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DISCORSO DI PAOLO VI
A VARI PELLEGRINAGGI IN ONORE DEI
SS. APOSTOLI PIETRO E PAOLO

Sabato, 15 giugno 1968

 

Amiamo soffermarci in mezzo a voi, diletti Figli e Figlie, che avete espresso con tanto fervore il desiderio di portare il vostro saluto al Papa; e vi diamo il Nostro più cordiale benvenuto.

Codesti diversi gruppi Ci recano le voci gradite e note delle vostre città, procurandoci vivissimo compiacimento. È la voce di Verona cattolica, qui rappresentata dai trecento pellegrini del settimanale diocesano «Verona fedele», venuti a concludere l’Anno della Fede presso il Sepolcro di Pietro e di Paolo, a nome anche di tutti i lettori del loro benemerito giornale. È la voce di Brescia, della Nostra diletta Brescia, col suo gruppo di esperti funzionari tecnici della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, che festeggiano l’inaugurazione della nuova grande sede del loro istituto bancario. È la voce di Potenza, portata dai cento funzionari di quel gruppo aziendale del Banco di Napoli, i quali ben rappresentano qui l’operosa e forte Lucania. È la voce canora, temprata a mietere meritati riconoscimenti, della nutrita Corale «Gruppo Amici della Musica», della parrocchia di Comun Nuovo, in diocesi di Bergamo. È la voce della parrocchia dei Quattro Evangelisti di Milano e quella di Cairate Olona, in diocesi di Milano, che saluta l’antico Arcivescovo con tutto l’affetto ed il fervore che Noi ben conosciamo. È la voce, infine, del gruppo degli ex-allievi dell’Istituto dei Salesiani di Torino, che Ci porta il fervido omaggio di schiere di intere generazioni, formate in quella benemerita Scuola alle responsabilità e alle lotte della vita. E da ultimo un gruppo di Cecoslovacchi che Ci piace salutare in modo speciale.

Tutte le accogliamo, queste voci dilette, fuse come in un solo palpito di bontà e di affetto, di schiettezza e di fervore. Sebbene il tempo a disposizione non Ci permetta di stabilire un colloquio particolare con ciascuno dei vostri gruppi, che richiamano alla Nostra mente e alla Nostra memoria nomi, località, date e avvenimenti che sono e Ci rimangono sempre tanto cari, vorremmo tuttavia lasciarvi almeno una parola, che sia per tutti voi a ricordo di questo incontro vibrante col Successore di Pietro: e la deduciamo, questa parola, dall’Anno della Fede. Siamo ormai al termine di quest’Anno, che abbiamo voluto indire, senza rumore di manifestazioni esteriori, a commemorazione del XIX Centenario del martirio dei due gloriosi Apostoli, le colonne della Chiesa. La maggior parte di voi ha fatto di questo richiamo spirituale il motivo dell’odierno pellegrinaggio: e tutti, certamente, sentite oggi profondamente nell’anima un senso di raccoglimento, di arcana reverenza, sapendovi qui, ove più vive sono le memorie del primo Papa, presso il luogo in cui sorge la sua Tomba venerata nei secoli, e ancor echeggia il suo insegnamento dalla Cattedra infallibile, per bocca dei suoi umilissimi, impari, ma autentici Successori.

Diletti Figli e Figlie.

Quell’insegnamento vi esorta alla fede, in questo scorcio dell’anno celebrativo del suo martirio; anche oggi egli vi ripete, con le parole della sua prima Epistola: «Siate sobri, state all’erta! L’avversario vostro, il diavolo, si aggira come leone ruggente, cercando qualcuno da divorare. Resistetegli, saldi nella fede, ben sapendo che le medesime prove sono imposte alla comunità dei vostri fratelli, sparsa nel mondo. Poi, il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati all’eterna sua gloria in Cristo . . . . vi darà egli stesso perfezione, fermezza, forza e stabilità» (1 Petr. 5, 8-9).

Nel momento presente, momento di grandi crisi e di grandi ideali, è necessaria più ardente e convinta fede, che dalla sfera delle idee passi a quella dell’azione, ispirando gli animi a forti virtù, a generosi esempi, a fermi propositi di incidere volitivamente nelle varie forme della vita professionale e sociale con un continuo sforzo di fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Noi sappiamo di poter contare su di voi, sulla vostra collaborazione, per l’instaurazione di un ordine più retto, più santo, più coraggiosamente impegnato a servire il Signore; ve ne esprimiamo un plauso sincero, a nome di Pietro, anzi a nome di Cristo stesso; e vi incoraggiamo a proseguire con coerenza e costanza su questo cammino, con la Nostra propiziatrice Benedizione Apostolica, che invoca su di voi, sui vostri cari lontani e sul vostro lavoro ogni più santa e meritoria consolazione del Cielo.

Sua Santità riceve, inoltre, sei professori e ventidue studenti della «Tamagawa University» di Tokio, guidati dal prof. Okada e dal prof. Taguchi. Per essi queste parole di saluto:

We extend a heartfelt welcome to you, distinguished Professors and Students of Tamagawa University, as your Play and Dance Group travels on its European tour.

Through your representations and recitals, you are introducing Japanese culture to the young people of Europe, to learn something of European history and customs, and to promote international understanding and friendship. We wish you well in this characteristic work, and We trust that your performances may meet with complete artistic and moral success. We also pray for your academic progress and for happiness in your future lives.

Upon you, upon all the Professors and Students of the University and upon your families and loved ones in Japan, We invoke Heaven’s blessings and favours.

                                 



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