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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DIRIGENTI E AI SOCI DELLA
CASSA RURALE ED ARTIGIANA DI TREVIGLIO

Sabato, 30 ottobre 1993

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Sono lieto di rivolgere un cordiale benvenuto a tutti voi, Dirigenti e Soci della Cassa Rurale ed Artigiana di Treviglio, in occasione del primo centenario di fondazione. Saluto in particolare il Presidente, il Dottor Alfredo Ferri, e lo ringrazio per le gentili parole che mi ha rivolto a nome dei presenti. Insieme con lui, saluto il Prevosto, Mons. Enrico Anzaghi, e il Sindaco della Città, il Sig. Luigi Minuti, che vi accompagnano nell’odierno incontro.

2. Ispirandosi all’Enciclica Rerum novarum del grande Papa Leone XIII, il vostro Istituto di Credito ha cercato di offrire risposte concrete ai nuovi ed urgenti bisogni, suscitati dalle profonde trasformazioni economiche e sociali del nostro secolo. Saldamente ancorato ai tradizionali valori di fede e di solidarietà propri della terra lombarda, esso continua anche oggi ad impegnarsi per rispondere validamente alle sfide della società attuale.

Le celebrazioni centenarie siano per tutti un incentivo a proseguire nel cammino intrapreso, ricercando soluzioni adeguate alle problematiche via via emergenti. Come ho avuto modo di sottolineare nell’Enciclica Centesimus annus, la dottrina sociale della Chiesa “oggi specialmente mira all’uomo, in quanto inserito nella complessa rete di relazioni delle società moderne” (n. 54). Ecco, dunque: sia l’uomo concreto, con i suoi problemi e le sue possibilità, il fondamento dei vostri progetti, il metodo delle vostre scelte, il fine delle vostre attività.

3. In questa prospettiva esprimo il mio più vivo e grato apprezzamento per l’attenzione sempre manifestata verso i bisogni della comunità mediante lodevoli iniziative di assistenza e di sostegno.

Carissimi fratelli e sorelle! Il Signore ricompensi questo vostro senso di solidarietà e vi aiuti a fare della vostra esistenza un dono a Dio e ai fratelli.

Con questi sentimenti, rinnovo a ciascuno di voi il mio cordiale augurio di un sereno e proficuo lavoro e, mentre affido ogni vostro desiderio e proposito alla celeste protezione della Madre di Dio, imparto volentieri a voi qui presenti, alle vostre famiglie ed a tutti i Soci dell’Istituto la mia benedizione.

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 



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