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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 25 settembre 2002

 

Salmo 84: La nostra salvezza è vicina
Lodi del martedì della 3a settimana (Sal 84, 2-3.9.13-14)

1. Il Salmo 84 che abbiamo ora proclamato è un canto gioioso e pieno di speranza nel futuro della salvezza. Esso riflette il momento esaltante del ritorno di Israele dall’esilio babilonese nella terra dei padri. La vita nazionale ricomincia in quell’amato focolare, che era stato spento e distrutto nella conquista di Gerusalemme da parte delle armate del re Nabucodonosor nel 586 a.C.

Infatti, nell’originale ebraico del Salmo si sente risuonare ripetutamente il verbo shûb, che indica il ritorno dei deportati, ma significa anche un «ritorno» spirituale, cioè la «conversione». La rinascita, quindi, non riguarda solo la nazione, ma anche la comunità dei fedeli, che avevano sentito l’esilio come una punizione per i peccati commessi e che vedevano ora il rimpatrio e la nuova libertà come una benedizione divina, per l’avvenuta conversione.

2. Il Salmo può essere seguito nel suo svolgimento secondo due tappe fondamentali. La prima scandita dal tema del «ritorno» con tutte le valenze a cui accennavamo.

Si celebra innanzitutto il ritorno fisico di Israele: «Signore..., hai ricondotto i deportati di Giacobbe» (v. 2); «rialzaci, Dio nostra salvezza... Non tornerai tu forse a darci vita?» (vv. 5.7). È questo un prezioso dono di Dio, il quale si preoccupa di liberare i suoi figli dall’oppressione e s’impegna per la loro prosperità. Egli, infatti, «ama tutte le cose esistenti..., risparmia tutte le cose, perché tutte sono di lui, il Signore amante della vita» (cfr Sap 11,24.26).

Ma, accanto a questo «ritorno», che concretamente unifica i dispersi, c’è un altro «ritorno» più interiore e spirituale. Ad esso il Salmista lascia ampio spazio, attribuendogli un particolare rilievo, che vale non solo per l’antico Israele ma per i fedeli di tutti i tempi.

3. In questo «ritorno» agisce efficacemente il Signore, rivelando il suo amore nel perdonare l’iniquità del suo popolo, nel cancellare tutti i suoi peccati, nel deporre tutto il suo sdegno e mettere fine alla sua ira (cfr Sal 84,3-4).

Proprio la liberazione dal male, il perdono delle colpe, la purificazione dei peccati creano il nuovo popolo di Dio. Ciò è espresso attraverso un’invocazione che è entrata anche nella liturgia cristiana: «Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza» (v. 8).

Ma a questo «ritorno» di Dio che perdona deve corrispondere il «ritorno», cioè la conversione, dell’uomo che si pente. Infatti il Salmo dichiara che la pace e la salvezza vengono offerte a «chi ritorna a lui con tutto il cuore» (v. 9). Chi si mette decisamente sulla via della santità riceve i doni della gioia, della libertà e della pace.

È noto che spesso i termini biblici concernenti il peccato evocano uno sbagliare strada, un fallire la meta, un deviare dal retto percorso. La conversione è appunto un «ritorno» sulla via lineare che conduce alla casa del Padre, il quale ci attende per abbracciarci, perdonarci e renderci felici (cfr Lc 15,11-32).

4. Giungiamo, così, alla seconda parte del Salmo (cfr Sal 84,10-14), tanto cara alla tradizione cristiana. Vi si descrive un mondo nuovo, in cui l’amore di Dio e la sua fedeltà, come se fossero persone, si abbracciano; similmente anche la giustizia e la pace si baciano incontrandosi. La verità germoglia come in una rinnovata primavera e la giustizia, che per la Bibbia è anche salvezza e santità, si affaccia dal cielo per iniziare il suo cammino in mezzo all’umanità.

Tutte le virtù, prima espulse dalla terra a causa del peccato, ora rientrano nella storia e, incrociandosi, disegnano la mappa di un mondo di pace. Misericordia, verità, giustizia e pace diventano quasi i quattro punti cardinali di questa geografia dello spirito. Anche Isaia canta: «Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo» (Is 45,8).

