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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 25 giugno 1997

   

La dormizione della Madre di Dio (Fil 1, 20b-21)

1. Circa la conclusione della vita terrena di Maria, il Concilio riprende i termini della Bolla di definizione del dogma dell'Assunzione ed afferma: "L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in corpo e anima" (Lumen Gentium, 59). Con questa formula la Costituzione dogmatica Lumen gentium, seguendo il mio Venerato Predecessore Pio XII, non si pronuncia sulla questione della morte di Maria. Pio XII tuttavia non intese negare il fatto della morte, ma soltanto non giudicò opportuno affermare solennemente, come verità che doveva essere ammessa da tutti i credenti, la morte della Madre di Dio.

Alcuni teologi, in verità, hanno sostenuto l'esenzione della Vergine dalla morte e il suo passaggio diretto dalla vita terrena alla gloria celeste. Tuttavia questa opinione è sconosciuta fino al XVII secolo, mentre in realtà esiste una tradizione comune che vede nella morte di Maria la sua introduzione alla gloria celeste.

2. E' possibile che Maria di Nazaret abbia sperimentato nella sua carne il dramma della morte? Riflettendo sul destino di Maria e sul suo rapporto con il divin Figlio, sembra legittimo rispondere affermativamente: dal momento che Cristo è morto, sarebbe difficile sostenere il contrario per la Madre.

In questo senso hanno ragionato i Padri della Chiesa, che non hanno avuto dubbi al riguardo. Basti citare san Giacomo di Sarug (+ 521), secondo il quale "il coro dei dodici Apostoli" quando per Maria giunse "il tempo di camminare sulla via di tutte le generazioni", la via cioè della morte, si raccolse per seppellire "il corpo virgineo della Benedetta" (Discorso sulla sepoltura della Santa Genitrice di Dio, 87-99 in C. VONA, Lateranum 19 [1953], 188). San Modesto di Gerusalemme (+ 634), dopo aver ampiamente parlato della "beatissima dormizione della gloriosissima Genitrice di Dio", conclude il suo "encomio" esaltando l'intervento prodigioso di Cristo che "la risuscitò dal sepolcro" per assumerla con sé nella gloria (San Modesto di Gerusalemme, Enc. in dormitionem Deiparae semperque Virginis Mariae, nn. 7 e 14: PG 86 bis, 3293; 3311). San Giovanni Damasceno (+ 704), per parte sua, si chiede: "Come mai colei che nel parto passò sopra tutti i limiti della natura, ora si piega alle sue leggi e il suo corpo immacolato viene sottoposto alla morte?". E risponde: "Bisognava certo che la parte mortale venisse deposta per rivestirsi di immortalità, poiché anche il padrone della natura non ha rifiutato l'esperienza della morte. Egli, infatti, muore secondo la carne e con la morte distrugge la morte, alla corruzione elargisce l'incorruttibilità e il morire lo fa sorgente di risurrezione". (San Giovanni Damasceno, Panegirico sulla Dormizione della Madre di Dio, 10: SC 80,107).

3. E' vero che nella Rivelazione la morte è presentata come castigo del peccato. Tuttavia il fatto che la Chiesa proclami Maria liberata dal peccato originale per singolare privilegio divino non porta a concludere che Ella abbia ricevuto anche l'immortalità corporale. La Madre non è superiore al Figlio, che ha assunto la morte, dandole nuovo significato e trasformandola in strumento di salvezza.

Coinvolta nell'opera redentrice e associata all'offerta salvatrice di Cristo, Maria ha potuto condividere la sofferenza e la morte in vista della redenzione dell'umanità. Anche per Lei vale quanto Severo d'Antiochia afferma a proposito di Cristo: "Senza una morte preliminare, come potrebbe aver luogo la risurrezione?" (Severo d'Antiochia, Antiiulianistica, Beirut 1931, 194s). Per essere partecipe della risurrezione di Cristo, Maria doveva condividerne anzitutto la morte.

4. Il Nuovo Testamento non fornisce alcuna notizia sulle circostanze della morte di Maria. Questo silenzio induce a supporre che essa sia avvenuta normalmente, senza alcun particolare degno di menzione. Se così non fosse stato, come avrebbe potuto la notizia restare nascosta ai contemporanei e non giungere, in qualche modo, fino a noi?

