Index   Back Top Print


Le ultime lire per un'alleanza fra solidarietà e cultura

Quella buona azione
che non ci costa un euro

di CESARE PASINI

Suona certo accattivante lo slogan "L'ultima lira. Una buona azione non costa nulla". È stato coniato per promuovere una vasta campagna di raccolta delle lire italiane, prima che perdano definitivamente il loro valore a fine febbraio 2012. Ma vorrei soprattutto sottolineare la positiva connessione che si è creata fra i diversi tipi di solidarietà, a favore dei quali è stata promossa questa campagna, che coinvolge Prosolidar (il Fondo nazionale del settore del credito costituito dalle organizzazioni sindacali e dall'Associazione bancaria italiana per sostenere progetti di solidarietà) insieme ad altre quattro istituzioni: Unhcr (l'agenzia dell'Onu per i rifugiati), Terre des hommes, Emergency e la Biblioteca Apostolica Vaticana. La solidarietà alla quale sto accennando accomuna, infatti, in un'alleanza forse inedita ma certamente vincente e quanto mai opportuna, iniziative di carattere sia sociale che culturale; e la vasta gamma dei bisogni dell'umanità, a cui la solidarietà cerca di recare aiuto, viene a comprendere anche il sostegno a un'istituzione culturale. Se parteciperai alla campagna di raccolta, viene annunciato, "sosterrai il progetto della Biblioteca Vaticana di destinare l'antico Salone Sistino a nuova sala di lettura: migliaia di studiosi di tutto il mondo, che ogni anno frequentano liberamente questo scrigno di tesori appartenenti all'umanità intera, potranno contribuire alla vera integrazione fra popoli e culture". Insieme saranno sostenuti il Centro pediatrico di Emergency a Bangui (Repubblica Centrafricana), il progetto di Unhcr a favore delle migliaia di persone in fuga dalla terribile carestia che sta colpendo la Somalia, le Case del Sole di Terre des Hommes per oltre tremila bambini in sette Paesi del mondo, e l'impegno di Prosolidar per l'utilizzazione a fini sociali dei beni sequestrati dalla magistratura alla malavita organizzata.
Potrei rimandare al sito (www.lultimalira.it) dove sono accessibili tutte le informazioni sull'argomento, o semplicemente ricordare che, per partecipare a questa raccolta, basta raccogliere in una busta e portare in banca, entro il 31 gennaio 2012, le vecchie lire (banconote o monete) che si ritrovano in casa. E posso anche trascrivere qualcuna delle espressioni che nelle locandine di informazione sono messe in bocca ai personaggi raffigurati sulle banconote per invitare argutamente a coinvolgersi in questa "buona azione che non costa nulla": "Prima di andare in pensione, dammi un'ultima possibilità", chiede Maria Montessori affacciandosi dalle 1.000 lire; "La prima campagna di raccolta fondi che non ti chiede un euro", promette con evidente sincerità Vincenzo Bellini dalla banconota da 5.000 lire; e "Una banconota senza valore ha un valore immenso", sentenzia con saggezza Alessandro Volta dalle 10.000 lire.
Mi preme tuttavia soffermarmi sul taglio singolare di questa iniziativa che, nella sua novità, percepisco inserita nella più genuina tradizione della Biblioteca Vaticana. È infatti una tradizione che affonda le radici nell'Umanesimo più autentico, e da esso trae la convinzione a concepire la ricerca e lo studio con tutto il rigore che è loro necessario ancorati al punto di riferimento imprescindibile che è l'uomo, la sua razionalità, la sua realtà spirituale, la sua dignità. Lo spirito umanistico, che permea la ricerca culturale, rende la Vaticana attenta all'uomo e capace di universalità e di incontri con l'umanità. Ritengo che l'esperienza concreta di trovarsi fianco a fianco con istituzioni di solidarietà internazionale abbia potuto far leva su questo aspetto profondo di connessione, e chi aderirà alla campagna di raccolta potrà avvertirne il valore molto alto e significativo. Le istituzioni coinvolte, penso di poterlo affermare anche a nome loro, l'hanno percepito e vissuto nell'armonia di collaborazione che si è instaurata fra tutti.
Non resta che frugare nei cassetti alla ricerca delle "ultime lire" e passare all'opera con una "buona azione" che è una provvidenziale "alleanza per l'uomo".