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DISCORSO DI PAOLO VI
AL PELLEGRINAGGIO DELLA PARROCCHIA DI ISOLA DELLA SCALA
IN MEMORIA DEL CARDINALE GIULIO BEVILACQUA

Lunedì, 24 marzo 1969

 

Diletti figli,

Sentimenti di viva compiacenza Ci inondano l’animo nell’accogliervi stamane alla Nostra presenza. Guidati dal caro e venerato Pastore della vostra Diocesi, e recandoci l’omaggio della Parrocchia di Isola della Scala, voi Ci portate la viva eco e l’atmosfera religiosa della vostra terra.

Ma graditissimo Ci è questo incontro con voi anche per l’onda di soavi ricordi che la vostra presenza ridesta nel Nostro cuore. Ci procura infatti la gioia immensa di vedere qui dinanzi a Noi una folta rappresentanza della comunità parrocchiale di Isola della Scala, luogo natale di quella grand’anima del compianto Cardinale Bevilacqua, la cui memoria voi, con pensiero delicato e gentile, intendete particolarmente onorare con l’odierno pellegrinaggio.

I vincoli spirituali che fin dalla Nostra adolescenza Ci uniscono a questa incomparabile figura di sacerdote, di educatore, di apostolo, fanno sì che Noi accogliamo con la più viva commozione il vostro omaggio filiale, che Ci fa sentire così vicino in questo momento lo spirito dell’indimenticabile Cardinale.

E comprenderete allora come spontanea salga dal Nostro cuore l’esortazione che amiamo rivolgere a voi ora a conservare gelosamente la sua eredità spirituale, come ne conservate tuttora il ricordo con tanto affetto e venerazione, a camminare sempre sulla via che egli vi ha luminosamente tracciata, a seguire il suo alto esempio di profonda religiosità, di dedizione piena al servizio di Dio e della Chiesa, di fede vissuta che si traduceva in opere di indefessa laboriosità, di bontà d’animo su cui fioriva e si espandeva in maniera mirabile la virtù soprannaturale della carità.

In tal modo voi vi renderete degni di questo figlio che la vostra Comunità parrocchiale ha dato alla Chiesa, e vi renderete degni altresì delle gloriose tradizioni cattoliche della vostra popolazione, particolarmente benedetta dal Signore ed erede di un patrimonio morale e spirituale di incomparabile valore.

Questo diciamo non tanto perché di ciò siate fieri - il che è pur legittimo quando di tanti benefici si riconosce nella bontà di Dio la sorgente, e nella sua gloria lo scopo - quanto piuttosto perché sentiate la responsabilità di così copiosa dovizia di doni che vi sono stati affidati, e li sappiate con zelo conservare e trafficare.

Ciò del resto si addice al momento che la Chiesa attraversa, richiedendo essa da tutti i suoi figli, oggi più che mai, una rinnovata presa di coscienza dei doveri cristiani e un più fervido impegno perché la società si apra all’influsso del regno di Cristo. Sono le consegne del Concilio Ecumenico Vaticano II, e sono le Nostre più ardenti speranze. Che il Signore vi aiuti a corrispondervi, mantenendovi saldi in quella fermezza di fede e di propositi di vita cristiana, che siete venuti ad alimentare presso la Tomba dell’Apostolo San Pietro.

Grazie, adunque, figli carissimi, di questa vostra visita; grazie dei doni che Ci avete portati con tanta delicatezza e generosità di animo; grazie soprattutto della vostra testimonianza di fede e di devozione, che Noi volentieri ricambiamo col Nostro affetto, assicurandovi un particolare ricordo per voi e per i vostri cari nella Nostra preghiera al Signore Gesù. E nel suo Nome a tutti con effusione di cuore impartiamo la propiziatrice Apostolica Benedizione.



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