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DISCORSO DI PAOLO VI
AI MEMBRI DEL COMITATO PERMANENTE DEI
CONGRESSI INTERNAZIONALI PER L’APOSTOLATO DEI LAICI

Sabato, 20 dicembre 1969

 

Diletti Figli,

Con vivo piacere riceviamo stamane il distinto gruppo di membri qualificati del Comitato Permanente dei Congressi Internazionali per l’Apostolato dei Laici, guidato dal venerato e caro Monsignor Castelli e venuto a porgerci, a nome di tutti i membri, il proprio filiale omaggio, al termine del mandato loro affidato.

Noi vi salutiamo tutti, diletti Figli, con l’affetto e la cordialità che meritano le vostre degne persone, e con la compiacenza e riconoscenza che sono dovute al vostro lavoro saggio e solerte.

Il vostro Comitato rappresenta una fase significativa nel cammino della vita della Chiesa che ha portato alle solenni affermazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II sul dovere dei laici di portare il proprio contributo sia alla missione salvifica della Chiesa (cfr. Cost. Lumen Gentium, 33), sia all’instaurazione dell’ordine temporale secondo il disegno di Dio (cfr. Decr. Apostolicam actuositatem, 5).

La bontà del Signore Ci ha concesso di seguire da vicino l’attività del vostro Comitato, fin da quando il Nostro Predecessore di venerata memoria Pio XII, nell’ormai lontano 23 gennaio 1952, ne poneva le basi. Fu davvero, quello, un gesto profetico, se si pensa agli sviluppi che avrebbe dovuto avere la benemerita Istituzione e al suo ruolo di somma importanza nei grandi avvenimenti della Chiesa che si verificarono negli anni successivi.

Abbiamo presente davanti al Nostro spirito il quadro consolante delle attività molteplici svolte dal vostro Comitato nel periodo della sua vita non lunga, ma intensa e feconda. A Noi basta soltanto ricordare la sua presenza ai lavori del Concilio. Presenza non tanto appariscente, ma attiva ed efficace, alla quale si deve riconoscere una parte determinante nella elaborazione dello storico Decreto sull’Apostolato dei Laici. E se oggi la Chiesa ha motivo di rallegrarsi per l’istituzione del «Consilium de Laicis» inserito negli organi della Santa Sede, possiamo dire che questo nuovo organo ha avuto in qualche modo nel vostro Comitato la sua naturale premessa.

Abbiamo voluto ricordare con voi le tappe più significative del cammino quasi ventennale del Comitato anzitutto per ringraziare il Signore che lo ha guidato nei non facili compiti ad esso affidati; e inoltre per esprimere pubblicamente a voi tutti i sentimenti della Nostra sincera gratitudine, ben sapendo come voi abbiate reso questo servizio alla Chiesa affrontando con competenza e dedizione i problemi che vi sono stati via via sottoposti, ed acquistando perciò meriti che solo il Signore potrà degnamente valutare e ricompensare.

Ma se il vostro Comitato ha cessato le sue attività, non per questo dovrà venir meno in voi lo spirito che vi ha guidati e sorretti finora. La buona memoria di questi anni di assiduo e fecondo lavoro vi aiuti ad essere sempre più coscienti delle responsabilità del Laicato in quest’ora così importante della storia, e vi incoraggi a continuare con fedeltà e senza tentennamenti a servire Cristo nella sua Chiesa, qualunque sia l’impiego futuro delle vostre attività nel campo dell’apostolato.

Di tutto cuore Noi questo per voi chiediamo al Signore, mentre in pegno della Nostra paterna stima e benevolenza vi impartiamo l’Apostolica Benedizione.



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