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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 20 ottobre 2004

 

Salmo 48, 1-13 - Vanità delle ricchezze
Vespri del martedì della 2a Settimana (Lettura: Sal 48,2-3.6-8.13)

1. La nostra meditazione sul Salmo 48 sarà scandita in due tappe, proprio come fa la Liturgia dei Vespri, che ce lo propone in due tempi. Ne commenteremo ora in modo essenziale la prima parte, nella quale la riflessione prende lo spunto da una situazione di disagio, come nel Salmo 72. Il giusto deve affrontare «giorni tristi», perché lo «circonda la malizia dei perversi», i quali «si vantano della loro grande ricchezza» (cfr Sal 48,6-7).

La conclusione a cui il giusto arriva è formulata come una sorta di proverbio, che si ritroverà anche nella finale dell’intero Salmo. Essa sintetizza in modo limpido il messaggio dominante della composizione poetica: «L’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono» (v. 13). In altri termini, la «grande ricchezza» non è un vantaggio, anzi! Meglio è essere povero e unito a Dio.

2. Nel proverbio sembra echeggiare la voce austera di un antico sapiente biblico, l’Ecclesiaste o Qoelet, quando descrive il destino apparentemente uguale di ogni creatura vivente, quello della morte, che rende del tutto vano l’aggrapparsi frenetico alle cose terrene: «Come è uscito nudo dal grembo di sua madre, così se ne andrà di nuovo come era venuto, e dalle sue fatiche non ricaverà nulla da portar con sé… Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli... Tutti sono diretti verso la medesima dimora» (Qo 5,14; 3,19.20).

3. Un’ottusità profonda s’impadronisce dell’uomo quando s’illude di evitare la morte affannandosi ad accumulare beni materiali: non per nulla il Salmista parla di un «non comprendere» di impronta quasi bestiale.

Il tema sarà, comunque, esplorato da tutte le culture e da tutte le spiritualità e sarà espresso nella sua sostanza in modo definitivo da Gesù che dichiara: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni» (Lc 12,15). Egli narra poi la famosa parabola del ricco insipiente, che accumula beni a dismisura senza immaginare l’agguato che la morte gli sta tendendo (cfr Lc 12,16-21).

4. La prima parte del Salmo è tutta centrata proprio su questa illusione che conquista il cuore del ricco. Costui è convinto di riuscire a «comprarsi» anche la morte, tentando quasi di corromperla, un po’ come ha fatto per avere tutte le altre cose, ossia il successo, il trionfo sugli altri in ambito sociale e politico, la prevaricazione impunita, la sazietà, le comodità, i piaceri.

Ma il Salmista non esita a bollare come stolta questa pretesa. Egli fa ricorso a un vocabolo che ha un valore anche finanziario, «riscatto»: «Nessuno può riscattare se stesso, o dare a Dio il suo prezzo. Per quanto si paghi il riscatto di una vita, non potrà mai bastare per vivere senza fine, e non vedere la tomba» (Sal 48,8-10).

5. Il ricco, aggrappato alle sue immense fortune, è convinto di riuscire a dominare anche la morte, così come ha spadroneggiato su tutto e su tutti col denaro. Ma per quanto ingente sia la somma che è pronto ad offrire, il suo destino ultimo sarà inesorabile. Egli, infatti, come tutti gli uomini e le donne, ricchi o poveri, sapienti o stolti, dovrà avviarsi alla tomba, così come è accaduto anche ai potenti e dovrà lasciare sulla terra quell’oro tanto amato, quei beni materiali tanto idolatrati (cfr vv. 11-12).

Gesù insinuerà ai suoi ascoltatori questa domanda inquietante: «Che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?» (Mt 16,26). Nessun cambio è possibile perché la vita è dono di Dio, che «ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio d’ogni carne umana» (Gb 12,10).

6. Tra i Padri che hanno commentato il Salmo 48 merita un’attenzione particolare sant’Ambrogio, che ne allarga il senso secondo una visione più ampia, proprio a partire dall’invito iniziale del Salmista: «Ascoltate, popoli tutti, porgete l’orecchio, abitanti del mondo».

