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DISCORSO DI PAOLO VI
IN OCCASIONE DELLA RICOSTRUZIONE DEL
MONUMENTO AL REDENTORE NELLA DIOCESI DI BRESCIA

Lunedì, 6 marzo 1967

 

Il Santo Padre rivolge alla delegazione di ufficiali e militari della SETAF - che hanno collaborato alla ricostruzione del monumento al Redentore sul Monte Guglielmo presso Brescia - e a una rappresentanza del comitato bresciano, un breve discorso, dapprima in inglese, nel quale esprime ammirazione e gratitudine per il magnifico lavoro svolto nella ricostruzione del monumento al Redentore sul Monte Guglielmo. Si tratta di un gesto di amicizia, di comprensione e di buona volontà. Il maestoso monumento è simbolo di fede, di protezione, e, inoltre, sorgente di speranza ed invito all’unione di tutte le genti.

Aggiunge che le riprese fotografiche rivelano chiaramente l’alto grado di perfezione richiesta per portare a termine l’opera. I tradizionali mezzi di trasporto di materiali a tali altitudini hanno ceduto il posto a quelli più moderni atti a conseguire anche un notevole risparmio di tempo. In particolare gli elicotteri hanno contribuito a ridurre molte fatiche. Avete utilizzato i ritrovati della tecnologia moderna per scopi buoni ed utili - dice Sua Santità - e Noi vi ringraziamo per il modellino dell’elicottero offertoci, eloquente simbolo della vostra collaborazione.

Il Sommo Pontefice conclude elencando i destinatari della sua gratitudine. Desideriamo ringraziare gli Stati Uniti tramite i buoni uffici di S. E. l’Ambasciatore della grande Nazione in Roma e del generale Power, comandante del SETAF. Amiamo sperare che i vincoli di amicizia consolidati in questa circostanza diventino, col trascorrere degli anni, sempre più forti e duraturi.

L’Augusto Pontefice ha anche paterne espressioni - in lingua italiana - di riconoscenza e di compiacimento per il comitato bresciano, al quale ama rievocare le vicende del monumento,, che Egli, da fanciullo, si recò più volte a visitare e dinanzi al quale il giorno della inaugurazione nel 1901 ebbe la ventura, nonostante la tenera età, di essere associato al servizio della Messa - insieme col proprio fratello Ludovico - celebrata dal Vescovo di Brescia Mons. Pellegrini. Il Santo Padre si rallegra vivamente perché ormai la nuova difficile impresa è compiuta ed il monumento è ritornato così, con tutto il suo splendore e la sua imponenza, a dominare la Val Trompia e le altre vallate bresciane per invitare gli uomini a pensieri di fede, e indurli ad onorare Iddio attraverso la bellezza della natura.

                                        



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