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DISCORSO DI PAOLO VI
DURANTE LA I RIUNIONE DEI CARDINALI
PREPOSTI AI SACRI DICASTERI

Martedì, 11 giugno 1968

 

Signori Cardinali!

Questa riunione inaugura una nuova prassi nell’attività della Curia Romana, quella di proporre ai Cardinali, ai quali è affidata la direzione dei Dicasteri, responsabili, sotto la Nostra guida, del governo centrale della Chiesa cattolica, temi utili alla comune conoscenza e meritevoli di collettive consultazioni, e quindi di solidale esecuzione, per una più ordinata ed efficace promozione degli affari concernenti i doveri e gli interessi della Sede Apostolica, e specialmente il bene della Chiesa intera e del mondo, in cui essa svolge la sua missione.

Per vero dire non è questa una novità originale ed assoluta. Ben si sa che tutto l’ordinamento della Santa Sede è, sì, fondato sull’autorità personale del Papa, ma è compaginato e distribuito intorno a Lui in un cerchio di collaboratori autorevoli, quali voi siete, Signori Cardinali, nel quale cerchio il governo della Chiesa, strutturato nei suoi operosi organi, si esprime in qualificate distinzioni e in concorrenti collaborazioni. E ben si sa che ciascuno di voi presiede ad una Congregazione, o altro organismo, in cui la pluralità delle voci è già in funzione per togliere alle deliberazioni della Sede Apostolica ogni carattere arbitrario, e per conferirvi invece la saggezza maturata da competenti e prudenti confronti di personali pareri. Di già quindi il sistema di riunioni cardinalizie in funzione di scopi riflessivi e deliberativi è in atto, e da secoli, nella Curia Romana; diremo a sua lode.

Ciò che vi ha di nuovo in questa adunanza è la convocazione non già dei membri d’una stessa Congregazione, ma dei Capi delle diverse Congregazioni e organismi principali dell’intera Curia Romana. Abbiamo così la confluenza dei differenti Dicasteri in un unico incontro, il quale da solo dimostra e rinsalda la loro coesione e, pur nel rispetto delle diverse competenze, tende a stabilire maggiore coerenza nell’orientamento generale della Curia stessa, a impedire divergenze nell’indirizzo del governo ecclesiastico, a stabilire più logici e più frequenti rapporti fra i vari enti, di cui si compone la Santa Sede, a renderla perciò idonea a meglio servire i bisogni della Chiesa.

Lo studio comune di questioni fondamentali, il confronto delle rispettive esperienze, la soluzione di eventuali questioni circa materie di mista competenza, un impegno a più stretta e solidale collaborazione sono gli scopi immediati ed evidenti di riunioni come questa, la quale comincia oggi a dare effettiva e formale applicazione alle norme tracciate dalla recente Costituzione Apostolica, circa la Curia Romana, dal titolo «Regimini Ecclesiae» , del 15 agosto 1967, al capo II, nn. 13-18; e precisamente a quest’ultimo articolo, dove dice: «Cardinales qui Dicasteriis praeficiuntur pro opportunitate convocari possunt a Cardinali Secretario Status ad labores omnium coordinandos, ad notitias praebendas et consilia capienda».

Noi vogliamo sperare che questo inizio avrà seguito fecondo e felice. La Curia Romana acquisterà più esatta coscienza di sé e delle questioni a cui è chiamata a dare interesse e soluzione, con quello spirito animatore che innalza il lavoro burocratico e la trattazione puramente giuridica delle cose a più chiara intelligenza e a più fedele sollecitudine per la missione spirituale e pastorale, verso cui è rivolta ogni cura della Sede Apostolica e di Colui che, indegnamente, ma responsabilmente, la personifica e la guida, il Romano Pontefice.

Così vogliamo esprimervi, Signori Cardinali, la Nostra riconoscenza e la Nostra fiducia per la dedizione con cui vi consacrate al servizio a voi assegnato, del quale, mentre Noi siamo i primi a sentire il crescente bisogno, siamo anche i primi a vedere i buoni risultati, a beneficio della santa Chiesa di Dio.

E concluderemo questa Nostra breve introduzione ai vostri nuovi lavori tutti devotamente salutandovi, come veri e valenti Nostri collaboratori, e augurando che quanto il Signore ha promesso qui si realizzi: dovunque infatti una riunione è promossa nel suo nome, la misteriosa presenza di Gesù è possibile; e, se gli animi degli intervenuti sono a ciò disposti, è misticamente reale. Egli lo dichiarò (Mt. 18, 20). Noi vogliamo credere che ciò avvenga in questa stessa adunanza, ed in quante simili a questa seguiranno; e ne auspichiamo l’evento con la Nostra Apostolica Benedizione.

   



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