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DISCORSO DI PAOLO VI
AL CAPITOLO GENERALE DEI CARMELITANI SCALZI

Giovedì, 22 giugno 1967

 

Chi siete Voi, Figli carissimi, che con la sola vostra presenza trasportate il Nostro pensiero in orizzonti storici tanto remoti e non poco discussi? Dal monte Carmelo venite e Ci portate il ricordo e quasi un soffio del grande profeta, araldo potente di Jahve, Elia, figura del Precursore, che annunciò l’arrivo del Messia Gesù? E siete voi i seguaci degli asceti a cui S. Alberto di Vercelli, e lontano Patriarca latino di Gerusalemme, diede la prima regola (1208), tutta orientata verso l’orazione nella solitudine e nella penitenza e che il Nostro lontano Predecessore Onorio III, nel 1226, approvò? Voi precisate: sì, quella è tuttora la norma spirituale e ascetica basilare, alla quale abbiamo consacrato la nostra vita; ma noi, per la verità, siamo quei Carmelitani Scalzi, che discendono dalla riforma, operata quattro secoli fa, dai due grandi maestri della mistica cattolica, S. Giovanni della Croce e Santa Teresa di Gesù. Grande ed illustre famiglia religiosa, che rappresenta storicamente uno dei più insigni ed efficaci sforzi della Chiesa cattolica, decisa, dopo il Concilio di Trento, a ritrovare le proprie espressioni più ardite e più caratteristiche di santità tutta tesa, mediante l’umiltà e lo spogliamento di sé, e mediante una vita comunitaria resa scuola di carità, di semplicità, di scienza spirituale, alla contemplazione. Ascoltiamo allora la vostra definizione; la delinea per le sue figlie S. Teresa, ma sappiamo bene che questa straordinaria interprete delle cose di Dio è pure la vostra maestra.

«Así digo ahora que, aunque todas las que traemos este hábito sagrado del Carmen somos llamadas a la oración y a la contemplación (porque éste fué nuestro principio, de esta casta venimos, de aquellos santos Padres nuestros del Monte Carmelo, que en tan grave soledad y con tanto desprecio del mundo buscaban este tesoro, esta preciosa margarita de que hablamos), pocas nos disponemos para que nos la descubra el Señor. Porque cuanto a lo exterior, vamos bien para llegar a lo que es menester en virtudes; para llegar aquí, hemos menester mucho mucho y no nos descuidar poco ni mucho; por eso, hermanas mías, alto, a pedir al Señor que pues en alguna manera podemos gozar del cielo en la tierra, que nos dé su favor para que no quede por nuestra culpa y nos muestre el camino y dé fuerzas en el alma para cavar hasta hallar este tesoro escondito, pues es verdad que le hay en nosotras mismas» (Moradas del Castillo Interior, V, cap. I; ed. B.A.C., pp. 392-393).

E se aggiungiamo a questo programma di vita interiore il culto particolarissimo, che voi tributate alla Madonna, abbiamo individuato gli elementi principali costitutivi della vostra spiritualità. Ma allora qui sorge anche per voi la domanda, che si pongono non poche Famiglie religiose, le quali parimente traggono dai secoli antichi la loro forma di vita; e la domanda è questa: voi, Figli venerati e carissimi del Carmelo Teresiano, siete uomini del passato, o siete uomini tuttora del nostro tempo? Che a voi, come ad altri istituti religiosi del vostro tipo, si debba riconoscere una onorata e ricca tradizione storica, nessuno dubita; anzi la cultura moderna è ben disposta a tessere le narrazioni e le lodi dei vostri fasti passati; ma oggi? Non vi considera essa come dei sopravvissuti, ormai anacronistici ed estranei alle correnti vive di pensiero, di azione, inadatti a inserire nella circolazione degli interessi spirituali e sociali qualche valore degno della considerazione dell’uomo moderno?

Oh! voi conoscete troppo bene la vittoriosa risposta, che si può dare a simili dubbi: la vostra stessa numerosa, compatta, libera e convinta compagine la offre, non come una semplice eredità del passato, non come un’apologia di forme di vita convenzionali, e nemmeno come ostinata stranezza religiosa incurante del mondo e delle sue evoluzioni; no, voi siete, sì, conservatori d’una scuola di spiritualità, che nel passato ebbe la sua prodigiosa origine e la sua meravigliosa fioritura; ma siete, al tempo stesso, persuasi di portare con voi valori che non invecchiano, e di perseverare nell’interpretazione della vocazione cristiana, che nessuna generazione riesce ad esaurire, e che nel perenne tentativo di adeguarsi al suo ideale si rinnova, si ringiovanisce, si manifesta sempre idonea, tanto a placare le più alte aspirazioni dello spirito, quanto ad alimentarne l’inestinguibile fiamma.

Del resto, il Concilio, cioè l’attualità e l’autorità della Chiesa, ha parlato; e chi sa quante riflessioni voi avete fatto sulla rivendicazione ch’esso fa della vita contemplativa, la vostra. Rileggiamo insieme le auree parole: «Instituta quae integre ad contemplationem ordinantur, ita ut eorum sodales in solitudine ac silentio, in assidua prece et alacri paenitentia soli Deo vacent, in corpore Christi mystico . . . praeclaram partem semper retinent» (Perf. carit., 7). Dunque: un Istituto religioso come il vostro non solo conserva il diritto di vivere nella Chiesa d’oggi, e cioè, in certo senso, nel mondo d’oggi, ma risente la sua chiamata a inserire nella vitale vicenda del Popolo di Dio la propria originale testimonianza. La Chiesa non è un cimitero, non è un museo; è un giardino dove ogni pianta ha sempre nuova primavera.