5. Le parole del Salmista, già nel secondo secolo con sant’Ireneo di Lione, sono state lette come annunzio della «generazione di Cristo dalla Vergine» (Adversus haereses, III, 5, 1). La venuta di Cristo è, infatti, la sorgente della misericordia, lo sbocciare della verità, la fioritura della giustizia, lo splendore della pace.

Per questo il Salmo, soprattutto nella sua parte finale, è riletto in chiave natalizia dalla tradizione cristiana. Ecco come lo interpreta sant’Agostino in un suo discorso per il Natale. Lasciamo a lui di concludere la nostra riflessione. «"La verità è sorta dalla terra": Cristo, il quale ha detto: "Io sono la verità" (Gv 14,6) è nato da una Vergine. "E la giustizia si è affacciata dal cielo": chi crede in colui che è nato non si giustifica da se stesso, ma viene giustificato da Dio. "La verità è sorta dalla terra": perché "il Verbo si è fatto carne" (Gv 1,14). "E la giustizia si è affacciata dal cielo": perché "ogni grazia eccellente e ogni dono perfetto discendono dall’alto" (Gc 1,17). "La verità è sorta dalla terra", cioè ha preso un corpo da Maria. "E la giustizia si è affacciata dal cielo": perché "l'uomo non può ricevere cosa alcuna, se non gli viene data dal cielo" (Gv 3,27)» (Discorsi, IV/l, Roma 1984, p. 11).


Saluti:

I am pleased to greet the Felician Sisters meeting in Rome for their Biennial Assembly, as well as the Missionary Benedictine Sisters taking part in a Week of Encounter. Upon all the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially those from England, Ireland, Australia and the United States, I invoke the grace and peace of our Lord Jesus Christ.

J’accueille cordialement les pèlerins francophones, en particulier les membres de la section aquitaine de l’Institut des Hautes Études de la Défense Nationale, l’Association «Science-Philosophie-Théologie» de Paris, ainsi que le groupe Saint-Vincent-de-Paul, de Canteleu. Que le Christ Sauveur féconde les efforts de tous les artisans de paix et qu’il les aide à rechercher sans se lasser le Royaume de Dieu et sa justice.

Herzlich begrüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders heiße ich heute die Wallfahrergruppe „Rom im Rollstuhl" des Schönstatt-Werkes aus der Schweiz willkommen. Gott mache euch alle zu Boten seiner Langmut und Liebe!

Aos grupos vindos do Brasil e de Portugal e demais peregrinos de língua portuguesa, as minhas boas-vindas com uma saudação afectuosa, sobre todos implorando a misericórdia, a verdade, a justiça e a paz que frutificam numa vida fiel a Deus.

Saludo a los peregrinos de lengua española, en especial al grupo Peregrinación Mariana de Perú y a los representantes de la Federación Catalana de Fútbol. Invito a todos a que hagan de esta visita a Roma una ocasión especial de conversión y fortalecimiento de su fe.

Os bendigo de todo corazón.

Saluto in lingua neerlandese:

Nu een woord van welkom aan alle Nederlandse en Belgische pelgrims!

Moge uw bedevaart naar de graven van de Apostelen u helpen om Christus te volgen in het dagelijkse leven.

Van harte verleen ik u de Apostolische Zegen. Geloofd zij Jezus Christus!

Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese:

Rivolgo ora il benvenuto a tutti i pellegrini provenienti dai Paesi Bassi e dal Belgio!

Il vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli vi aiuti a seguire Cristo nella vita quotidiana.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua ceca:

Srdečnĕ zdravím skupinu poutníků z České republiky.

Moji drazí, při vaší pouti k hrobu sv. Petra at' posílí vaši víru jeho slova „Kéž spíše rostete v milosti a poznání našeho Pána a Spasitele Ježíše Krista" (2 Pt 3, 18). Vydávejte pak o tom svědectví, všude, kam přijdete.

Z celého srdce žehnám vám i vašim drahým ve vlasti. Chvála Kristu!

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca:

Rivolgo un cordiale saluto al gruppo di pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca.

Carissimi, durante il vostro pellegrinaggio alla tomba dell'Apostolo Pietro, le seguenti parole dell'Apostolo rinsaldino la vostra fede: "Crescete nella speranza e nella conoscenza di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo" (2 Pt 3, 18). Testimoniatela poi, dovunque andrete.

