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ADDRESS OF PAUL VI
TO THE NEWLY-ORDAINED PRIESTS
OF THE NORTH AMERICAN COLLEGE

Saturday, 18 December 1971

 

We are very happy to welcome the newly-ordained priests of the North American College. With great joy We greet also your parents who have given you the example of faith and love with which you have accepted the call of Christ. We greet also Bishop Hickey, Bishop-elect Marshall and the faculty of the College who have worked so zealously with you and for you.

You have received a great gift. At the Last Supper our Lord said to his Apostles: “I call you friends, since I have made known to you all that I heard from my Father” (Io. 15, 15). These words have very appropriately been associated with ordination to the priesthood; all of your prayer, all of your study, all of your preparation has been for that one purpose: friendship with Christ. He has offered you an intimate knowledge of himself. He has invited you to a profound love. That knowledge and love have now culminated in the great privilege which he granted you yesterday: to share his ministerial priesthood.

Again at the Last Supper, in his priestly prayer, our Lord said to his Father: “As you have sent me into the world, so I have sent them into the world” (Io. 17, 18). And now you are sent by Jesus Christ to bring to mankind the consolation of his mercy, the wisdom of his Gospel, the joy of his presence. You have heard his voice in faith and prayer, in Scripture and Liturgy, in the Church and in the World. And now you are sent to preach his message and to nourish the faith and hope of his brothers and sisters. They need his words so much. Your preaching will reach its perfection and fulfilment in your sacramenta1 ministry through which the Christian people meet their Savior and are more closely United with him.

You are filled with great joy because of the new commission which you have received. We rejoice with you and We assure you of Our prayers. Remember always that you are part of a fellowship, a brotherhood of priests who serve the Lord in every part of the World and in every generation of history.

To you, mothers and fathers, We say: may the happiness of these days be with you always. Pray without ceasing for your sons and for al1 priests that they may be faithful to the end.

With paterna1 affection We impart to al1 of you and to your loved ones Our special Apostolic Blessing.

* * *

Il Nostro paterno saluto si rivolge ora ai novelli sacerdoti della Congregazione dei Chierici Regolari di S. Paolo, che abbiamo la gioia di vedere qui intorno a Noi, accompagnati da un folto gruppo di Superiori, Confratelli e congiunti.

Vi accogliamo, carissimi sacerdoti, con le stesse parole dell’Apostolo delle genti: « Os nostrum patet ad vos . . . cor nostrum dilatatum est » (2 Cor. 6, 11).

Sì, il Nostro cuore si apre a viva commozione e speranza, ogni qualvolta veniamo a contatto con giovani che, come voi oggi, hanno raggiunto il sospirato traguardo del sacerdozio, dopo un lungo difficile vittorioso itinerario. La sacra ordinazione da voi quest’oggi ricevuta vi ha costituito ministri di Dio, banditori del Vangelo di Gesù Cristo, dispensatori del Suo Sangue e della Sua Parola. È la conclusione di una misteriosa e meravigliosa storia di grazia scritta da Dio nel segreto delle vostre anime. Ma è anche l’inizio di una nuova luminosa ascesa.

Con quale compiacenza, perciò, figli carissimi, pensiamo al prossima vostro ingresso nel campo del sacro ministero! Con quanta speranza per il bene di tante anime, specialmente giovanili! E anche con quanta trepidazione per le difficoltà e i pericoli che certamente dovrete incontrare! Le conquiste del regno di Dio non sono facili; Gesù ce lo ha detto, ammonendo che il regno dei Cieli è oggetto di violenza « vim patitur » (Matth. 11, 12); e se questo è vero per gli operai del Vangelo di ogni epoca, tanto più vale per il nostro tempo. Lasciate pertanto che noi fin d’ora, a conforto delle fatiche che vi attendono, vi ricordiamo le parole di esortazione di S. Paolo: « In omnibus exhibeamus nosmetipsos sicut Dei ministros in multa patientia . . . in castitate, in scientia, in longanimitate, in suavitate, in Spiritu Sancto, in caritate non ficta, in verbo veritatis, in virtute Dei » (2 Cor. 6, 4, 6-7). Ecco la fisionomia spirituale dell’uomo apostolico, alla quale voi non mancherete di conformarvi in ogni circostanza del vostro arduo servizio.

Noi pregheremo per voi, affinché la vostra vita sacerdotale sia sempre sotto la luce irraggiante di questo santo giorno. E intendiamo comprendere nella Nostra preghiera i vostri benemeriti Superiori che vi hanno seguito nel periodo della preparazione, e i genitori che oggi con voi esultano di purissima gioia spirituale, avendo compiuto lietamente l’offerta di voi alla Chiesa; che il Signore tutti li rimeriti per tanti sacrifici sostenuti, come Lui solo può e sa fare.

Pegno e riflesso delle divine ricompense vuole essere la Nostra Apostolica Benedizione, che di cuore impartiamo a voi, ai vostri Superiori e familiari vicini e lontani, in nomine Domini.

                                   



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