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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE PARTECIPANTI AL CAPITOLO GENERALE
DELLE SUORE MISSIONARIE DELLA CONSOLATA

 

Carissime Sorelle Missionarie della Consolata!

1. Sono lieto di rivolgermi a voi che, provenendo da vari Paesi dell'Africa, dell'America e dell'Europa, nei quali è presente e svolge la sua generosa opera missionaria il vostro Istituto, in questi giorni vi siete raccolte insieme per celebrare il Capitolo Generale e condurre un'approfondita riflessione comunitaria sullo stimolante tema: "Scelte carismatiche urgenti oggi per la vitalità della nostra missione inculturata «ad gentes», in un momento di diminuzione".

Vi saluto con affetto, care Capitolari, con un pensiero ed un augurio particolari alle Sorelle alle quali è affidato il servizio di autorità per il bene della Congregazione. Abbraccio poi spiritualmente tutte le vostre Consorelle sparse nel mondo e le persone alle quali è rivolta la loro preziosa attività evangelizzatrice, unita ad una generosa testimonianza di solidarietà verso i fratelli più poveri ed abbandonati.

2. La missione «ad gentes» esprime un elemento costitutivo della natura della Chiesa. Guardando a Cristo "mandato" dal Padre per la salvezza dell'umanità (cfr Tertio millennio adveniente, 1), la Chiesa avverte l'urgenza di continuarne lungo la storia la missione salvifica, portando la Buona Novella a tutti i popoli. Di questo impulso missionario, che appartiene all'intima natura della vita cristiana, le persone consacrate hanno dato in passato una testimonianza luminosa. Oggi il loro contributo risulta più necessario che mai: sterminato è, infatti, lo stuolo di coloro che ancora attendono di conoscere Cristo. E' quanto ho sottolineato nell'Esortazione Apostolica post-sinodale Vita consecrata: "Anche oggi questo dovere continua a chiamare in causa con urgenza gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica: l'annuncio del Vangelo di Cristo attende da loro il massimo contributo possibile" (n. 78).

Proprio questo slancio missionario risplende nella vita e nell'attività del Beato Giuseppe Allamano che, dal Santuario della Consolata, volle infondere al proprio zelo per la salvezza dei fratelli un respiro universale. A tale scopo, fondò agli albori di questo secolo due Istituti religiosi, i Missionari e le Missionarie della Consolata, inscrivendo nel loro specifico carisma l'impegno dell'evangelizzazione «ad gentes».

3. Alle soglie del Terzo Millennio si ripropone con rinnovata urgenza il mandato di annunciare a tutti Cristo, unico Salvatore del mondo. Per questo, care Sorelle, vi incoraggio a vivere con slancio e generosità la vostra vocazione missionaria, sapendo imprimere ad essa le forme adatte al nostro tempo. In questo sforzo di fedeltà e di rinnovamento, lasciatevi guidare dall'esempio del vostro Beato Fondatore, dalla consolidata tradizione missionaria della Congregazione e dalle linee programmatiche scaturite dai lavori capitolari.

Vi esorto a fare sempre più vostro lo stile della nuova evangelizzazione, seguendo le indicazioni che ho dato nell'Enciclica Redemptoris missio. Ciò vi consentirà di sentirvi in piena comunione con tutta la Chiesa.

Siate autentiche Missionarie attraverso una convincente testimonianza di vita consacrata personale e comunitaria, mediante una presenza umile e rispettosa accanto alle persone più povere ed ai gruppi sociali minoritari, con particolare attenzione alla famiglia, alla donna, ai giovani. Proclamate in modo aperto e coraggioso l'amore incondizionato che Dio Padre ha per ogni persona, chiamata a salvezza mediante la fede in Gesù Cristo. Offrite un esempio generoso di solidarietà, condividendo la vita ed il cammino delle persone e dei popoli nelle situazioni concrete in cui si trovano, in spirito di dialogo attento alle esigenze dell'inculturazione. Unite all'annuncio del Vangelo l'impegno per un'autentica promozione umana e per la liberazione integrale delle persone da ogni genere di violenza e di oppressione, sia fisica che morale.

4. Seguendo il vostro specifico carisma, siate presenza di consolazione, di speranza e di pace. In tale prospettiva, mi compiaccio con voi per la scelta coraggiosa di solidarietà con popolazioni in vario modo provate, accanto alle quali voi rimanete, affrontando spesso situazioni di insicurezza e di rischio. La presenza delle Suore Missionarie della Consolata in zone funestate dalla guerra civile o percorse da integralismi intolleranti, ove esse si fanno "voce di chi non ha voce", costituisce la chiara testimonianza di una vita totalmente donata al servizio di Dio e dei fratelli.

Nell'attuale Capitolo voi intendete ratificare l'impegno di aprire il vostro zelo missionario a nuovi ambiti, in particolare nel continente asiatico, per portarvi il seme dell'annuncio evangelico. E' una scelta lodevole, che esprime il desiderio dell'intero Istituto di entrare nel terzo millennio interiormente rinnovato, rafforzato nella consapevolezza del carisma delle origini e pronto ad affrontare le nuove sfide della missione nell'«oggi» della Chiesa e del mondo. Il Papa è con voi e vi incoraggia!

Affido le riflessioni e gli impegni scaturiti dall'Assemblea capitolare alla materna intercessione di Maria, alla quale il vostro Istituto è particolarmente legato e che invocate col bel titolo di "Consolata".

Vi assista la celeste protezione del Beato Fondatore, affinché siate dispensatrici di consolazione e di speranza dovunque la Provvidenza vi chiami a lavorare per il Regno di Dio.

Vi accompagni anche la mia Benedizione, che con affetto imparto a tutte voi ed alle vostre comunità sparse nel mondo.

Dal Vaticano, 5 luglio 1999.



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