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DISCORSO DI PAOLO VI
AI PARTECIPANTI ALLA XXIII ASSEMBLEA GENERALE
DELLA FEDERAZIONE DEGLI ISTITUTI DIPENDENTI
DALLA AUTORIT
À ECCLESIASTICA (FIDAE)

Lunedì, 29 dicembre 1969

 

La brevità, in cui siamo costretti a contenere questa Udienza, non Ci consente di dirvi in forma adeguata quanto essa ci sia cara, e quanti pensieri essa susciti nel nostro animo, sia per l’incontro con le vostre degnissime persone, sia per le questioni che investono la vostra attività e che proponete alla nostra riflessione. Non misurate dalla brevità e dalla semplicità di queste nostre parole l’interesse sommo, che noi tributiamo alla causa da voi promossa e servita, quella della Scuola cattolica, quella della Educazione cristiana giovanile, quella dell’arte di trasfondere la nostra cultura cristiana nel linguaggio vivo e nelle forme geniali e appropriate nelle nuove generazioni.

Non possiamo entrare neppure nel merito delle vostre relazioni. Abbiamo visto nel programma di codesta XXIII Assemblea generale della vostra Federazione degli Istituti scolastici dipendenti dall’Autorità ecclesiastica - la ben nota F. I. D. A. E. - come voi proponiate alle vostre trattazioni e discussioni temi di grande importanza e di grande attualità. Maestri siete e da maestri studiate e parlate: ce ne dà garanzia la perizia, a noi ben nota, del principale relatore, D. Vincenzo Sinistrero; e ce ne offre conferma la sperimentata competenza del vostro Presidente Generale, P. Pio Bianchini, e così quella degli altri oratori. Possiamo ben credere che «le nuove prospettive della nostra Scuola nel momento attuale», tema dell’Assemblea, abbiano in codesta occasione un esame serio e non puramente teorico, ma inteso altresì a pratiche applicazioni, tali da far profittare gli Istituti, che voi qui rappresentate, ed anche al di là della loro sfera i benefici effetti delle vostre analisi e dei vostri propositi. Procureremo Noi stessi di averne poi riassuntiva informazione.

FUNZIONE COMPLEMENTARE

Noi pensiamo che in questo incontro voi attendete da noi altra parola che non quella tecnica e specifica, relativa ai vostri problemi professionali. Voi attendete una parola corroborante, fosse pur quella udita da altre labbra, o quella autorevolissima e per sé sufficiente del Concilio ecumenico nella sua celebre e fondamentale «Dichiarazione sull’educazione cristiana». E la parola è precisamente quella conciliare: «la scuola cattolica... conserva la sua somma importanza anche nelle circostanze presenti» (ib. n. 8). La ripetiamo questa parola, perché si diffonde il dubbio se la Scuola cattolica abbia ancora una funzione sua propria nel tempo nostro, quando la Scuola pubblica, quella istituita e promossa dall’autorità civile, ha assunto tale sviluppo ed offre tali agevolazioni da soddisfare ampiamente i bisogni scolastici della società, tanto da meritare elogio e fiducia. Vi è ancora posto per una Scuola confessionale e privata? Rispondiamo affermativamente; e ciò in omaggio alla conclamata libertà dei cittadini, alla funzione complementare e, in certa misura, competitiva della Scuola libera, e soprattutto alla originalità della Scuola cattolica per la ricchezza e la fermezza dei principii religiosi e pedagogici, derivati dal divino magistero di Cristo e professati da quella «Mater et Magistra», ch’è la Chiesa, i quali possono informare tutta la sua arte d’insegnare, d’educare, di formare logicamente e fortemente l’Alunno alla vita. La Scuola cattolica è necessaria, ancora oggi, anche se la sua efficienza statistica è assai diminuita, e se dobbiamo riconoscere anche i meriti, sotto certi aspetti veramente notevoli, della pubblica Scuola. È necessaria per chi voglia una formazione cattolica coerente e completa; è necessaria come esperienza complementare nel contesto della società moderna; è necessaria, anche se di più lo era in passato, dove mancano altre Scuole; è necessaria, osiamo dire, anche per uso interno della Chiesa, affinché cioè la Chiesa non venga meno nello sforzo e nella capacità d’esercitare il suo fondamentale ministero, quello d’insegnare. Sappiamo le obiezioni, sappiamo le difficoltà, che si oppongono oggi a conservare un apparato scolastico, alimentato da risorse private, e posto a confronto con gli sviluppi edilizi, gli apparati tecnici, le agevolazioni economiche e assistenziali e gli incrementi organizzativi, assai favoriti dal pubblico erario per la pubblica Scuola. S’imporranno nuovi sacrifici, riduzioni di Istituti, specializzazioni particolari. Forse la chiusura? Dio non voglia; la vostra costanza, Noi speriamo, meriterà alla Scuola cattolica di sopravvivere onoratamente e di giustificare per i suoi meriti la sua esistenza a beneficio, non solo della Chiesa che la promuove, ma altresì delle Famiglie che le conservano fiducia, e dello Stato stesso, ch’essa fedelmente serve.

VOLONTEROSI PROGRAMMI

Ma questo accenno alla necessità d’esistenza e alle angustie crescenti della Scuola cattolica ci suggerisce un altro avvertimento, anch’esso audace e difficile, ma già assunto dai vostri volonterosi programmi. Ed è questo: anche le nostre Scuole devono rinnovarsi. Non sia la sofferenza, in cui ora esse si trovano, a impigrire la loro perspicacia operativa. Noi incoraggiamo anche cotesto sforzo verso un rinnovamento di programmi e di metodi. Le norme legislative, il confronto con altre esperienze, nazionali ed estere, la fiducia nella vostra propria tradizione educativa, un vigilante senso sociale, e finalmente lo studio dell’animo giovanile, quali si evolve sotto gli influssi della vita moderna, suggeriranno le vie da seguire in questo auspicato rinnovamento. Sappiamo che voi avete l’ansia di conseguirlo, di farlo progredire al lume di nuovi studi e di nuove esperienze: la nostra esortazione vi sostiene, la nostra preghiera vi implora dal Divino Maestro la grazia ed i carismi a ciò necessari.

E da ultimo un’altra ovvia raccomandazione, o piuttosto approvazione: lavorate insieme! La vostra Federazione compie venticinque anni d’esistenza. Nessuno vorrà dire ch’essi furono vuoti d’operosità e di risultati. Noi esprimiamo plauso e riconoscenza a quanti hanno dato alla F.I.D.A.E. l’adesione, l’aiuto, la guida, l’impronta di un organismo provvido e saggio. Sostenetelo. e sviluppatelo. Vi segue la Nostra stima e la Nostra affezione. Per voi, per i vostri rispettivi Istituti, per la prosperità della Scuola cattolica, eccovi ora la Nostra Apostolica Benedizione.



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