Quanto alle cause della morte di Maria, non sembrano fondate le opinioni che vorrebbero escludere per Lei cause naturali. Più importante è la ricerca dell'atteggiamento spirituale della Vergine al momento della sua dipartita da questo mondo. A tale proposito, san Francesco di Sales ritiene che la morte di Maria sia avvenuta come effetto di un trasporto d'amore. Egli parla di un morire "nell'amore, a causa dell'amore e per amore", giungendo perciò ad affermare che la Madre di Dio morì d'amore per suo figlio Gesù (San Francesco di Sales, Traité de l'Amour de Dieu, Lib. 7, c. XIII-XIV).

Qualunque sia stato il fatto organico e biologico che causò, sotto l'aspetto fisico, la cessazione della vita del corpo, si può dire che il passaggio da questa all'altra vita fu per Maria una maturazione della grazia nella gloria, così che mai come in quel caso la morte poté essere concepita come una "dormizione".

5. In alcuni Padri della Chiesa troviamo la descrizione di Gesù stesso che viene a prendere sua madre nel momento della morte, per introdurla nella gloria celeste. Essi presentano, così, la morte di Maria come un evento d'amore che l'ha condotta a raggiungere il suo divin Figlio per condividerne la vita immortale. Alla fine della sua esistenza terrena, Ella avrà sperimentato, come Paolo e più di lui, il desiderio di essere sciolta dal corpo per essere con Cristo per sempre (cfr Fil 1, 23).

L'esperienza della morte ha arricchito la persona della Vergine: passando per la comune sorte degli uomini, Ella è in grado di esercitare con più efficacia la sua maternità spirituale verso coloro che giungono all'ora suprema della vita.


Saluti particolari

Je salue très cordialement les personnes de langue française venues ce matin. Chers amis, je vous souhaite un bon pèlerinage et un bon été, et je vous donne de grand coeur la Bénédiction apostolique.

I am pleased to welcome the professors and students of the Theological Seminary of the Reformed Church in America. I also thank the choirs for the praise of God in song. Upon all the English-speaking visitors, especially the pilgrims from Scotland, South Africa, Indonesia, Thailand, Japan, the Philippines and the United States, I cordially invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ.

Mit dieser Betrachtung grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher sehr herzlich. Besonders heiße ich die ökumenische Gruppe von katholischen Priestern und evangelischen Pastoren willkommen. Ihr seid nach Rom gepilgert, um an den Gräbern der Apostelfürsten die gemeinsamen Wurzeln des Glaubens zu entdecken und Euren Gemeinden weiterzugeben. Einen herzlichen Gruß richte ich auch an die Schüler- und Jugendgruppen, die in so großer Zahl gekommen sind, um dem Nachfolger Petri zu begegnen. Euch allen und Euren Angehörigen zu Hause sowie den über Radio Vatikan und das Fernsehen mit uns verbundenen Gläubigen erteile ich von Herzen den Apostolischen Segen.

Saludo con afecto a los visitantes de lengua española. En particular a la Cofradía Nuestra Señora de los Dolores, de Lleida, y demás peregrinos españoles; al grupo de Rectores de Seminarios colombianos, así como a los otros peregrinos de Colombia y Argentina. Al encomendaros a todos bajo la protección materna de la Virgen María, os imparto de corazón la Bendición Apostólica.

A todos os visitantes e ouvintes de língua portuguesa, nomeadamente a uma peregrinação Redentorista vinda de Portugal, convido a manter vivo o Amor à Virgem Maria, nossa maternal intercessora diante de Deus, ao mesmo tempo que lhes concedo com afecto a minha Bênção Apostólica, extensiva aos seus familiares.

Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese

Saluto i pellegrini provenienti dai Paesi Bassi e dal Belgio.

Vi auguro che il vostro pellegrinaggio al centro della Chiesa universale approfondisca la vita cristiana di ognuno di voi, e vi dia nuovo slancio per contribuire con la testimonianza di fede ad arricchire la vostra chiesa locale.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana

Saluto cordialmente i pellegrini lituani.

Carissimi Fratelli e Sorelle, vi auguro che i sereni momenti del pellegrinaggio romano diventino per voi fonte di rinnovata dedizione a Cristo e alla sua Chiesa, e sostengano la vostra determinazione a lavorare per il bene della vostra Patria e per il suo futuro, fondato sui valori eterni della cultura cristiana.

