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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 18 febbraio 2004

 

Cantico cfr Ef 1,3-10 - Dio salvatore
Vespri del lunedì della 1a settimana (Lettura: Ef 1,3-6)

1. Lo splendido inno di «benedizione», che apre la Lettera agli Efesini e viene proclamato ogni lunedì nella Liturgia dei Vespri, sarà oggetto di una serie di meditazioni lungo il nostro itinerario. Per ora ci accontentiamo di uno sguardo d’insieme a questo testo solenne e ben strutturato, quasi come una maestosa costruzione, destinata ad esaltare la meravigliosa opera di Dio, attuata per noi in Cristo.

Si parte da un «prima» che antecede il tempo e la creazione: è l’eternità divina nella quale già prende vita un progetto che ci supera, una «pre-destinazione», cioè il disegno amoroso e gratuito di un destino di salvezza e di gloria.

2. In questo progetto trascendente, che ingloba la creazione e la redenzione, il cosmo e la storia umana, Dio aveva prestabilito, «nella sua benevolenza», di «ricapitolare in Cristo», cioè di riportare a un ordine e a un senso profondo tutte le realtà, quelle celesti e quelle terrene (cfr 1,10). Certo, Egli è «capo della Chiesa, la quale è il suo corpo» (1,22-23), ma è anche il principio vitale di riferimento dell’universo.

La signoria di Cristo si estende, perciò, sia al cosmo sia a quell’orizzonte più specifico che è la Chiesa. Cristo svolge una funzione di «pienezza», così che in Lui si riveli il «mistero» (1,9) nascosto nei secoli e tutta la realtà realizzi - nel suo ordine specifico e nel suo grado - il disegno concepito dal Padre fin dall’eternità.

3. Come avremo occasione di vedere in seguito, questa sorta di Salmo neotestamentario fissa l’attenzione soprattutto sulla storia della salvezza che è espressione e segno vivo della «benevolenza» (1,9), del «beneplacito» (1,6) e dell’amore divino.

Ecco, allora, l’esaltazione della «redenzione mediante il sangue» della croce, la «remissione dei peccati», l’abbondante effusione «della ricchezza della grazia» (1,7). Ecco la filiazione divina del cristiano (cfr 1,5) e la «conoscenza del mistero della volontà» di Dio (1,9), mediante la quale si entra nell’intimo della stessa vita trinitaria.

4. Dato questo sguardo d’insieme all’inno che apre la Lettera agli Efesini, noi ora ascoltiamo san Giovanni Crisostomo, straordinario maestro e oratore, interprete fine della Sacra Scrittura, vissuto nel IV secolo e divenuto anche Vescovo di Costantinopoli, in mezzo a difficoltà di ogni genere, e sottoposto persino all’esperienza di duplice esilio.

Nella sua Prima omelia sulla Lettera agli Efesini, commentando questo Cantico, egli riflette con riconoscenza sulla «benedizione» con cui siamo stati benedetti «in Cristo»: «Che cosa ti manca, infatti? Sei diventato immortale, sei diventato libero, sei diventato figlio, sei diventato giusto, sei diventato fratello, sei diventato coerede, con lui regni, con lui sei glorificato. Tutto ci è stato donato e - come sta scritto - "come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?" (Rm 8,32). La tua primizia (cfr 1Cor 15,20.23) è adorata dagli angeli, dai cherubini, dai serafini: che cosa ti manca, ormai?» (PG 62, 11).

Dio ha fatto tutto questo per noi, continua il Crisostomo, «secondo il beneplacito della sua volontà». Che cosa significa questo? Significa che Dio appassionatamente desidera e ardentemente brama la nostra salvezza. «E perché ci ama in tal modo? Per quale motivo ci vuol tanto bene? Per sola bontà: la "grazia", infatti, è propria della bontà» (ibidem, 13).