L’antico Vescovo di Milano commenta: «Riconosciamo qui, proprio all’inizio, la voce del Signore salvatore che chiama i popoli alla Chiesa, perché rinuncino al peccato, diventino seguaci della verità e riconoscano il vantaggio della fede». Del resto, «tutti i cuori delle varie generazioni umane erano inquinati dal veleno del serpente e la coscienza umana, schiava del peccato, non era in grado di staccarsene». Per questo il Signore «di sua iniziativa promette il perdono nella generosità della sua misericordia, perché il colpevole non abbia più paura, ma, in piena consapevolezza, si rallegri di dover offrire ora i suoi uffici di servo al Signore buono, che ha saputo perdonare i peccati, premiare le virtù» (Commento a dodici Salmi, n. 1: SAEMO, VIII, Milano-Roma 1980, p. 253).

7. In queste parole del Salmo si sente riecheggiare l’invito evangelico: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi» (Mt 11,28). Ambrogio continua: «Come uno che verrà a visitare gli ammalati, come un medico che verrà a curare le nostre piaghe dolorose, così egli ci prospetta la cura, perché gli uomini lo sentano bene e tutti corrano con fiduciosa sollecitudine a ricevere il rimedio della guarigione… Chiama tutti i popoli alla sorgente della sapienza e della conoscenza, promette a tutti la redenzione, perché nessuno viva nell’angoscia, nessuno viva nella disperazione» (n. 2: ibid., pp. 253.255).


Saluti:

I am pleased to welcome the English-speaking pilgrims present at this Audience, especially those from England, Scotland and the United States of America. Upon all of you I invoke the blessings of peace and joy in Our Lord Jesus Christ.

J’accueille avec joie les pèlerins de langue française. Je salue le groupe de l’Institut de Droit canonique de Strasbourg et les servants de Messe de Suisse. Que votre séjour renforce votre foi dans le Christ et votre fidélité à son Église !

Einen glaubensfrohen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Sprache. Besonders heiße ich die Pilger aus dem Bistum Fulda willkommen, die aus Anlaß des Bonifatius-Jubiläums nach Rom gepilgert sind. Strebt nach den unvergänglichen Gütern! Sucht zuerst das Reich Gottes! Dazu gebe euch der Herr seine Gnade.

Saludo a los peregrinos de lengua española. A las Hermanitas de los Ancianos Desamparados, de cuya Fundadora he bendecido hoy una estatua así como a los demás grupos venidos de Latinoamérica y España. Como Jesús, invito a todos a ganar "un tesoro inagotable en los cielos" (Lc 12,33).

Muchas gracias por vuestra atención.

A minha saudação amiga aos brasileiros e restantes peregrinos de língua portuguesa presentes, invocando sobre vossos compromissos de vida a coragem e a luz que jorram da Eucaristia. Nela está a vossa salvação.

Saluto in lingua neerlandese:

Ik groet alle Nederlandse pelgrims, in het bijzonder de pelgrims uit het aartsbisdom Utrecht, vergezeld van hun Aartsbisschop, Kardinaal Simonis, en de pelgrims uit het bisdom Groningen, met hun Bisschop, Monseigneur Eijk.

Moge het voorbeeld van de heilige Bonifatius uw liefde en inzet voor de Kerk in uw land versterken.

Van harte verleen ik u de Apostolische Zegen.

Geloofd zij Jezus Christus !

Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese:

Ora saluto tutti i pellegrini provenienti dai Paesi Bassi, in particolare i pellegrini dell’Arcidiocesi di Utrecht, accompagnati dal loro Arcivescovo, il Cardinale Simonis, ed i pellegrini della diocesi di Groningen, con il loro Vescovo, Mons. Eijk.

Auguro che l’esempio di San Bonifacio rafforzi il vostro amore ed il vostro impegno per la Chiesa nel vostro paese.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua croata:

Od srca pozdravljam vjernike Župe svetoga Pavla u Zagrebu.

Predragi, svima vama ovdje nazočnima, vašim obiteljima i cijeloj vašoj župnoj zajednici udjeljujem apostolski blagoslov.

Hvaljen Isus i Marija!

Traduzione italiana del saluto in lingua croata:

Saluto di cuore i Fedeli della Parrocchia di San Paolo in Zagabria.

Carissimi, a voi qui presenti, alle vostre famiglie e all’intera vostra Comunità parrocchiale imparto la Benedizione Apostolica.

Siano lodati Gesù e Maria!

Saluto in lingua ceca

Srdečně zdravím a vítám skupinu poutníků z České Republiky.

Moji drazí, děkuji vám za vaši návštěvu a ze srdce žehnám vám i vašim drahým ve vlasti.

Chvála Kristu!

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca:

Rivolgo un cordiale benvenuto al gruppo di pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca.