Vi accompagni ovunque la mia preghiera e la mia Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua ungherese

Vi saluto cordialmente, cari pellegrini ungheresi.

In questi giorni si tengono in Ungheria le ordinazioni sacerdotali. Pregate per i vostri sacerdoti novelli, affinché si conservino fedeli nel servizio del Signore. Pregate anche perché le famiglie siano veramente cristiane, affinché il Signore Gesù possa in esse suscitare numerose nuove vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa.

Con la mia Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca

Cari pellegrini della Repubblica Ceca!

La migliore celebrazione di Sant'Adalberto è seguire il suo esempio. Realizzare quello che il Santo ha espresso con tutta la sua vita - cioè: "Niente anteporre a Cristo" - porta al crescente amore di Dio, al servizio della nuova evangelizzazione, all'impegno di vivere oggi nella verità che è Cristo.

Vi benedico di cuore insieme a tutti i vostri cari in Patria!

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca

Saluto cordialmente i pellegrini slovacchi da PreŇ°ov e Ruzomberok, da Preselany, Konská e da Roznava.

Cari fratelli e sorelle, sono contento che avete dedicato il vostro tempo di vacanza a questo pellegrinaggio a Roma. Qui è la tomba del Santo Apostolo Pietro, il quale ha dato la vita per la fede in Cristo. Qui è il Papa, il successore di San Pietro, il quale conforta i fratelli in questa fede.

Ringraziate Dio Signore, che vi ha condotto sulla via della fede e che su questa via avete perseverato finora. PregateLo, che vi aiuti a testimoniare questa fede con la vostra vita. Il mondo ha bisogno della luce del vostro esempio.

Con la preghiera che possiate riuscire in ciò, vi imparto la mia Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua croata

La preparazione alla celebrazione del Grande Giubileo deve coinvolgere ogni persona, ogni famiglia e l'intera comunità ecclesiale, facendo sì che il vivere e l'operare del battezzato sia conforme al credere in Cristo, unico Salvatore dell'uomo. E' necessario, pertanto, ritornare alle origini della propria fede e dare nuova vitalità alla speranza che supera gli orizzonti di questo mondo, e alla carità che non conosce limiti.

Cari pellegrini croati, vi saluto tutti di cuore, in particolare i gruppi dei giovani di Split e di Slavonski Brod, ed invoco su di voi la benedizione di Dio.

Siano lodati Gesù e Maria!

Traduzione italiana del saluto in lingua norvegese

(Al coro "Laudate Dominum")

Grazie del vostro bel canto a gloria di Dio e per la gioia degli uomini.

Dio benedica voi e tutta la Norvegia.

***

Rivolgo con cordiale benvenuto a tutti i pellegrini di lingua italiana, in particolare al gruppo di studenti che terminano il loro biennio presso l'Istituto per la Catechesi Missionaria, ai responsabili del gruppo giovanile "Spazio Fiorito Mariano" di Verona, appartenente all'Opera Don Calabria, come pure ai membri dell'Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati, che ricordano il cinquantesimo anniversario di fondazione.

Saluto, poi, il presidente ed i soci dell'Associazione Italiana Donatori di Organi di Olginate, venuti per far benedire la fiaccola della "staffetta della solidarietà", ed auspico che tale iniziativa contribuisca alla formazione di una coscienza sempre più aperta alla solidarietà.

Rivolgo, altresì, un affettuoso pensiero ai bambini bielorussi, ospiti della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria di San Bartolomeo in Galdo. Il Signore protegga voi, cari bambini, e quanti vi hanno accolto.

Saluto ora voi, giovani, voi, ammalati, e voi, sposi novelli.

A voi, cari giovani, auguro che la vostra giovinezza sia sempre pervasa dall'entusiasmo della fede. Per voi, cari ammalati, auspico di cuore l'alleviamento del vostro dolore e prego perché il Redentore crocifisso vi sia vicino con la sua assistenza e col suo conforto. Il sacramento del Matrimonio costituisca per voi, cari sposi novelli, un'autentica e comune crescita umana e cristiana, così che il vostro amore sia fecondo di vite nuove per la Chiesa e per la società.

   

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana 

 



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