E allora, Figli carissimi, quale la vostra?

Noi siamo sicuri che nelle lunghe e laboriose discussioni del vostro Capitolo voi avete già sapientemente elaborato i canoni del vostro «aggiornamento»; e Noi non possiamo far altro che raccomandarvi di dare volonterosa applicazione alle norme, che voi stessi vi siete prescritte per il vostro rinnovamento religioso. E in questa certezza Ci piace indovinare i punti sui quali certamente si è fermata la vostra attenzione e si sono affermati i vostri propositi. Così li esponiamo per dare a Noi ed a voi il gaudio d’una bella sintonia di pensieri; e basti fuggevolmente.

Indubbiamente voi vi siete prefissi, come il Concilio prescrive e come vuole la ragion d’essere d’un Istituto vetusto e moderno qual è il vostro: ripensare alle origini, prima di tutto. Questo è il primo rinnovamento: guardare indietro per andare avanti nella giusta direzione. La via è segnata alla sua partenza. L’albero vive della sua radice. E non è dubbio che la vostra più vitale radice è l’insegnamento di S. Teresa; esso vale principalmente per le Monache Carmelitane, ma nei suoi canoni fondamentali e nel suo spirito vale anche per voi; ogni opportuno adattamento non deve contraddire o deformare la fisionomia religiosa caratteristica che una tale Riformatrice-Fondatrice ha impresso al Carmelo.

E perciò: contemplazione e culto mariano, come dicevamo, restano i suoi caratteri costitutivi. Abbiateli cari; abbiateli così cari da infondervi la vostra vocazione, la vostra attuale formazione, di uomini, di cristiani, di figli del nostro tempo, di alunni della Chiesa del Concilio. Nova et vetera: la formula è sempre buona; ed oggi forse meno difficile che ieri, perché oggi abbiamo delle cose antiche migliore conoscenza, delle cose nuove maggior desiderio. E poi dovete ricordarvi che la vostra vocazione è singolare, che voi avete scelto una formula difficile e che la vostra via è quella stretta, austera ed ardua d’una vita ascetica, così distaccata da quella comoda e comune che le tendenze naturalistiche offrono oggi anche ai professanti della perfezione, e insieme così impegnata alla specifica ricerca della sublime arte dell’orazione e dell’intensità della conversazione spirituale, da qualificarvi davvero cercatori dell’unica pienezza, dell’unica pace, dell’unico amore nell’unione dell’anima a Dio.

Ma infine capiterà a voi, come capitò a Santa Teresa, di avvertire in tal modo i bisogni della Chiesa ed i mali della società da fare di essi non motivi di fuga, ma d’interesse spirituale e di concepire la vostra dedizione all’amor di Dio come un esercizio dell’amore del prossimo. Anzi, voi sapete, l’urgenza e la molteplicità dei bisogni della santa Chiesa così premeranno alla porta dei vostri conventi e delle vostre celle da persuadervi che per non aver distrazione ed interiore rimprovero nell’esercizio della vostra orazione dovrete farvi, da monaci missionari, da solitari contemplativi, farvi maestri di spirito e predicatori ai fratelli privi del pane del Vangelo e pur avidi del vostro alimento spirituale, da bravi carmelitani punto iniziati alla vita pastorale farvi bravissimi parroci e, se occorre, degnissimi Vescovi, come già avviene a onore del vostro Ordine, a edificazione della Chiesa di Dio e a gloria di nostro Signore. Lo sappiamo, questa non è la vostra vocazione, ma può essere, quando l’autorità e la carità della Chiesa ve lo chiede, un vostro dono, che punto impoverirà la vostra preghiera, ma le metterà fuoco di esperienza, di passione, di amore come nessun’altra cosa potrebbe fare. Quanto darete, per questa carità, tanto otterrete per la vivacità, per il realismo, per il rinnovamento del vostro impegno contemplativo. Non distrazione, ma nutrimento sarà per la stessa vostra vocazione carmelitana l’accettazione di ministero parrocchiale, missionario, pastorale, quando la Gerarchia ecclesiastica responsabile ve lo offre; è ciò del resto fra i meriti delle vostre tradizioni. Vi saremo grati anche Noi, se; all’occorrenza, saprete saggiamente rinnovarli ed accrescerli.

E che la Madonna santissima vi conforti, Figli carissimi, nella vostra vocazione carmelitana; Ella vi conservi il gusto delle cose spirituali; Ella vi ottenga i carismi delle sante e ardue ascensioni verso la conoscenza del mondo divino e verso le ineffabili esperienze delle sue notti oscure e delle sue luminose giornate; Ella vi dia l’anelito alla santità e alla testimonianza escatologica del regno dei cieli; Ella vi renda esemplari e fraterni nella Chiesa di Dio; Ella vi introduca un giorno a quel possesso di Cristo e della sua gloria a cui tutta la vostra vita vuol essere fin d’ora consacrata. E a tanto vi conforti la Nostra Apostolica Benedizione, che particolarmente impartiamo ai Prepositi Generali, a quello di ieri e a quello di nuova elezione, a voi Capitolari tutti e all’intero, santo e diletto Ordine dei Carmelitani Scalzi.

                                                                



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