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 DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI DELEGATI DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO,
CONVENUTI A ROMA
PER IL LORO VI CONGRESSO NAZIONALE

Sala Clementina
Domenica, 26 aprile 1959

 

Lo spettacolo che oggi Ci offrite allo sguardo, Ci porge un motivo di sincero compiacimento, diletti figli, partecipanti al sesto Congresso Nazionale del « Centro Sportivo Italiano », convenuti a Roma per discutere ed approfondire, sotto la guida dei Dirigenti Nazionali, i problemi della vita sportiva. Vedendo, infatti, questa distinta assemblea, che è come un trionfo di giovinezza e di sana energia, Noi pensiamo a tutti coloro che voi rappresentate, come voi impegnati nello sforzo sereno e gioioso delle più diverse competizioni agonistiche.

Abbiamo anche la gioia di ricevere, insieme con voi, un numeroso gruppo di partecipanti al tredicesimo Congresso Nazionale della Federazione Italiana dei Cronometristi, ai quali pure porgiamo il Nostro saluto, pieno di considerazione per il loro delicato dovere, compiuto con vigile senso di attenzione e di responsabilità.

Tale spettacolo di freschezza e di forza è per Noi fonte di consolazione, perchè godiamo sinceramente di vederCi circondati dalla balda gioventù, speranza futura della Chiesa e della civile società. Ma esso più ancora Ci allieta perchè sappiamo che voi volete vivere lo sport con spirito cristiano e farne l'utile strumento per lo sviluppo completo e armonioso della vostra personalità.

Il tema del Congresso del « Centro Sportivo Italiano », preparato da un triennio di attività feconda e da numerosi Congressi Provinciali, Ci ha detto chiaramente qual è il programma, proposto alla vostra buona volontà: « Sport sano per una gioventù migliore

Il grande valore dello sport è nella sua particolare efficacia per l'interiore perfezionamento, raggiunto attraverso l'esteriore disciplina, alla quale voi educate con costanza e serietà il vostro corpo.

Questo valore spirituale della vita sportiva Ci piace nel felice incontro odierno, il primo che abbiamo con voi, dopo la Nostra elevazione al Sommo Pontificato.

Confidiamo che non dimenticherete mai, diletti figli, che gli sforzi da voi compiuti non sono fine a sé stessi; che il corpo, di cui vi servite, nella cui agilità ed armonia si riflette un raggio della bellezza e dell'onnipotenza del Creatore, è soltanto uno strumento, che dovete rendere docile e aperto al forte influsso dell'anima.

I vostri esercizi, le vostre competizioni, che sono come serene parentesi tra la monotonia dello studio e del lavoro quotidiano, debbono favorire in voi la parte spirituale ed immortale. Se avessero su di essa un influsso dannoso; se nella vostra vita sportiva trovaste non una salvaguardia, ma un pericolo per le vostre anime, o un ostacolo per l'adempimento delle pratiche religiose, allora vi trovereste fuori strada, come corridori che, per non avere bene impostata la propria corsa, non arrivano in tempo di primato al traguardo.

Lo sport ha ancora nella vostra vita un valore di primo ordine per l'esercizio delle virtù.

Voi vi allenate continuamente, affinché i vostri muscoli non perdano la loro elasticità e freschezza, né diminuisca il loro rendimento. Tale continua preparazione, sebbene miri in prevalenza ad affermazioni di prestigio fisico e tecnico, deve tuttavia avere riflessi fecondi e duraturi sull'anima, che così viene arricchita di preziose abitudini.

Anche nello sport, infatti, possono trovare sviluppo le vere e forti virtù cristiane, che la grazia di Dio rende, poi, stabili e fruttuose: nello spirito di disciplina si imparano e si praticano l'obbedienza, l'umiltà, la rinunzia: nei rapporti di squadre e di competizione, la carità, l'amore di fraternità, il rispetto reciproco, la magnanimità, talora anche il perdono; nelle ferme leggi del rendimento fisico, la castità, la modestia, la temperanza, la prudenza.

Oh! quale fortuna per voi poter praticare con giovanile entusiasmo queste antiche virtù, senza le quali ci può essere, sì, un valoroso atleta, ma non un vero atleta cristiano.

Il valore spirituale dello sport si deduce ancora da quel senso di provvisorietà, che, per la ricerca di sempre migliori affermazioni, caratterizza ogni competizione.

Ad ogni stagione sportiva, come dicono i vostri giornalisti specializzati, « cadono » sempre nuovi primati, conquistati dalla tenacia e dal coraggio dei campioni. Tale esperienza, mentre vi pone nella condizione di non essere mai soddisfatti dei risultati ottenuti, ha un grandissimo valore pedagogico e spirituale.

