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DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI CONIUGI CONVENUTI A ROMA
IN OCCASIONE DEL LORO XXV ANNIVERSARIO
DI MATRIMONIO

Martedì, 2 giugno 1959

 

Piazza S. Pietro conferisce dignità e solennità a questi incontri familiari dei figli con il Padre comune.

Noi accogliamo e salutiamo ciascuno dei presenti con espressione di viva esultanza che si riaccende ad ogni contatto. Ma oggi aggiungiamo una parola specialmente toccante per voi, che festeggiate il venticinquesimo anniversario delle nozze: qui convenuti da tutta Italia, forse in un ritorno a Roma, che ricorda la Udienza che vi diede nel 1934 il Santo Padre Pio XI di immortale memoria.

Eravate allora sulle prime affermazioni della giovinezza: oggi partecipate più direttamente ai compiti della robusta maturità della vita. Ma come 25 anni or sono, il vostro cuore rimane saldo e generoso, tanto più se la Provvidenza vi ha concesso la gioia e l'onore di partecipare ai sacri doveri della educazione dei figli.

Sulle parole che vi furono certamente dette all'occasione delle nozze, e che si accordarono con la mirabile profusione delle bibliche benedizioni invocate sopra di voi, ecco il richiamo odierno, semplice ma espressivo, del vostro Papa.

Rimanete fermi sul buon proposito della perfetta fedeltà, della disciplina generosa e onorata, del mutuo amore, del santo timore di Dio. E trasmettete ai figli vostri, ed ai nepoti della seconda e terza generazione questo sacro patrimonio che è sicurezza di pace quaggiù e di eterno gaudio lassù. Così benediciamo le vostre persone, e tutti coloro che sono più vicini e cari al cuore vostro.

 



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