Appunto per questo, conclude l’antico Padre della Chiesa, san Paolo afferma che tutto fu compiuto «a lode e gloria della sua grazia che ci ha dato nel suo Figlio diletto». Dio infatti «non solo ci ha liberati dai peccati, ma ci ha resi anche amabili..: ha ornato la nostra anima e l'ha resa bella, desiderabile e amabile». E quando Paolo dichiara che Dio lo ha fatto mediante il sangue del suo Figlio, san Giovanni Crisostomo esclama: «Nulla è più grande di tutto ciò: che il sangue di Dio sia stato versato per noi. Più grande dell'adozione a figli e degli altri doni, è che neppure

sia stato risparmiato il Figlio (cfr Rm 8,32); grande, infatti, è che siano stati rimessi i peccati: ma più grande ancora è che ciò sia avvenuto mediante il sangue del Signore» (ibidem, 14).


Saluti:

I welcome all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience, especially those from England, Ireland, Norway, Sweden, Finland and the United States of America. I thank the choirs for their praise of God in song. Upon you and your families I cordially invoke the grace and peace of our Lord Jesus Christ.

Je salue cordialement les pèlerins francophones, en particulier les séminaristes du diocèse de Lausanne, Genève et Fribourg, les élèves des Maisons d’éducation de la Légion d’Honneur, ainsi que les pèlerins de la province ecclésiastique de Paris, notamment le collège Stanislas. Que votre pèlerinage à Rome vous fasse entrer toujours plus profondément dans le mystère de l’Église, née du cœur de Dieu, pour manifester à toutes les nations son amour et son salut!

Sehr herzlich grüße ich die Pilger und Besucher deutscher Sprache. Aus Liebe zu uns Menschen und zu unserem Heil sandte Gott seinen Sohn. In ihm haben wir Gemeinschaft mit dem Vater. Stellt euer Leben jeden Tag in die Nachfolge Christi! Der Herr segne euch und führe euch zum Ziel eures Lebens!

Saludo con afecto a los peregrinos y familias de lengua española. En especial a los miembros de la Asociación de Feriantes de España y a los alumnos del Colegio Seminario de Barbastro, así como al grupo de peregrinos chilenos. Que vuestra visita a la memoria de los Apóstoles Pedro y Pablo os reafirmen en vuestra fe. Muchas gracias por vuestra atención.

Saluto in lingua ucraina  

Слава Ісусу Христу!

Щиро вітаю українських паломників.

Мої дорогі, дякую вам за візит і, випрошуючи для вас і для ваших родин постійної Божої допомоги, від щирого серця уділяю Вам особливе Апостольське Благословення, яке поширюю також на увесь український народ.

Слава Ісусу Христу!

Traduzione italiana del saluto in lingua ucraina:

Sia lodato Gesù Cristo!

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini ucraini.

Carissimi, vi ringrazio per la vostra visita e, mentre invoco ben volentieri su di voi e sulle vostre famiglie la continua assistenza divina, cordialmente vi imparto una speciale Benedizione, che estendo all’intero popolo ucraino.

Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua polacca:

Bracia i Siostry! Rozważany dzisiaj fragment z Listu do Efezjan przybliża nam Boży plan zbawienia. Ten plan obejmuje stworzenie kosmosu, świata, historię ludzkości i odkupienie człowieka. Zawiera zamysł Boży, aby „wszystko na nowo zjednoczyć w Chrystusie jako Głowie: to, co w niebiosach i to, co na ziemi" (Ef 1,10). Zbawienie człowieka i świata dokonuje się bowiem w Osobie Bożego Syna Jezusa Chrystusa. Człowiek dostępuje zbawienia, odpuszczenia grzechów przez Jego krew przelaną dla nas na krzyżu. W Nim na nowo zostaje obdarowany życiem łaski. W Chrystusie Bóg „wybrał nas przed założeniem świata, abyśmy byli święci i nieskalani przed Jego obliczem" (Ef 1, 4). W Nim rodzimy się do nowego życia, stajemy się Jego przybranymi dziećmi, dziedzicami Królestwa Bożego i uczestnikami Bożej chwały.

Serdecznie pozdrawiam moich Rodaków!

Witam władze Uniwersytetu Opolskiego i Wielkiego Kanclerza Wydziału Teologicznego, Arcybiskupa Alfonsa Nossola.