Essa in effetti vi insegna che, come nel mondo fisico, così, e specialmente, in quello spirituale, non bisogna mai appagarsi del livello raggiunto, ma, con l'aiuto di Dio e con la buona volontà, cercar di raggiungere sempre nuove mète, mirare ad un continuo perfezionamento, che si evolve fino « all'uomo perfetto, alla misura dell'età piena di Cristo » [1].

Sono brevi spunti, semplici pensieri che vi offriamo, affinché vi aiutino nell'adempimento della vostra attività, che già si svolge sulla via luminosa della fede, e in obbedienza alle sagge norme, che il Nostro Predecessore Pio XII ebbe più volte ad inculcarvi, fin dal momento della fondazione del « Centro Sportivo Italiano ». Perseverate adunque in tale fedeltà, che è garanzia del vostro successo come sportivi, e del vostro felice avvenire, come cristiani.

Una mèta alta e stimolante sta davanti a voi: la preparazione alle Olimpiadi di Roma del 1960. Sarà un avvenimento importante; e Noi confidiamo, se il Signore vorrà, di ricevere in quella occasione gli atleti, che parteciperanno alle gare.

Pensando a tale prossima manifestazione, il Nostro ricordo va con piacere al tempo in cui visitammo le rovine di Olimpia, la città adagiata nella suggestiva valle dell'Alfeo, coi suoi colli pittoreschi, con le tracce eloquenti della sua civiltà e dei suoi giuochi, universalmente famosi. Nel percorrerne le vestigia, avvolte nel silenzio, Ci risonavano potentemente nell'animo le parole di S. Paolo ai cristiani di Corinto: « Non sapete che quelli che corrono nello stadio, corrono veramente tutti, ma uno solo riporta il premio? Correte in guisa da vincere il premio! Ma tutti quelli che lottano nell'arena, si astengono da ogni cosa, e solo per una corona corruttibile: noi invece per una incorruttibile » [2].

Quale forza acquistavano là queste parole, scritte per Greci, che, non troppo lontani da Olimpia, e appassionati per le gare famose, potevano capirne il senso in tutta la sua efficace applicazione! Oggi Noi ve le ripetiamo, convinti che esse trovano in voi terreno fecondo.

Anche voi correte, anche voi lottate, negli stadi e sulle piste, nelle palestre e nei campi da giuoco : correte, vi ripetiamo, non solo per riportare trofei caduchi, ma per ottenere incorruttibili vittorie, segnate nel « libro della vita ». Coraggio dunque, cari figliuoli. Abbiate sempre di mira il fine a cui tutti siamo chiamati, la vita eterna da meritarsi con le buone opere, e con la pratica delle cristiane virtù.

E non dimenticate inoltre che, come soci di un « Centro », sorto in seno ai movimenti giovanili di Azione Cattolica, avete il dovere di essere apostoli tra i vostri colleghi di gare e di allenamenti.

Siate instancabili nel fare il bene, nel diffondere il buon profumo di Cristo, nel far capire a chi purtroppo è lontano, che soltanto nella fedeltà a Lui ed alla sua Chiesa si trova il vero equilibrio e la vera forza, la piena stima della dignità della persona umana, e la sua difesa da ogni sfruttamento e pericolo.

Siate consapevoli della forza vivificante della vostra fede, e siate il buon fermento, che lievita la massa dell'ambiente sportivo. Operate con serenità e fermezza, affinché altri movimenti, contrari ai santi valori dello spirito, non si impadroniscano delle belle energie dello sport italiano.

Le medesime esortazioni rivolgiamo a voi, diletti figli, appartenenti alla Federazione Italiana dei Cronometristi, affinché l'impegnativo servizio che rendete al mondo dello sport, oltre ai suoi riflessi tecnici di alta precisione e responsabilità, sia compiuto sempre con spirito di amore, di sacrificio, di generosità.

In tal modo sarete veramente meritevoli dell'alta stima della Chiesa, e delle divine effusioni di grazie su le vostre buone e degne attività.

Noi siamo con voi tutti, diletti figli, a sostenervi, ad incoraggiarvi, specialmente a pregare per voi, affinché, secondo la Colletta della Santa Messa di oggi, « attraverso le temporali vicissitudini, i vostri cuori sian fissi colà, ove sono i gaudii veraci ».

In pegno dei doni celesti, che fervidamente vi invochiamo, siamo lieti di impartire a voi, alle vostre amate famiglie, ai vostri Colleghi e ai dirigenti del « Centro Sportivo Italiano » e della Federazione Italiana dei Cronometristi, la Nostra confortatrice Benedizione Apostolica.

 


(1) Eph. 4, 13.

(2)1 Cor. 9, 24-25



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