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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Castel Gandolfo
Mercoledì, 13 agosto 2003

 

Cantico: Tb 13,10-13,15,16c-17a: Ringraziamento per la liberazione del popolo
Lodi venerdì 4a settimana (Lettura 13,10-13,15,16c-17a).

1. La Liturgia delle Lodi ha accolto tra i suoi Cantici un frammento di un inno, posto a suggello della storia narrata dal Libro biblico di Tobia: l’abbiamo ascoltato poc’anzi. L’inno, piuttosto ampio e solenne, è una tipica espressione della preghiera e della spiritualità giudaica che attinge ad altri testi già presenti nella Bibbia.

Il Cantico si sviluppa attraverso una duplice invocazione. Emerge innanzitutto un ripetuto invito a lodare Dio (cfr vv. 3.4.7) per la purificazione ch’egli sta operando per mezzo dell’esilio. I «figli d’Israele» vengono esortati ad accogliere questa purificazione con una sincera conversione (cfr vv. 6.8). Se fiorirà nei cuori la conversione, il Signore farà sorgere all’orizzonte l’alba della liberazione. È proprio in questo clima spirituale che si colloca l’avvio del Cantico che la Liturgia ha ritagliato all’interno dell’inno più ampio del capitolo 13 di Tobia.

2. La seconda parte del testo, intonata dal vecchio Tobi, protagonista col figlio Tobia dell’intero Libro, è una vera e propria celebrazione di Sion. Essa riflette l’appassionata nostalgia e l’ardente amore che l’ebreo della Diaspora prova nei confronti della città santa (cfr vv. 9-18). Anche questo aspetto brilla all’interno del brano che è stato scelto come preghiera mattutina della Liturgia delle Lodi. Fermiamoci su questi due temi, cioè la purificazione del peccato attraverso la prova e l’attesa dell’incontro col Signore nella luce di Sion e del suo tempio santo.

3. Tobi rivolge un appello caloroso ai peccatori perché si convertano e operino la giustizia: è questa la via da imboccare per ritrovare l’amore divino che dà serenità e speranza (cfr v. 8).

La stessa storia di Gerusalemme è una parabola che insegna a tutti la scelta da compiere. Dio ha castigato la città perché non poteva rimanere indifferente di fronte al male perpetrato dai suoi figli. Ma ora, vedendo che molti si sono convertiti e trasformati in figli giusti e fedeli, egli manifesterà ancora il suo amore misericordioso (cfr v. 10).

Lungo tutto il Cantico del capitolo 13 di Tobia si ripete spesso questa convinzione: il Signore «castiga e usa misericordia… castiga per le vostre ingiustizie ma usa misericordia a tutti… ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, e avrà ancora pietà per i figli dei giusti» (vv. 2.5.10). Dio ricorre al castigo come mezzo per richiamare sulla retta via i peccatori sordi ad altri richiami. L’ultima parola del Dio giusto resta tuttavia quella dell’amore e del perdono; il suo desiderio profondo è quello di poter riabbracciare i figli ribelli che tornano a lui con cuore pentito.

4. Nei confronti del popolo eletto la misericordia divina si manifesterà con la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, operata da Dio stesso: «Egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia» (v. 11). Appare, così, il secondo tema, quello di Sion, come luogo spirituale verso cui deve convergere non solo il ritorno degli ebrei ma anche il pellegrinaggio dei popoli che cercano Dio. Si schiude, così, un orizzonte universalistico: ricostruito, il tempio di Gerusalemme, segno della parola e della presenza divina, risplenderà di una luce planetaria che squarcerà le tenebre, così che possano mettersi in marcia «nazioni numerose, gli abitanti di tutti i confini della terra» (cfr v. 13), recando i loro doni e cantando la loro gioia di partecipare alla salvezza che il Signore effonde in Israele.

Gli Israeliti, dunque, e tutti i popoli sono in cammino insieme verso un’unica meta di fede e di verità. Su di loro il cantore di questo inno fa scendere una beatitudine ripetuta dicendo a Gerusalemme: «Beati coloro che ti amano, beati coloro che gioiscono per la tua pace!» (v. 15). La felicità è autentica quando si è ritrovata la luce che sfolgora nel cielo di tutti coloro che cercano il Signore con il cuore purificato e con l’ansia della verità.

5. Verso questa Gerusalemme, libera e gloriosa, segno della Chiesa nella meta ultima della sua speranza, prefigurata dalla Pasqua di Cristo, sant’Agostino si rivolge con ardore nel libro delle Confessioni.

Riferendosi alla preghiera che egli intende compiere nella sua «stanza segreta», ci descrive quelle «canzoni d’amore fra i gemiti, gli inenarrabili gemiti che durante il mio pellegrinaggio suscita il ricordo di Gerusalemme nel cuore proteso in alto verso di lei, Gerusalemme, la mia patria, Gerusalemme la mia madre, e verso di Te, il suo sovrano, il suo illuminatore, il suo padre e tutore e sposo, le sue caste e intense delizie, la sua solida gioia e tutti i suoi beni ineffabili». E conclude con una promessa: «Non me ne distoglierò, fino a che nella pace di quella madre carissima, dove stanno le primizie del mio spirito, donde traggo queste certezze, tu non abbia adunato tutto ciò che io sono da questa deforme dispersione, per uniformarlo definitivamente in eterno, o Dio mio, misericordia mia» (Le Confessioni, 12,16,23, Roma 1965, pp. 424-425).


