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RADIOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE
GIOVANNI XXIII
AI FEDELI DELLE TRE VENEZIE
RIUNITI IN PREGHIERA
NELLA BASILICA D'ORO E IN PIAZZA SAN MARCO,
PER VENERARE LE SPOGLIE
DI SAN PIO X
*

Domenica, 10 maggio 1959
 

Diletti figli,

Sul chiudersi delle celebrazioni in onore di San Pio Decimo, eccoCi di nuovo tra voi, non soltanto per mezzo del Nostro degnissimo Cardinale Legato e della Missione Pontificia, ma altresì con la Nostra voce e con la tenerezza del Nostro cuore.

L'undici aprile, circondati dalla venerabile assemblea dei Cardinali residenti nell'Urbe, vi consegnavamo il sacro tesoro delle Spoglie mortali del grande Pontefice, lasciando intendere che, come risposta alle nostre preghiere, qualcosa di misterioso e di lieto stava per maturare su questo passaggio attraverso le vie d'Italia.

Le parole parvero profetiche. Ad un mese di distanza possiamo ben ripetere, e l'eco risuona dappertutto, che veramente qualcosa di soprannaturale si è fatto sentire sopra le nostre teste e nelle intimità dei cuori.

Voi ne foste testimoni, Nostri cari figli di Venezia; e Noi seguimmo giorno per giorno la realizzazione perfetta di quelle parole della Sacra Liturgia, che sono espressione viva del comune sentimento: Sancii tui, Domine, nos ubique laetificant.

Fu una letizia santa e benedetta, come quando la grazia passa sulle anime, le penetra e le esalta.

Nel 1903, partendo per il Conclave, il Cardinale Patriarca Sarto disse che sarebbe tornato. É tornato infatti, ed ha rinnovato nella sua diletta Venezia, ed in tutta la regione Triveneta, il prodigio della sua azione pastorale così penetrante, che edifica e santifica. Benediciamone Iddio.

Lungo le rive dei fiumi, su cui passarono alluvioni improvvise e straordinarie, furono incise talvolta sulla pietra viva parole di ricordo come queste: — Sin qui, a questa altezza, si sono sollevate le acque.

Forse mai nella storia di Venezia fu dato constatare un fenomeno di così alto e sincero fervore religioso, come per questo postumo passaggio di un Patriarca santo ed acclamato dopo quasi mezzo secolo dalla sua morte, perciò Pastore umile e grande nella Chiesa del Signore.

Su una delle pietre di San Marco fate scolpire, ad edificazione dei posteri : — Anno Domini 1959: 12 aprile-10 maggio: intorno al Corpo di San Pio Decimo, già Patriarca nostro e Papa della Chiesa universale: fluminis impetus laetificavit civitatem Dei.

Che conforto anche per i cittadini di Roma, che letizia universale l'assistere alla visione edificantissima delle accoglienze veneziane all'antico Pastore che tornava glorificato! Tutto fu notato e piacque: anche quella commovente cooperazione di Sampietrini e Gondolieri, associati nel levare in alto le sacre Spoglie del Pontefice Santo, e lo scorgere nel gesto il simbolo della ininterrotta peregrinatio di tutte le classi sociali, di tutte le età, di tutte le sofferenze ed umane speranze, poste intorno all'altare benedetto, ad espressione della unità della fede nello stesso linguaggio della preghiera, e del proposito fermo e deciso della mutua fraternità cristiana, che deve vivificare l'umano consorzio.

Figli di Venezia! Mentre vi apprestate a riaccompagnare il Santo, lungo la via regale del Canal Grande, per il suo ritorno a Roma, attraverso le trionfali manifestazioni che lo attendono sulla porta di molte città d'Italia, lasciate che ancora una volta vi ringraziamo dello spettacolo vibrante e pio, che avete offerto.

A Roma le sacre Spoglie sono attese con esultanza. L'esempio mirabile di devozione, di cui il popolo Triveneto le ha rese oggetto, è motivo di anche più fervorosa emulazione in tutta la Santa Chiesa.

Col Santo Padre Pio Decimo, che partendo vi saluta e vi benedice, anche il di lui piccolo ed umile successore così a Venezia, come qui sulla Cattedra di San Pietro, ancora una volta vi saluta e vi benedice.

I vostri due Patriarchi dal nome comune di Giuseppe, divenuti Pontefici Romani col nome di Pio e di Giovanni, uno beatissimo in cielo, l'altro umilmente e ansiosamente inteso allo stesso compito di pastore universale fra le vie aspre e difficili della terra, insieme vi incoraggiano e vi assicurano della loro paterna affezione, che voi sapete del resto così bene meritare.

Il Santo Padre Pio Decimo, scrivendo al Sindaco Grimani, gli diceva con mesto sorriso delle parole la sua gioia di stare come in ascolto lontano, da Roma, delle campane di San Marco: quelle del mattino e della sera, quelle del lavoro, e quelle della letizia e del pianto: così il vostro più recente Patriarca, divenuto Papa, ama mantenersi familiare col suo pensiero ai ricordi del suo più breve, ma pur tanto consolante, ministero pastorale di Venezia: con gli occhi dell'anima contemplanti la stupenda paradisiaca Basilica d'Oro, fattasi più accogliente per le grandi assemblee liturgiche, e da San Marco rivolti a tutti i Sestieri della città, alle isole, alla terraferma, al litorale, alla campagna, alle città sorelle delle Tre Venezie, a cotesta diletta porzione della Santa Chiesa, che era e Ci resta familiare e cara.

Voglia Iddio, per la intercessione della Vergine Madre, dei Santi Apostoli ed Evangelisti, e particolarmente di San Pio Decimo, che si compia sempre per tutti voi la promessa biblica: Benedictio patris fortificat domum filiorum.

Con questi sentimenti e voti paterni, di cuore impartiamo al Signor Cardinale Legato, alla Missione Pontificia, al Clero, ai Seminaristi, alle Autorità della Regione, al popolo tutto, — con un tocco di speciale preferenza, che Ci vorrete concedere, ai bambini, ai poveri, agli ammalati, ai sofferenti — la Nostra Apostolica Benedizione, propiziatrice di grazie celesti e di grandi consolazioni.

 


*  AAS. vol. LI, 1959, pp. 373-375.

 



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