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MESSAGGIO RADIOTELEVISIVO DI GIOVANNI PAOLO II
AI FEDELI BRASILIANI

Mercoledì, 13 febbraio 1991

 

Amati fratelli e sorelle in Gesù Cristo, cari Brasiliani!

1. Vi saluto cordialmente, in questo incontro, ormai tradizionale di inizio della Quaresima, con le parole di San Paolo: “Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio” (2 Cor 6, 1). La grazia divina inonderà le nostre anime, sempre che non chiudiamo le porte del nostro cuore. Se vi sarà generosità nell’accogliere la sua grazia, il Signore si manifesterà nella condotta umana, in tutto l’immenso panorama delle realtà terrene che l’uomo e la donna sono chiamati a santificare.

È proprio qui che si inserisce la Campagna di Fratellanza che oggi la Chiesa che è in Brasile si propone di iniziare con il tema: Solidarietà nella dignità del lavoro

2. Attraverso il suo lavoro, l’uomo è chiamato a dare un senso cristiano alle realtà temporali inserite, tutte, nell’ammirevole opera della creazione e della Redenzione del mondo. In questo senso, l’esempio di Gesù, che ha vissuto trent’anni a Nazaret lavorando, ricorda che il suo lavoro, simile a quello di tanti milioni di uomini in tutto il mondo, diviene un’impresa divina, in un’attività di redenzione, in un cammino di salvezza. Per questo, l’uomo deve cercare di affrontare il suo lavoro, non solo come lo strumento indispensabile per il progresso della società e il mezzo più valido per i rapporti umani, ma anche come un segno dell’amore di Dio per le sue creature e dell’amore degli uomini fra loro e verso Dio.

In Brasile, si usa dire quando si va al lavoro: “Vado a svolgere un servizio!”. Questo è di importanza capitale al momento di dare una testimonianza valida di Cristo, e per scoprire che il lavoro quotidiano è mutua donazione, è aiuto, è solidarietà.

3. Queste considerazioni, amati fratelli, ci devono portare al fondamento di ogni lavoro umano degno di fronte a Dio: la libertà e la conseguente responsabilità nell’agire.

Il mondo creato e conservato dall’amore del Creatore, esige la garanzia che tutti, uomini e donne, di qualsiasi condizione sociale e culturale, possano attingere ai beni necessari per raggiungere il fine di santificazione proposto da Dio.

Per raggiungere tale fine “ogni uomo - scriveva Papa Paolo VI - ha diritto al lavoro, alla possibilità di sviluppare le proprie qualità e la propria personalità nell’esercizio della sua professione, ad un’equa rimunerazione che permetta “a lui e alla sua famiglia di condurre una vita degna sul piano materiale, sociale, culturale e spirituale”” (Pauli VI, Octogesima adveniens, 14).

A questi diritti si accompagna quello ad una degna dimora; di condizioni di lavoro libere dall’insalubrità e dal rischio di incidenti e, allo stesso tempo, la garanzia della necessaria assistenza ospedaliera; il rispetto per il suo riposo e la stabilità dell’impiego. Parallelamente a queste condizioni, la donna deve poter esigere anche una maggiore considerazione della sua dignità, poiché non possiamo dimenticare che essa possiede una sua propria individualità, che va rispettata ed ammirata.

4. Si comprende quindi molto bene l’impazienza, l’angoscia e la preoccupazione di chi, con animo naturalmente cristiano, non si rassegna davanti alle ingiustizie personali e sociali: i beni della terra divisi fra pochi, le vite umane, che sono sante, perché vengono da Dio, trattate semplicemente come cose, per non parlare delle discriminazioni e delle intolleranze di ogni tipo.

Urge, per questo, considerare il senso di responsabilità, sia personale che collettivo. La Chiesa, da parte sua, ha sempre insistito perché si conosca e si diffonda il suo insegnamento in materia sociale. È stato per questo motivo, che ho deciso di promulgare quest’anno una enciclica, per commemorare il centesimo anniversario dell’enciclica Rerum Novarum, e proclamare il 1991: Anno della dottrina sociale della Chiesa.

Cari Brasiliani, in questo inizio di Quaresima, nel momento in cui ci prepariamo ad assistere ai principali avvenimenti della Redenzione umana, rivolgo il mio appello a tutti coloro che - come sottolinea il testo-base della Campagna della Fraternità - “prestano varie forme di servizio alla società . . .”, tengano presente che collaborano “alla redenzione del mondo, nella misura in cui - questo servizio - fa crescere la fratellanza, promuove la giustizia e alimenta la solidarietà” (Testo-base della Campagna della Fraternità, n. 177).

Che questa Quaresima, con i così ricchi propositi della Campagna della Fraternità, serva a rafforzare i vincoli di partecipazione fra voi tutti, cari fratelli del Brasile, e vi dia il senso soprannaturale delle realtà terrene che è compito di tutti santificare.

Per confermarvi in questi santi propositi di vita cristiana, imparto a tutti la mia benedizione apostolica: in nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.



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