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DISCORSO DEL SANTO PADRE
GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI
DELLA DIOCESI DI ZIELONA GÓRA-GORZÓV (POLONIA)

12 novembre 1997

 

Carissimi Fratelli e Sorelle,

1. "La grazia e la pace di Colui che è, che era e che viene, sia con tutti voi". Con questo saluto liturgico voglio darvi il benvenuto nella Città Eterna, alle tombe degli Apostoli. Sono lieto che con la vostra odierna presenza desideriate unirvi al mio continuo grazie a Dio per il grande dono che è stato a me ed alla Chiesa durante il mio sesto pellegrinaggio nel Paese natio.

La vostra partecipazione al mio ringraziamento al Signore è preziosa specialmente perché, in qualche modo, rappresentate l'intera Diocesi di Zielona Góra- Gorzów, anche quanti, pur nutrendo i medesimi sentimenti di gratitudine verso la Divina Provvidenza, non hanno potuto venire. Il mio saluto va anche a loro. Esso si dirige in primo luogo al vostro Vescovo, che saluto cordialmente, porgendogli il benvenuto, unitamente al suo Vescovo Ausiliare qui presente. Il mio pensiero poi si rivolge ai Rappresentanti delle Autorità di Zielona Góra, di Gorzów e della Provincia.

Ho vivo dinanzi a me il ricordo della moltitudine entusiasta di fedeli riuniti il 2 giugno u.s. nella piazza davanti alla chiesa dei Fratelli Polacchi. Giovani, persone nel pieno dell'età matura, bambini insieme con i genitori, ex combattenti, ed ex deportati in Siberia, vescovi, sacerdoti, religiosi - tutti erano uniti dallo stesso spirito di amore per Cristo e dal desiderio di incontrare il Successore di Pietro, giuntovi per confermare nella fede i suoi fratelli (cfr Lc 22, 32). Allo stesso tempo, essi erano venuti per attingere dalla fede la forza per adempiere ai compiti affidati loro dalla Divina Provvidenza.

Ricordo il dialogo cordiale, al termine della Liturgia della Parola, e la vostra assicurazione di sostenermi nel mio Ministero petrino. Confido sappiate adempiere con fedeltà a questa promessa e vi ringrazio per le vostre preghiere e l'offerta dei vostri sacrifici.

2. Il saluto liturgico rievocato all'inizio, ripete in un certo senso la verità che ci ha accompagnato durante gli incontri in Polonia: la verità su Gesù Cristo, il quale è "ieri, oggi e sempre" (cfr Eb 8, 35). Proprio grazie alla fede in questo ineffabile mistero, a Gorzów abbiamo potuto chiederci: "Chi ci separerà ... dall'amore di Cristo?" (Rm 8, 35). Oggi desidero ripetere queste parole: occorre ricordarle di continuo. Bisogna ricordarle in modo speciale ora, mentre tutta la Chiesa si sta preparando al Grande Giubileo dell'Anno 2000. Esse dovrebbero diventare programma di vita per ogni credente e per l'intera comunità dei discepoli di Cristo.

Oggi il mondo ha più che mai bisogno di questa verità sull'amore di Cristo, un amore che dura da sempre e che non passerà mai. Esso soltanto può trasformare il volto di questo mondo. Perciò, ricordando oggi il nostro incontro di Gorzów, rinnovo il mio invito, carissimi Fratelli e Sorelle, a dare testimonianza di questo amore. Esso pervada le quotidiane fatiche delle famiglie, l'impegno dello studio e del lavoro, la vita sociale e politica. L'amore di Cristo ravvivi la vostra sensibilità alle necessità degli altri ed aumenti le energie per recare loro un aiuto efficace. Nulla ci può separare dall'amore di Cristo, "che è, che era e che viene".

Insieme, a Zielona Góra e a Gorzów, abbiamo appreso tutto ciò. Alla vigilia del millennio del martirio dei Fratelli Polacchi, sulla soglia della chiesa dedicata alla loro memoria, abbiamo cercato di metterci in ascolto del loro insegnamento sul dono totale a Cristo nell'amore. Occorre che questa lezione si imprima profondamente nelle nostre menti e nei nostri cuori. Voi che vi state preparando in modo particolare alle solenni celebrazioni del millennio della morte dei monaci di Miêdzyrzec, siete chiamati a trasmettere alle future generazioni la loro lezione di fedeltà e di amore a Cristo.

3. Vi ringrazio cordialmente per la vostra visita, per le vostre preghiere e per i vostri sentimenti. Vi prego di recare il mio saluto ai vostri cari e a coloro che non sono potuti venire qui. Portate loro l'assicurazione della mia vicinanza spirituale in modo speciale a coloro che hanno sofferto a causa dell'alluvione che l'estate scorsa ha colpito le vostre terre.

Sono qui presenti anche i Padri Bernardini, con il Provinciale e con il Governo della loro Provincia, ed anche i pellegrini di Kalwaria. Vi saluto cordialmente. La vostra presenza mi ricorda Dukla e Krosno e lo straordinario personaggio di san Jan. Sono contento e rendo grazie a Dio per aver potuto canonizzare quel grande religioso e sacerdote.

Benedico di cuore voi qui presenti e tutto il Popolo di Dio della Diocesi di Zielona Góra-Gorzów.

            

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana 



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