Pozdrawiam delegację Olsztyna z Panem Prezydentem i Arcybiskupem Metropolitą Warmińskim Edmundem Piszczem na czele. Za chwilę poświęcę dla Waszego Miasta mozaikę Matki Bożej ze Stoczka Warmińskiego. Niech Maryja, Królowa Pokoju strzeże bram Olsztyna i jego mieszkańców.

Pozdrawiam serdecznie uczestników rekolekcji Ziemi podhalańskiej i przedstawicieli Polonii. Niech Wasze przywiązanie do wiary, Kościoła i gór będzie Waszym znakiem i źródłem duchowej mocy.

Wszystkim tu obecnym z serca błogosławię. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Fratelli e Sorelle! Il passo della Lettera agli Efesini che oggi meditiamo ci avvicina il piano divino della salvezza. Esso comprende la creazione del cosmo, del mondo, la storia dell’umanità e la redenzione dell’uomo. Contiene il disegno di Dio "di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra" (Ef 1, 10). La salvezza dell’uomo e del mondo infatti si compie nella Persona del Figlio di Dio Gesù Cristo. Mediante il suo sangue versato sulla croce l’uomo ottiene la salvezza, la remissione dei peccati. In Lui gli viene elargita nuovamente la vita della grazia. In Cristo Dio "ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto" (Ef 1, 4). In Lui siamo generati per una vita nuova, diventiamo i suoi figli adottivi, eredi del Regno di Dio e partecipi della gloria di Dio.

Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai miei Connazionali! Saluto le autorità dell’Università di Opole e l’Arcivescovo Alfons Nossol, Gran Cancelliere della Facoltà di Teologia.

Saluto la delegazione della città di Olsztyn con a capo il Signor Presidente e il Vescovo Metropolita Edmund Piszcz. Tra poco benedirò per la vostra città il mosaico rappresentante la Madonna di Stoczek Warminski. Maria, Regina della Pace custodisca le porte di Olsztyn e i suoi abitanti.

Saluto cordialmente i partecipanti agli esercizi spirituali della terra di Podhale e i rappresentanti degli emigrati polacchi. Che il vostro attaccamento alla fede, alla Chiesa e alle montagne sia vostro segno e fonte di forza dello spirito. Benedico di cuore tutti i presenti. Sia lodato Gesù Cristo.

***

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto gli universitari di Roma, riuniti con il Cardinale Vicario per riflettere sul tema "Testimoni del Vangelo in Università". La visita dell’immagine della Vergine di Loreto sia per tutti voi un invito ad essere sempre più fedeli discepoli di Cristo. Vi sono spiritualmente vicino con la preghiera.

Saluto poi i fedeli della diocesi di Isernia-Venafro, accompagnati dal loro Pastore Monsignor Andrea Gemma e gli alunni dell’Istituto "Enrico Mattei" di Vasto, qui convenuti con l’Arcivescovo Monsignor Edoardo Menichelli. Saluto altresì i fedeli del Santuario della Sacra Spina di Petilia Policastro e della Parrocchia "Gesù adolescente" di Torino.

Il mio pensiero va inoltre ai rappresentanti dell’Unione Cattolica Artisti, ai quali addito come modello il beato Angelico, loro patrono, di cui oggi celebriamo la memoria.

L’esempio e l’intercessione di questo umile discepolo di San Domenico siano di incoraggiamento per voi, cari giovani, a vivere fedelmente la vostra vocazione cristiana. Il beato Angelico aiuti voi, cari malati, ad offrire le vostre sofferenze, in unione a quelle di Cristo, per la salvezza dell’umanità e sostenga voi, cari sposi novelli, nel quotidiano impegno di reciproca fedeltà.

Saluto con affetto il Cardinale Vlk, gli altri Cardinali, come pure i Vescovi amici del "Movimento dei Focolari", qui presenti con la Signorina Chiara Lubich, in occasione dell’annuale convegno sul tema della santità, quale esigenza primaria da proporre a tutti i membri del Popolo di Dio. Carissimi, la Beata Vergine Maria, della quale vi so filialmente devoti, sia il modello sublime a cui sempre ispirarvi. Alla sua materna protezione affido ciascuno di voi, cari e venerati Fratelli, mentre auguro ogni bene per le vostre giornate di spiritualità e di studio.

    



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