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DISCORSO DI PAOLO VI
NEL 50° DELL’ISTITUTO «PRO FAMILIA» DI BRESCIA

Domenica, 15 settembre 1968

 

Salutiamo con particolare affetto Monsignor Vescovo di Brescia; e salutiamo voi, diletti figli e figlie dell’Istituto secolare della Compagnia della Sacra Famiglia, venuti a portarci l’espressione della vostra letizia nel 50° anniversario di fondazione dell’Istituto stesso.

Siamo lietissimi di accogliervi in questa data tanto significativa, che riporta al Nostro pensiero la cara e buona figura di un autentico apostolo della storia pastorale della Nostra diletta diocesi, don Giovanni Battista Zuaboni, a cui è dovuto il primo sorgere, e il fiorire, e il moltiplicarsi di un’istituzione tanto provvida e necessaria, tanto benemerita per la salvaguardia e la promozione dei valori cristiani della preparazione alla vita domestica, del matrimonio e della famiglia, tanto benedetta nelle sue opere fino al momento presente, come dimostrano le rappresentanze qui presenti: le oblate, le missionarie, i membri della Compagnia; le dirigenti e le alunne delle Scuole di Vita Familiare, ormai diffuse nelle varie regioni d’Italia; i responsabili, i collaboratori e i benefattori del movimento «Apostoli del Focolare», con nuclei familiari al completo e gruppi di sposi novelli, testimonianza viva dell’attività e dei frutti dell’Istituto «Pro Familia».

Il piccolo granello di senapa gettato il 25 aprile del 1918 in Brescia, con la prima Scuola, della Buona Massaia, nella parrocchia dilettissima, a cui Noi stessi con la Nostra famiglia Ci onorammo di appartenere, è diventato un grande albero, che cresce tuttora rigogliosamente; Ce ne rallegriamo di cuore con tutti voi; e vi ringraziamo per averci voluto ricordare l’umile ma singolare posto che la Nostra buona, indimenticata Mamma ebbe in quelle lontane origini, incoraggiando don Zuaboni - com’egli lasciò scritto nelle sue memorie - ad ampliare e diffondere quelle Scuole, di cui ella stessa, con altre madri della parrocchia, aveva sperimentato l’efficacia per il bene della propria casa. Quei ricordi Ci tornano tanto graditi, commovendoci nel Nostro intimo: e vedendo come oggi l’opera compia la sua missione, infaticabilmente, con l’organizzazione dei suoi corsi di preparazione specializzata e di formazione spirituale a beneficio della gioventù, dei fidanzati, degli sposi, e con l’efficienza validissima - per presentazione e per contenuto - della sua stampa periodica, non possiamo non far sorgere dal cuore l’inno del ringraziamento al Signore per codesti mirabili incrementi, con cui Egli ha accompagnato il cinquantenario cammino dell’Istituto.

Ci allieta soprattutto vedere quali cure siano impartite alla Sezione degli «Apostoli del Focolare», affinché si moltiplichino le famiglie, i cui membri si impegnano con una pubblica promessa, fatta davanti al Pastore della diocesi, a santificare il loro stato matrimoniale, divenendo testimonianze viventi, di fronte al mondo, della grandezza, della bellezza, della santità del matrimonio cristiano. Risposta più bella non potrebbe esser data all’augurio del Concilio Vaticano II, il quale ha auspicato che i coniugi, «creati ad immagine del Dio vivente e costituiti in un ordine autentico di persone . . . . seguendo Cristo principio di vita, nella gioia e nei sacrifici della loro vocazione, mediante il loro amore fedele, possano diventare testimoni di quel mistero d’amore, che il Signore ha rivelato al mondo con la sua smorte e risurrezione» (Gaudium et Spes, 52).

Ed è anche questo il Nostro voto, con cui accompagniamo la lieta commemorazione del vostro cinquantenario. Amiamo nutrire la fiducia che le famiglie, che voi preparate fin dalle prime fasi della giovinezza e del fidanzamento, siano la risposta concreta e immediata alla consegna che Noi abbiamo recentemente dato alle coppie di sposi cristiani, nella Nostra Enciclica «Humanae vitae», come una delle più opportune forme di apostolato del tempo presente: quello degli sposi stessi, che si fanno apostoli e guide di altri sposi, comunicando ad altri la loro esperienza (cfr. Humanae vitae, 26). A tanto incoraggiamo le famiglie, che fanno capo alle Sezioni di Apostoli del Focolare: nel pericolo di egoismo, di diffidenza, di crisi, che sembra paralizzare come un gelo tante coppie di sposi, dipingendo a tinte fosche i pesi dell’onestà coniugale e i pericoli della figliolanza, siate col vostro esempio, con la vostra forza, con la vostra donazione amorosa la prova eloquente che soltanto l’adempimento della Legge divina, già inscritta nel cuore dell’uomo con le precise e inequivocabili leggi della natura, può da una parte assicurare alle persone l’ideale maturazione affettiva, la pienezza della propria vocazione umana e cristiana, la gioia profonda e incomparabile del dovere compiuto, quali collaboratori diretti di Dio nella sua stessa opera creatrice; e assicurare, dall’altra, alle famiglie l’intera gamma di una ricca esperienza umana, la sicurezza della stabilità affettiva, i mezzi necessari per affrontare le difficoltà della vita, sia per i figlioli che si preparano al domani, sia per gli stessi coniugi, la cui vecchiaia non conoscerà la solitudine, o la monotonia, o il vuoto degli affetti e dell’anima, la tristezza di un arido tramonto senza amore.

Ma soprattutto amiamo incoraggiare voi, membri e oblate e missionarie dell’Istituto «Pro Familia»; continuate nella vostra dedizione, spendendo tempo, energie, possibilità, mezzi nel formare gli sposi e le spose, i padri e le madri del domani, che sappiano essere sempre all’altezza della loro grande missione. Ne dipende l’integrità e la saldezza della società civile, la fecondità stessa della Chiesa, che trae dalle famiglie cristiane le schiere dei suoi sacerdoti e delle anime consacrate. Sia questo l’impegno vostro quotidiano, la forza che vi sostenga nel sacrificio, l’ideale che vi regga nel lavorio di perfezione interiore, affinché, come fiaccole piene di luce, possiate diffonderla sempre di più, a beneficio delle famiglie cristiane, sulla scia degli esempi di quella Sacra Famiglia di Nazareth, che è il modello proposto alla vostra spiritualità consacrata. E nel nome di essa, tutti vi benediciamo, con paterna effusione di affetto che vuole estendersi all’intero Istituto, a quanti vi attingono ispirazione e insegnamento, alle sue iniziative e attività, affinché in tutti regni la pace e la benedizione di Dio.

   



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