Saluti:

I offer a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience, especially those from Malta, Japan, Sri Lanka and the United States. I cordially invoke upon all of you joy and peace in our Lord Jesus Christ.

Je salue cordialement les pèlerins de langue française. Que ce temps de vacances vous aide à trouver Dieu dans la beauté de sa création et dans l'attention renouvelée au prochain. Que le Seigneur vous bénisse !

Von Herzen heiße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache willkommen. Schreitet voran auf dem Weg der Liebe und der Gerechtigkeit! Gottes Güte leite euch. Allen wünsche ich frohe, gesegnete Ferien.

Na perspectiva da Solenidade da Assunção da Santíssima Virgem Maria, convido também aos peregrinos de língua portuguesa aqui presentes, nomeadamente a Comitiva do Sport Lisboa e Benfica, a percorrer o próprio itinerário de vida cristã, na escuta da Palavra de Deus e sob a protecção e o exemplo da nossa Mãe do Céu. Que o Senhor vos abençoe.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. En especial al Grupo de Oficiales de la Academia Politécnica del Ejército de Chile. A vosotros, y a todos los demás, os deseo que esta gozosa peregrinación a Roma os anime a afianzar la fe. Buenas vacaciones a todos. Muchas gracias por vuestra atención.

Saluto in lingua rumena:

Adresez un salut cordial credincioşilor provenind din România asigurând pe fiecare de o amintire în rugăciune. Vă binecuvântez din inimă pe voi şi pe cei dragi ai voştri.

Traduzione italiana del saluto in lingua rumena:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli provenienti dalla Romania assicurando per ciascuno un ricordo nella preghiera. Di cuore benedico voi e i vostri cari.

Saluto in lingua slovacca:

Srdečne vítam pútnikov zo Slovenska.

Drahí bratia a sestry, ďakujem vám za toto stretnutie.

Vyprosujem vám hojnosť Božích milostí a s radosťou udeľujem Apoštolské požehnanie.

Pochválený buď Ježiš Kristus!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini provenienti dalla Slovacchia.

Carissimi, vi ringrazio per questo incontro e, mentre invoco su di voi la continua assistenza divina, volentieri vi imparto la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua polacca:

Serdecznie pozdrawiam moich rodaków.

W sposób szczególny pragnę pozdrowić wszystkich pielgrzymów, którzy w tych dniach z różnych stron Polski wędrują na Jasną Górę i do innych sanktuariów. Niech to pielgrzymowanie przyniesie błogosławione owoce w sercach wszystkich.

W dzisiejszej katechezie rozważaliśmy słowa kantyku z Księgi Tobiasza. Natchniony autor wychwala w nim Boga, który jest sprawiedliwy, a równocześnie miłosierny. Bóg w swej sprawiedliwości nie pozostaje obojętny na zło, jakiego dopuszcza się człowiek i na różne sposoby wzywa go do nawrócenia i do postępowania drogami prawdy i dobra. Równocześnie okazuje miłosierdzie: pochyla się nad ludzką słabością, mocą swej łaski wyzwala od zła, odsłania piękno dobra i pomaga trwać przy nim z nadzieją.

Niedługo minie rok od dnia, w którym dane mi było nawiedzić sanktuarium Bożego Miłosierdzia w Łagiewnikach. Stale wędruję tam w myślach i zawierzam miłosiernemu Jezusowi losy Kościoła i świata.

Niech Jego błogosławieństwo towarzyszy Wam i waszym rodzinom. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Saluto cordialmente i miei connazionali.

In modo particolare voglio salutare i pellegrini che in questi giorni da diverse parti della Polonia si recano a Jasna Gora (Częstochowa) e in altri santuari. Questi pellegrinaggi portino beati frutti nei cuori di tutti.

Nella catechesi odierna abbiamo riflettuto sulle parole del Cantico dal Libro di Tobia. In esso l’autore ispirato loda Dio che è giusto e nello stesso tempo misericordioso. Dio nella Sua giustizia non rimane indifferente di fronte al male perpetrato dall’uomo e in diversi modi lo chiama alla conversione e al cammino sulle vie della verità e del bene. Contemporaneamente manifesta la misericordia: si inchina sopra la debolezza umana, con la forza della Sua grazia libera dal male, rivela la bellezza del bene e aiuta a curarlo con speranza.

Fra poco si compirà un anno dal giorno in cui ho avuto possibilità di visitare il santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki. Mi reco colà continuamente nel pensiero e affido a Gesù misericordioso le sorti della Chiesa e del mondo.

La Sua benedizione accompagni voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!

*****

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alle Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambino Gesù e alle Figlie della Madonna del Divino Amore, che stanno celebrando in questi giorni i loro Capitoli generali, alle Suore della Riparazione e ai fedeli provenienti da Recanati.

A voi, cari giovani, cari malati e cari sposi novelli auguro di imitare l’eroico esempio di S. Massimiliano Maria Kolbe, la cui memoria celebreremo domani: sforzatevi, come lui, di vivere in modo autentico e coerente la vocazione cristiana.

    



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