Carissimi, vi ringrazio per la vostra visita e di cuore invoco su di voi e sui vostri cari copiose benedizioni dal cielo.

Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua slovacca

S láskou pozdravujem pútnikov z Bratislavy a z Nitry.

Drahí pútnici, ďakujem za vaše modlitby a ochotne udeľujem Apoštolské požehnanie vám i vašim drahým.

Pochválený buď Ježiš Kristus!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca:

Con affetto saluto i pellegrini provenienti da Bratislava e da Nitra.

Cari pellegrini, vi ringrazio delle vostre preghiere e volentieri imparto la Benedizione Apostolica a voi ed ai vostri cari.

Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua polacca

Psalm, który dzisiaj rozważamy zachęca, byśmy mieli wyostrzone spojrzenie na ułudę bogactwa i pozorne powodzenie tych, dla których gromadzenie dóbr materialnych stało się celem życia.

Człowiek, który stał się niewolnikiem bogactwa, ulega często iluzji, że za pieniądze zdoła zapanować nad wszystkim i nad wszystkimi, także nad śmiercią. Nieważny staje się wtedy Bóg, wiara, bliźni. Gromadzenie majętności może więc okazać się niebezpieczne.

Ten problem podejmowany w różnych religiach i kulturach znalazł swoje ostateczne wyjaśnienie w słowach Chrystusa: „Uważajcie i strzeżcie się wszelkiej chciwości, bo nawet, gdy ktoś opływa we wszystko, życie jego nie jest zależne od jego mienia" ( Łk 12, 15).

Pozdrawiam moich Rodaków z Polski i ze świata! Szczególnie witam Pielgrzymów nowej Diecezji Świdnickiej z ich Pasterzem Biskupem Ignacym Decem. Życzę całej Wspólnocie diecezjalnej pomyślnego rozwoju dla dobra Ludu Bożego na Dolnym Śląsku. Witam również Pielgrzymów Diecezji Pelplińskiej z Biskupem Janem Szlagą. Pozdrawiam Pielgrzymkę Rodzin związanych z Przedszkolem nr 5 z Krakowa. Niech pobyt w Rzymie duchowo umocni was i wasze dzieci.

Wszystkim bardzo dziękuję za modlitwy, za wyrazy jedności i życzliwe wspieranie mnie w ciągu tych 26 lat. Niech Bóg wam hojnie wynagrodzi i błogosławi.

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Il Salmo che oggi meditiamo ci esorta a guardare con uno sguardo acuto l’illusione provocata dalla ricchezza e l’apparente successo di coloro per i quali il solo accumulo di beni materiali diventa lo scopo della propria vita.

Colui che si rende schiavo della ricchezza, spesso si illude di potere, per mezzo del denaro, dominare tutti e tutto, perfino la morte. Dio, la fede e il prossimo diventano per lui poco importanti. L’accumulare ricchezze può dunque dimostrarsi pericoloso.

Questo problema, trattato in varie religioni e in varie culture, trovò la sua definitiva spiegazione nelle parole di Cristo: "Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni" (Lc 12, 15).

Do il benvenuto ai miei connazionali giunti dalla Polonia e da altre parti del mondo. In modo particolare saluto i pellegrini della nuova diocesi di Świdnica con il loro Pastore, Mons. Ignacy Dec. Auguro a quella nuova comunità diocesana di svilupparsi e crescere bene come Popolo di Dio della Bassa Slesia. Do il benvenuto anche ai pellegrini della diocesi di Pelplin con il loro Vescovo, Mons. Jan Szlaga. Saluto il pellegrinaggio delle famiglie degli alunni della Scuola materna n° 5 di Cracovia e auguro che il soggiorno a Roma rafforzi spiritualmente voi e i vostri figli.

Voglio ringraziare tutti per le preghiere, per le espressioni di unità e per il benevolo sostegno offertomi durante questi ventisei anni di Pontificato. Che il Signore ve ne renda abbondantemente merito e vi benedica.

***

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto gli studenti della diocesi di Imola, accompagnati dal Vescovo Mons. Tommaso Ghirelli, ed auguro loro di essere sempre, come san Cassiano, coraggiosi testimoni della fede. Saluto poi gli Alfieri del lavoro.

Il mio pensiero si dirige, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Carissimi, la preghiera del santo Rosario, recitata con devozione ogni giorno, vi aiuti a penetrare sempre più nel mistero di Gesù redentore dell’uomo e a sperimentare la tenerezza materna di Maria.

 



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