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DISCORSO DI PAOLO VI
A CHIUSURA DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI

Sabato, 1° marzo 1969

 

Al termine del corso di Esercizi Spirituali, predicato in Vaticano dal Rev.mo Padre Abate D. Gabriele Brasò, Presidente della Congregazione Benedettina Sublacense, il Santo Padre rivolge alcune parole di ringraziamento e di augurio ai presenti. Egli, anzitutto, esprime viva riconoscenza al Signore, quindi si dice grato al predicatore che ha parlato con ispirazione, con precisione, con carità, facendo largo uso della Sacra Scrittura e offrendo la dottrina teologica con lo sguardo costantemente rivolto al mondo contemporaneo. Più oltre Sua Santità accenna al tema della Chiesa, mettendone in rilievo due grandi arterie: la linea gerarchica, cioè la parte visibile, e quella invisibile, che è lo Spirito Santo.

Paolo VI invita gli ascoltatori a far convergere l’elemento esterno e quello interno, affinché, con i loro sforzi e con la loro generosità, e con la Grazia di Dio, lo Spirito Santo come sempre sia anche oggi anima della Chiesa.

Il Papa insiste sul concetto di necessità dello Spirito Santo, Occorre comprendere la sua presenza, aver Fede, fargli strada, invocarlo affinché il Vangelo, tramite la Chiesa, giunga efficacemente agli uomini del nostro tempo, stimolandoli verso il bene.



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