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DISCORSO DI PAOLO VI AI PARTECIPANTI
AL CONGRESSO DEI LAUREATI CATTOLICI

Mercoledì, 4 gennaio 1967

 

Cari Laureati e cari Amici!

Ci sarebbe piaciuto potervi ricevere a parte, in Udienza tutta per voi, come già altre volte; ma la ressa di altre Udienze e di altri impegni Ci obbliga ad associare la vostra schiera, tanto numerosa e tanto distinta, a quest’Udienza generale, di cui, per altro, potete godere, non solo lo spettacolo, ma la carità, l’incontro cioè col Padre comune circondato da tanti ottimi figli, che sono poi vostri fratelli, con cui potete avere un momento di comunione vissuta, nella professione della stessa fede (canteremo il «Credo» alla fine) e nell’adesione alla medesima Chiesa, che qui, come sapete e come vedete, dà qualche meraviglioso raggio di evidenza della sua unità e della sua cattolicità.

Così, carissimi Laureati, Ci sarebbe egualmente piaciuto concedere a voi ed a Noi qualche momento di conversazione sul tema del vostro Congresso, attraente per gli interessantissimi aspetti della vita contemporanea proposti al vostro studio: «Libertà e schiavitù dell’uomo d’oggi». Vi sarebbe davvero di che ragionare lungamente sia per la diagnosi, che tale tema invita a fare sulle condizioni sociali e morali, delle quali oggi tutti possono avere esperienza e nelle quali effettivamente si svolge la vita, e sia per le conclusioni teoriche e normative, che da tale osservazione si possono trarre, da parte specialmente di chi non difetta mai, perché cristiano, di formule risolutive ,sapienti e benefiche. Ci riserviamo di vedere stampate le relazioni del Congresso; e fin d’ora vi diciamo la Nostra compiacenza ed il Nostro incoraggiamento per la fedeltà che voi conservate alla vostra tradizione: pensare, pensare bene, pensare da uomini sensibili (alla realtà storica e spirituale del nostro tempo, pensare da Cattolici, che studiano tale realtà con la ragionata ed onesta attenzione, e al lume della fede, riuscendo così a scoprirvi cose meravigliose e dolorose, e ad ascoltarne, come vocazione che li qualifica e li tonifica, la chiamata ad operare nel cuore di quella realtà, con spirito di sapienza e di carità. Il dovere della cultura cattolica ambientale in grande parte spetta a voi, Laureati cattolici, non lo dimenticate!

E consentiteci di ripetervi questa fiduciosa esortazione nell’ora in cui, dopo il Concilio, è offerta al Laicato cattolico più larga via, più pressante invito alla partecipazione alla missione apostolica della Chiesa. Voi sapete come il Concilio abbia dato più onorifico riconoscimento alla dignità che compete ai Laici nel Popolo di Dio, come abbia fatto grande assegnamento sull’attività che i Laici fedeli possono esercitare tanto nell’ambito della comunità ecclesiale, quanto nel seno della società profana, e come abbia intimato ad ogni cristiano, anche se Laico, il dovere di concorrere alla testimonianza, alla difesa e alla diffusione del regno di Cristo nel mondo contemporaneo.

Non nuove nel nostro campo, questa esaltazione del Laicato cattolico e questa sua chiamata all’apostolato costituiscono tuttavia l’una e l’altra - l’esaltazione e la chiamata - una bella novità: per l’autorità del Concilio che le proferisce, per la derivazione ch’esso ne fa dalla vita interiore e costituzionale del Corpo mistico, donde traggono eccellenza e vigore, per l’importanza che vi è attribuita in ordine all’efficienza e alla santità della Chiesa; una bella novità, che, com’è noto, trova nell’istituzione, annunciata in questi giorni, di nuovi organismi operanti al centro della Chiesa stessa, il suo segno concreto e la sua valida promessa di effettiva vitalità.

Risponderanno i Laici cattolici all’assegnamento che il Concilio fa sulla missione loro tracciata davanti? La risposta pratica a questa domanda dovrà caratterizzare il prossimo avvenire della Chiesa, non certo per disgregarne il tessuto unitario, né per turbarne la limpida ed univoca armonia dottrinale, ma piuttosto per accrescerne l’interiore. e cosciente spontaneità e la multiforme esteriore fioritura. È ciò che Noi auspichiamo per ogni settore della vita laicale cattolica, e che da voi specialmente, Laureati cattolici. già allenati verso tale rispondenza, siamo sicuri che sarà offerto, con rinnovato ardore, alla Chiesa di Dio.

L'avete presagita, l’avete preparata, l’avete attesa questa ora della vostra maturità, che nel campo professionale e in quello culturale deve adesso dare il suo saggio migliore. E lo darà, Amici e Figli carissimi; lo darà godendo della libertà responsabile concessa al vostro Movimento; lo darà chiedendo a ciascuno di voi e a tutto il Movimento un impegno sempre più generoso e cosciente; lo darà, se conserverete sempre viva e fresca la fonte della vita spirituale, che già vi alimenta e vi rende esemplari; lo darà, se avrete sempre, come oggi, virile adesione e amore sincero alla santa Chiesa e all’umile suo Capo visibile, che a voi riserva, con effusione cordiale, la Sua speciale Benedizione.

                                                



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