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DISCORSO DI PAOLO VI AI PARTECIPANTI
AL CONGRESSO DEI COLTIVATORI DIRETTI

Mercoledì, 27 marzo 1968

 

Il nostro saluto a voi, dirigenti nazionali, provinciali e diocesani, laici ed ecclesiastici, della Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti: in primo luogo, al benemerito on. Paolo Bonomi. Pochi uomini hanno operato sulla scena della vita pubblica italiana, dopo la guerra ad oggi, nel nostro Paese, con pari tenacia, con pari dedizione, con pari chiaroveggenza dei problemi reali, sia nel campo sociale che nel campo economico, come in quello organizzativo, quanto l’on. Paolo Bonomi, il quale, vincendo le condizioni dell’avversa salute personale e penetrando con lo studio e con l’azione i bisogni delle classi rurali, ha saputo imprimere alla Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti una coscienza unitaria ed operosa, che ne fa una delle espressioni migliori e caratteristiche della rinascita moderna della ,vita nazionale.

Un elogio dobbiamo anche ai suoi valenti collaboratori, e fra questi vada il Nostro incoraggiamento a Mons. Giovanni D’Ascenzi, ed a quanti curano le sorti spirituali e vitali della Confederazione medesima.

Il Nostro saluto a voi, uomini, donne, giovani della diletta Organizzazione, venuti a Roma per prender parte al ventesimo Congresso Nazionale.

Il Nostro saluto a voi, uomini tutti dei campi, lavoratori della terra, gente robusta, capace, fedele, modesta, generosa delle campagne d’Italia, ben rappresentata dai quindicimila qui presenti, venuti nella Nostra casa per portare al Papa l’espressione della fede e dell’amore dell’intera categoria dei Coltivatori Diretti.

Il Nostro saluto a voi; un saluto aperto, cordiale, commosso; un saluto affettuoso, come di un padre ai figli; un saluto che non ha bisogno di preamboli per dirvi la Nostra affezione, né aspetta le vostre parole, che pur formano un coro unanime di voci possenti per comprendere i sentimenti che si agitano in questo momento nei vostri cuori.

Voi conoscete con quale animo, con quale fiducia, con quale attesa la Chiesa guardi a voi; voi ricordate con quali accenti si sono rivolti a voi i Nostri Predecessori, per dirvi con ripetuti discorsi e in documenti scritti il pensiero dei Magistero pontificio sulla vostra particolare e tanto benemerita condizione di vita, come sui gravi disagi che l’angustiano e pongono l’intera società di fronte a precise responsabilità. Noi stessi, in diverse occasioni, non abbiamo mancato di fare eco a quelle voci, tessendo più volte le lodi della vostra esistenza, così parca, così laboriosa, così vicina a Dio nell’ordinato ripetersi dei cicli annuali, che mettono ogni anno sotto i vostri occhi il miracolo grandioso della natura, che, tuttora fedele al comando primigenio di Dio, fa prorompere dalla terra in mille fogge la vita; e più volte vi abbiamo esortati ad avvalorarla sempre più, questa vostra esistenza, col duro lavoro ad essa inerente, a qualificarla sempre più, a metterla al passo con le rinnovate esigenze della moderna produttività, regolata da precise norme tecniche e competitive.

Non vogliamo oggi ripeterci, tanto più che pensiamo che questo ventesimo Congresso debba rispondere alle vostre aspettative, discendendo alle applicazioni anche particolari di tutti i problemi che vi riguardano. E nell’auspicare al Congresso medesimo un ricchissimo contributo di orientamenti teorici e di suggerimenti pratici, massimamente utili alla vostra attività, amiamo sottolineare quanto già vi dicemmo in altre circostanze, ma che la situazione di oggi rende sempre più urgente e attuale: e cioè la necessità di sviluppare in voi, da un lato, lo spirito di iniziativa, affinché la vostra produttività non conosca soste o rallentamenti, ma sappia imporsi per modernità di metodi e agilità di organizzazione per far fronte alle esigenze di un mondo in rapida trasformazione; e a questo proposito, incoraggiamo soprattutto i giovani, quelli specialmente dei vostri Clubs dei 3 P: provare produrre progredire, ai quali giovani spetta impegnarsi a fondo, con inventività e coraggio, e da cui tanto ci si deve attendere, anche nel lavoro dei campi, come del resto in ogni altro settore - ma qui, diremmo, in grado certamente maggiore e più conforme alla personalità umana, che non in altri sistemi industriali - ove l’attività umana spesso si deve adattare nell’anonimato e nella monotonia di gesti sempre uguali. Dall’altro lato, è necessario sviluppare e organizzare lo spirito associativo, superando le barriere della diffidenza e dell’isolamento, che oggi non ha più ragione di essere: se si vuole evitare di restare ai margini. Ed è questo appunto che vogliamo augurare ai Coltivatori Diretti: sappiamo dell'istituzione dei Gruppi Coltivatori di Sviluppo, destinati specialmente agli adulti. Sta bene: non restare ai margini, ma inserirsi sempre più coscientemente nel concerto dell’economia nazionale e sopranazionale, collaborando con genuino spirito comunitario e con forme ‘associative varie, per la rivalutazione del lavoro dei campi e dei suoi nobilissimi prodotti.

Noi vi accompagniamo con la Nostra preghiera in tutti i problemi che tratterete in questi giorni, invocando su di voli, sulle vostre famiglie, sulla vostra gioventù, sui vostri anziani, i doni continui del Signore e della Santa Famiglia di Nazareth.

La vostra presenza a Roma, in quest’Anno della Fede, acquista poi un valore tutto particolare e fa del Congresso dei Coltivatori Diretti non un mero incontro organizzativo, e tanto meno una semplice parata esteriore, ma gli dà un preciso significato anche spirituale: cioè la conferma volonterosa e lieta di quella fede cristiana, schietta e profonda, che è tuttora patrimonio invidiabile della gente dei campi, e ne forma la nobiltà più alta e più degna. La vostra fede, diletti Figli e Figlie, sia la luce che vi orienta e vi consola, anche negli aspetti contingenti e pratici della vostra attività: e la pace e la gioia e la benedizione del Signore saranno sempre in voi.

Pegno di quella grande Benedizione, che parte dal Cuore stesso di Dio, vuol essere anche la Nostra, che impartiamo a voi qui presenti, a tutti i vostri cari lontani, e ai dilettissimi soci della Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti.

   



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