituale e di dialogo incessante.

L'esperienza quotidiana di fede, in ogni epoca e in ogni luogo, pone in luce il bisogno che molti sentono di affidare a Maria le necessità della vita di ogni giorno e aprono fiduciosi il loro cuore per domandare la sua materna intercessione ed ottenere la sua rassicurante protezione.

Le preghiere rivolte a Maria dagli uomini di tutti i tempi, le numerose forme e manifestazioni del culto mariano, i pellegrinaggi ai Santuari ed ai luoghi che ricordano le meraviglie operate da Dio Padre mediante la Madre del suo Figlio, stanno a dimostrare lo straordinario influsso esercitato da Maria sulla vita della Chiesa. L'amore del Popolo di Dio per la Vergine avverte l'esigenza di stringere relazioni personali con la Madre celeste. Al tempo stesso la maternità spirituale di Maria sostiene ed incrementa l'esercizio concreto della maternità della Chiesa.

5. Le due madri: la Chiesa e Maria, sono ambedue essenziali alla vita cristiana. Si potrebbe dire che l'una esercita una maternità più oggettiva, l'altra più interiore.

La Chiesa si rende madre nella predicazione della Parola di Dio, nell'amministrazione dei sacramenti, ed in particolare nel battesimo, nella celebrazione dell'Eucaristia e nel perdono dei peccati.

La maternità di Maria si esprime in tutti i campi della diffusione della grazia, particolarmente nel quadro delle relazioni personali.

Si tratta di due maternità inseparabili: ambedue infatti fanno riconoscere lo stesso amore divino che desidera comunicarsi agli uomini.


Riportiamo di seguito le espressioni di saluto rivolte dal Santo Padre, in diverse lingue, ai gruppi di pellegrini presenti all'Udienza Generale di questa mattina:

Je suis heureux d'accueillir les pèlerins de langue française présents ce matin. Je salue particulièrement les jeunes, et parmi eux le groupe de la paroisse Saint-Élie au Liban. À tous ceux qui sont en route pour participer à la Journée mondiale de la Jeunesse je donne rendez-vous à Paris la semaine prochaine. Que Dieu bénisse votre marche à la rencontre de vos frères du monde entier ! À chacun j'accorde de grand cœur la Bénédiction apostolique.

I cordially greet the groups of young people from around the world who will join me in Paris for the World Youth Day. Dear young friends, how much the world needs your witness to the love of Christ! In the days ahead, may you appreciate ever more fully the beauty of God's gift of faith and joyfully share that gift with others in building a world of justice, love and solidarity. Upon you and upon all the English-speaking visitors, especially the pilgrims from Indonesia, the Philippines, Taiwan, Japan, Canada and the United States, I invoke the grace and peace of our Lord Jesus Christ.

Mit diesen Gedanken grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher sehr herzlich. Einen besonderen Gruß richte ich an die Jugendlichen, die heute dem Nachfolger des Petrus begegnen wollen. Ich erneuere meine Einladung zum Jugendtreffen, das in wenigen Tagen junge Menschen aus der ganzen Welt in Paris zusammenführen wird. Euch allen und Euren Angehörigen zu Hause sowie den über Radio Vatikan und das Fernsehen mit uns verbundenen Gläubigen erteile ich von Herzen den Apostolischen Segen.

Dirijo ahora mi saludo a las personas y grupos de lengua española, en particular, a los fieles de la diócesis argentina de San Isidro y a los jóvenes latinoamericanos y españoles de paso por Roma en su camino hacia París, para participar en la próxima Jornada Mundial de la Juventud. Que la celebración de la cercana fiesta de la Asunción, tan arraigada en vuestros Países, favorezca una auténtica fraternidad entre todos los hijos e hijas de la Iglesia. Con gran afecto, os imparto de corazón la Bendición Apostólica.

Saúdo os peregrinos de língua portuguesa do Brasil e de Portugal que aqui se encontram, de modo especial os jovens que, porventura, viajarão a Paris para a Jornada Mundial da Juventude. Peço à Mãe do Céu que os proteja em sua caminhada na vida, e a todos indistintamente concedo minha Bênção Apostólica.

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana

Saluto cordialmente i pellegrini dalla Lituania. Carissimi, vi accompagni ovunque la mia Benedizione, che volentieri estendo a tutti i vostri cari. Per intercessione della Madre della Misericordia, Dio renda feconda la vostra vita e apra i vostri cuori all'ascolto della sua Parola. Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca

Un cordiale benvenuto ai pellegrini della Parrocchia dell'Esaltazione della Santa Croce, di Prostejov.

Riflettendo sulla vicina Solennità dell'Assunzione, Maria Santissima ci appare come segno di consolazione e di sicura speranza. Ella ci accompagna con la sua forte intercessione perché si compia anche in noi il Mistero della glorificazione in Cristo.

Vi benedico di cuore.

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca

Con affetto saluto i pellegrini slovacchi da Bratislava e dintorni, da Zilina e Jacovce, da Cérová e Nové Zámky.

Siamo vicini alla festa della nostra Madre Vergine Maria, Assunta in cielo. Lei vive nel corpo glorioso, è eternamente giovane, non invecchia mai.

Cari fratelli e sorelle, tutta la Chiesa è ordinata verso questa gloria, desidera la pienezza di vita, l'eterna giovinezza. Anche l'imminente incontro della gioventù a Parigi va considerato come l'espressione di questo desiderio. Rallegratevi che i giovani si interessano di Cristo. Pregate perché perseverino in questo interessamento e perché centinaia di giovani che dalla Slovacchia si preparano a recarsi a Parigi, coltivino poi questo salutare interessamento per il Cristo Signore nella Nazione slovacca.

Con questa intenzione imparto la mia Benedizione Apostolica a voi e a tutta la gioventù slovacca.

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua ungherese

Vi saluto cordialmente, cari pellegrini ungheresi da Budapest (arcidiocesi di Esztergom-Budapest) e da Szolnok (diocesi di Vác).

Nella mia catechesi di oggi ho svolto una riflessione su Maria, che è modello della maternità della Chiesa. In questi giorni celebriamo la Solennità dell'Assunzione di Maria ed anche la solennità di Santo Stefano, primo santo re dell'Ungheria. Auguro di cuore che il caro popolo ungherese, guidato dalla spiritualità cristiana e dalla sua ricchezza culturale, possa affermare il suo ruolo nella costruzione e nuova evangelizzazione dell'Europa.

Con la Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!

***

Rivolgo ora un cordiale benvenuto a tutti i pellegrini di lingua italiana, in particolare ai giovani che attendo numerosi a Parigi per la Giornata Mondiale della Gioventù. Carissimi, auspico che il prossimo incontro nella capitale francese rafforzi in voi i propositi di generosa accoglienza di Cristo, per essere nel mondo testimoni del suo Vangelo di speranza.

Il mio pensiero va, inoltre, ai malati ed agli sposi novelli qui presenti. Esorto voi, cari malati, ad offrire la vostra sofferenza al Signore per l'ormai imminente appuntamento dei giovani in Francia. E domando anche a voi, cari sposi novelli, di accompagnare quest'evento ecclesiale con la vostra preghiera.

A tutti ed a ciascuno imparto la mia Benedizione.

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana 

 



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