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DISCORSO DI PAOLO VI
ALLA CITTADINANZA DI BUSTO ARSIZIO

Sabato, 10 giugno 1967

 

Ci rallegriamo di cuore nel ritrovarci in mezzo a voi, Autorità religiose e civili, diletti figli e figlie dell’operosa e carissima città di Busto Arsizio! Vi accogliamo con vivo compiacimento, vi porgiamo il Nostro saluto affettuoso, vi attestiamo tutta la Nostra stima e benevolenza.

Voi rinnovate al Nostro ricordo la gioia profonda degli incontri avuti con voi, negli anni del Nostro pastorale ministero in diocesi di Milano: rivedendo i vostri volti Ci pare di ritrovarci ancora una volta nella singolare, simpatica atmosfera spirituale che caratterizza la vostra città: ove si fonde la nobile e severa tradizione di una storia generosa, arricchita di tesori d’arte e di cultura, con i fremiti di una moderna vitalità, in cui si esplica il genio attivo dei suoi abitanti; ove un’innata gentilezza e cordialità degli animi, di schietta marca lombarda, forma come l'humus naturale e più adatto per il rigoglioso sviluppo della vita cristiana. Ed effettivamente, quante opere benefiche, quante istituzioni provvidenziali sono sorte nei secoli tra le vostre mura; quante figure elette hanno costellato la storia religiosa di Busto, fra le quali vogliamo almeno citare qui, per la devozione con cui tutti ci sentiamo ad essi legati, il cardinale Eugenio Tosi, Nostro compianto predecessore sulla Cattedra dei Santi Ambrogio e Carlo, e l’indimenticabile Monsignor Francesco Olgiati, a cui, oltre la prodigiosa attività di apostolato, tanto deve la cultura cattolica italiana e l’affermazione dell’Università del Sacro Cuore, e ancora il benemerito Prevosto Mons. Giovanni Galimberti, da Noi personalmente conosciuto, che ha lasciato un’orma profonda nei vostri cuori, che tuttora tanto lo ricordano e lo amano! E con essi, quante altre nobili figure! Come, nel campo delle arti e delle industrie, tanti suoi figli geniali e laboriosi hanno dato lustro nei secoli alla città, così quelle figure della sua storia religiosa, le hanno conferito la gloria più alta e più vera. E con esse, Noi amiamo rivolgere il pensiero ai mille e mille volti, che Dio solo conosce a uno a uno, di cui risulta l’immagine di Busto cristiana, nobilitandola con la loro fedeltà quotidiana, con le loro virtù nascoste, col loro lavoro silenzioso.

Di tutti quei figli innumerevoli e cari, voi oggi Ci portate la rappresentanza eloquente: in voi abbracciamo il presente, il passato e l’avvenire, in voi salutiamo la diletta città, e rendiamo onore al suo merito civico e cristiano!

Vorremmo che il tempo a disposizione non fosse così avaro, per poterci intrattenere a Nostro agio con cotesto gruppo così numeroso, e riandare col pensiero a ricordi ed emozioni incancellabili. Ma pur Ci basta questa breve parentesi per ripetervi quanto vi siamo rimasti affezionati con cuore paterno, quanto profondi siano tuttora i vincoli, che Ci legano a voi nella preghiera, e quanto grandi siano le speranze e le attese, che riponiamo in voi.

Busto Arsizio si è sempre distinta, nel corso della sua storia, per le sue genuine virtù, umane e cristiane. La fama della sua laboriosità ha varcato i mari, grandi sono state le benemerenze, che essa si è acquistata in campo sociale, ma non minori quelle delle sue istituzioni benefiche e caritative, e della sua ordinata e pulsante vita cristiana.

In questo armonioso comporsi dei due fattori pare a Noi di vedere come il simbolo, l’emblema della città, per tutta la sua storia fino al presente: e voi sapete bene come quest’armonia, non che ostacolare in qualche modo il progresso culturale e anche materiale, ne sia stata o ne sia tuttora la prima condizione, che lo favorisce e gli attira le continue compiacenze del Signore. Continuate dunque nel solco regale, che i vostri padri vi hanno tracciato con mano ferma e senza rispetto umano, lasciandovi un alto esempio di fervida operosità e di profonda religiosità; di amore a Dio, alla Chiesa e alla civile società; di fede vissuta, che si traduce nelle opere; di bontà d’animo, su cui fiorisce la virtù soprannaturale della carità.

Il momento presente richiede a tutti i fedeli una rinnovata presa di coscienza delle loro capacità umane e dei doveri cristiani a cui sono chiamati, un più fervido impegno nell’ordine temporale perché anch’esso si apra all’influsso del Regno di Cristo, e contribuisca alla sua irradiazione. Sono le consegne del Concilio Ecumenico Vaticano II, sono le Nostre più ardenti speranze. Ci darà sempre grande conforto il sapere che i cittadini di Busto Arsizio sono anch’essi al primo posto nel dare la loro risposta a queste attese della Chiesa e del Papa.

Vi conforti in questi propositi la Nostra particolare Apostolica Benedizione, che di cuore impartiamo al Sindaco, al venerato Prevosto e agli altri parroci della città, alle Autorità e agli Enti che esse rappresentano, e a tutti voli, figli dilettissimi, qui presenti, e a quanti sono qui spiritualmente con voi, in comunione di fede e di amore. Sia in tutti la pace e la gioia di nostro Signore!

                                  



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