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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI PRESULI RAPPRESENTANTI
L'AREA ANGLOFONA DI TUTTI I CONTINENTI

 

Venerabili Fratelli nell’Episcopato,

Colgo con gioia l’occasione della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica tradotto in lingua inglese, motivo per il quale oggi vi siete riuniti qui, per ringraziare le varie conferenze episcopali di lingua inglese e in particolare voi per tutto ciò che avete fatto per preparare questo testo e per i vostri sforzi volti a promuovere la sua distribuzione.

Esprimo il mio profondo apprezzamento a tutti coloro che hanno contribuito a questa traduzione. Il vostro non è stato certo un compito facile. Ha richiesto una feconda collaborazione fra vescovi ed esperti delle diverse conferenze episcopali dei Paesi anglofoni e rappresentanti della Curia Romana, in particolare i membri della speciale Pontificia Commissione Interdicasteriale istituita nel febbraio 1993 al fine di affrontare tutte le questioni riguardanti il Catechismo a seguito della sua pubblicazione. È stato quindi possibile preparare un’unica traduzione per tutti i paesi del mondo di lingua inglese, una traduzione che è fedele al testo del Catechismo che io ho approvato per la Chiesa intera l’8 dicembre 1992, Solennità dell’Immacolata Concezione.

Siamo tutti consapevoli dell’importanza di questa pubblicazione che soddisfa ad un bisogno profondamente sentito da milioni di fedeli di lingua inglese che desiderano leggere il testo del Catechismo e riflettere su di esso, cercandovi un’esposizione equilibrata e completa della verità cattolica professata, celebrata, vissuta e pregata dalla Chiesa nel mondo.

Nel novembre 1986, durante il primo incontro della Commissione istituita per redigere il Catechismo, secondo la raccomandazione del Sinodo Straordinario dei Vescovi del 1985, ho ricordato che “un catechismo non è diverso da una catechesi. Mentre un catechismo è un compendio della dottrina della Chiesa, “una catechesi, in quanto attività ecclesiale che conduce le comunità e gli individui cristiani alla maturità nella fede” (Direttorio Catechetico Generale, 21) trasmette questa dottrina con metodi adatti all’età, alla cultura e alle condizioni delle diverse persone, cosicché la verità cristiana possa divenire, per grazia dello Spirito Santo, la vita dei credenti”. Allo stesso tempo, come dimostra chiaramente la lunga esperienza della Chiesa, i testi adottati per l’istruzione catechetica rivestono un’importanza fondamentale nella trasmissione dell’esatta formulazione del messaggio cristiano e dell’insegnamento della Chiesa.

Per questo sono pienamente giustificati la grande cura e il lungo tempo dedicati e le competenze offerte da molti individui e istituzioni per redigere questo testo e tradurlo nelle varie lingue moderne. Possiamo comprendere meglio tutto ciò se consideriamo che il Catechismo della Chiesa Cattolica - come ho scritto nella Costituzione Apostolica Fidei depositum - intende servire come “uno strumento valido e legittimo al servizio della comunione ecclesiale” e come “testo di riferimento sicuro e autentico per l’insegnamento della dottrina cattolica, in modo tutto particolare per l’elaborazione dei catechismi locali”.

La pubblicazione del Catechismo, e di ognuna delle sue traduzioni nelle lingue moderne, rappresenta un evento ecclesiale molto significativo. Il Catechismo è un dono prezioso destinato principalmente a voi vescovi, che, “quali maestri della fede e pastori della Chiesa” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 12), siete i principali responsabili della catechesi a ogni livello. Attraverso di voi, esso è destinato a tutti i cattolici e a tutti coloro che cercano ragione della speranza che è in noi (cf. 1 Pt 3, 15). I tempi in cui viviamo, in particolare nelle vaste aree del mondo in cui si parla l’inglese, sono caratterizzati da grandi speranze e allo stesso tempo da motivi di preoccupazione. Compiendo la vostra missione di essere testimoni autorevoli e coraggiosi della fede apostolica, preservata e diffusa dalla Chiesa nel corso dei secoli, troverete nel Catechismo uno strumento eccellente che vi aiuterà ad appagare pienamente la sete di Verità di molte persone, e a soddisfare il bisogno di un chiaro insegnamento morale circa questioni riguardanti individui e società.

Per le specifiche necessità dei fedeli sarà indubbiamente necessario preparare catechismi locali. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dovrà essere per questi ultimi un punto di riferimento efficace ed esauriente. In tal modo i catechismi nazionali e diocesani, in possesso di metodi e linguaggi pastorali e catechetici loro propri, comunicheranno fedelmente ciò che la Chiesa Universale professa e insegna, come esposto in modo pieno e sistematico nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Il Catechismo è uno strumento al servizio dell’unità e dell’universalità del popolo di Dio. In esso troviamo un sicuro punto di riferimento per tutte le catechesi, un appropriato mezzo di formazione per catechisti e adulti, un sostegno per la nuova evangelizzazione, un testo di riferimento per la ricerca teologica e un aiuto alla preghiera personale e comunitaria. Eventuali difficoltà di traduzione non devono fare apprezzare di meno il grande valore che il Catechismo ha per la vita di tutta la comunità cristiana. Dobbiamo costantemente rendere grazie a Dio che ha donato alla Chiesa la grazia di pensare, realizzare e completare il Catechismo. Accolgo e incoraggio tutte le iniziative che voi e i vostri Fratelli Vescovi promuoverete affinché il Catechismo venga ampiamente diffuso e utilizzato.

In questo mese, dedicato in modo speciale a Maria, nella cui festa dell’Immacolata Concezione il Catechismo è stato solennemente promulgato, la sua potente intercessione sostenga l’impegno di tutta la Chiesa anglofona nell’accogliere il Catechismo e comprenderlo per rafforzare i vincoli di comunione ecclesiale e per promuovere ulteriormente l’autentico rinnovamento della vita ecclesiale.

Nel pregare affinché il Padre di Nostro Signore Gesù Cristo vi sostenga in questo compito, imparto di cuore la mia benedizione apostolica a voi, alle Chiese e ai Paesi che rappresentate.

Dal Vaticano, 27 maggio 1994.

GIOVANNI PAOLO PP. II



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