Di cuore benedico voi ed i vostri cari. Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua slovacca:

Srdečne vítam pútnikov z Bratislavy a Nitry. Osobitne pozdravujem skupinu z Farnosti svätého Egídia z Bardejova, ktorí sa prišli pod‘akovat‘ za dar Baziliky minor.

Drahí Bratia a sestry, žerám vám aby vaša pút‘ ku robom svätých apoštolov Petra a Pavla znamenala pre každého z vás obnovu krest‘anskej viery.

Rád žehnám vás i vaše rodiny doma. Pochválený bud‘ Ježiš Kristus!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca:

Un cordiale benvenuto ai pellegrini da Bratislava e Nitra. Saluto in modo particolare il gruppo della Parrocchia di S, Egidio di Bardejov, che sono venuti a ringraziare per il dono della Basilica minore.

Cari fratelli e sorelle, vi auguro che il vostro pellegrinaggio alle tombe dei Santi Apostoli Pietro e Paolo rappresenti per ciascuno di voi il rinnovamento della fede cristiana.

Volentieri benedico voi e le vostre famiglie in Patria. Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua ungherese:

Nagy szeretettel köszöntöm a magyar zarándokokat, akik Budapestrôl és Várpalotáról érkeztek. Isten hozott Benneteket!

Tegnap ünnepeltétek Szent Gellért püspök, vértanú emléknapját. A szent bencés élete példája erôsítsen meg Titeket a hit zarándokútján.

Szeretettel adom Rátok apostoli áldásomat. Dicsértessék a Jézus Krisztus!

Traduzione italiana del saluto in lingua ungherese:

Un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua ungherese, provenienti da Budapest e Várpalota.

Ieri avete celebrato la memoria di San Gerardo Sagredo, Vescovo e Martire. L’esempio di vita del santo benedettino vi fortifichi sulla via della fede.

Volentieri imparto a tutti voi la Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua lituana:

Nuođirdţiai sveikinu piligrimus lietuvius.

Brangieji, tegul nepaliauja jűsř malda uţ taikŕ ir teisingumŕ pasaulyje, o jűsř darbus teákvepia Kristus ir Jo Evangelija.

Vieđpats telaimina jus visus! Garbë Jëzui Kristui!

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana:

Saluto cordialmente i pellegrini lituani.

Carissimi, sia incessante la vostra preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, e le vostre opere si ispirino a Cristo e al suo vangelo.

Il Signore vi benedica tutti! Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Oggi cade il 49° anniversario dell'arresto del servo di Dio Card. Stefan Wyszynski, Primate del Millennio, da parte del regime comunista: il 25 settembre 1953; fu un atto di persecuzione della Chiesa.

Parliamo ora dei Salmi. Forse ciò che essi sono è preso bene dal salmo più breve del Salterio: 

"Lodate il Signore, popoli tutti / voi tute, nazioni, dategli gloria; / perché forte è il suo amore per noi / e la fedeltà del Signore dura in eterno. / Gloria a Dio unico e trino, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. / Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli".

Così lo ricordo, come lo cantavo in Polonia, a Wadowice, durante i Vespri. Dio vi benedica!

*****

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai componenti dell’AVIS di Milano e Parabiago, ai fedeli di Travacò Siccomario e ai ministranti di Linguaglossa. Una parola di apprezzamento e di vivo incoraggiamento rivolgo poi ai rappresentanti della "Catholica Unio Internationalis", giunti a Roma per l’Assemblea generale, e ai missionari della Consolata partecipanti ad un Corso di formazione.

Come di consueto, il mio pensiero va adesso ai giovani, agli ammalati ed agli sposi novelli.

Carissimi giovani, siate sempre fedeli all’ideale evangelico e realizzatelo nelle vostre quotidiane attività. Carissimi ammalati, vi sia ogni giorno di sostegno nelle vostre pene la grazia del Signore. Ed a voi, cari sposi novelli, rivolgo un paterno benvenuto invitandovi ad aprire l’animo all’amore divino perché vivifichi la vostra esistenza familiare.

      



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