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DISCORSO DI PAOLO VI
SUL DONO DELLA VOCAZIONE SACERDOTALE

Venerdì, 21 marzo 1969

 

Ci rivolgiamo a voi in questa lieta circostanza come «consenior et testis Christi passionum» (1 Petr. 5, 1), come Rappresentante in terra di Gesù, Figlio di Dio nato dalla sempre Vergine Maria, che ha voluto, per un insondabile disegno di amore, scegliervi singolarmente come suoi intimi amici (cfr. Io. 15, 15), rendendovi partecipi del Sacerdozio ministeriale, che vi pone in una particolare dignità e responsabilità nell’ambito del Popolo di Dio.

Alla scelta di predilezione di Cristo voi avete dato una risposta generosa, ma preparata e meditata per i lunghi anni di studio sacro, di preghiera, di sacrificio, in una donazione assoluta, totale, perpetua alla sua Persona, per diventare docili, responsabili e fervorosi «strumenti vivi di Cristo, eterno Sacerdote, per proseguire nel tempo la sua mirabile opera, che ha restaurato con divina efficacia l’intero genere umano» (Decr. Presbyterorum Ordinis, 12).

Un dono immenso il Sacerdozio, affidato alle nostre fragili mani di uomini, affinché ci sia dato di custodirlo con amore sempre crescente. È quello che ai sacerdoti ha ricordato continuamente ed in parecchi documenti il Concilio Vaticano 11, il quale, sintetizzando la fede e la vita della Chiesa, nell’impegno di porgere religioso ascolto alla parola di Dio e di proclamarla con ferma fiducia (cfr. Cost. Dei Verbum, 1) ha ribadito la dignità eccelsa del Sacerdozio, ma anche gli impegni di santità che ne derivano.

Il ricordo delicato e irrepetibile della vostra Ordinazione Sacerdotale sia perciò sempre presente nel vostro cuore, per animare ogni azione apostolica, per superare ogni immancabile difficoltà. La Chiesa vi invia ora nel mondo, con la gioia, ma anche con la trepidazione, con cui il Cristo mandò i suoi apostoli affinché fossero il sale della terra e la luce del mondo (cfr. Matth. 5, 13).

Siamo lieti di vedere accanto a voi i vostri congiunti, i quali vi hanno accompagnato con tanto sacrificio fino al traguardo di questo giorno, e, a nome della Chiesa, anche a loro esprimiamo il Nostro compiacimento, e diciamo il Nostro grazie.

In pegno di tali voti impartiamo a voi, ai vostri familiari, ai vostri Superiori, la Nostra Benedizione Apostolica.



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