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DISCORSO DI PAOLO VI AL CONVEGNO
DELLE DELEGATE DEL CENTRO ITALIANO FEMMINILE

Lunedì, 6 dicembre 1971

 

Figlie carissime,

È con gioia sincera che oggi accogliamo le dirigenti nazionali, regionali e provinciali del Centro Femminile Italiano, convenute a Roma per discutere insieme le nuove strutture organizzative decise nel Convegno nazionale dello scorso anno.

La vostra visita ha per Noi una commovente virtù evocatrice, avendo Noi avuto la ventura di seguire da vicino fin dalle origini le vicende di questo ormai rinomato e tanto benemerito movimento. Nostro desiderio pertanto sarebbe di intrattenerci a lungo con voi ed esaminare insieme i problemi che interessano il vostro Sodalizio. Ma il breve spazio di questo incontro non ci impedisce dall’esprimere a voi tutte la Nostra più viva riconoscenza. Vi ringraziamo, innanzitutto, per la vostra cara presenza, che ci dimostra i sentimenti di fedeltà e di devozione sia dei vostri animi, sia dei rispettivi centri da voi guidati e rappresentati. Vi ringraziamo altresì per i propositi che, mediante la parola della vostra solerte e degna Presidente, voi ci avete manifestati. Sappiamo bene per lunga esperienza che non si tratta di parole retoriche e convenzionali, ma di impegni, a cui voi certamente darete esecuzione, e alla cui applicazione saprete chiamare le iscritte al movimento, e altre persone di buona volontà. Vi ringraziamo infine dello spirito che vediamo animare l’intera organizzazione, e che ci consola immensamente, perché ci rivela come essa, pur orientata verso mete nuove e pur dandosi nuove strutture per inserirsi meglio nella realtà sociale contemporanea, tuttavia si mantiene fedele, viva, operante sul sentiero antico della sua ispirazione cristiana; di quelle premesse ideologiche, cioé, sulle quali si fonda la giusta concezione femminista del Centro stesso, e dalle quali trae origine e forma la sua provvida attività in campo civile.

Non perderemo, pertanto, quest’occasione per ripetere a voi tutte la fiducia e la stima che Noi tributiamo al vostro grande Sodalizio. Anche se in questo periodo della sua solerte operosità profonde mutazioni sono avvenute sia nella società italiana circa la famiglia, il costume e la mentalità, sia nella Chiesa stessa sotto l’impulso del Concilio Ecumenico per quanto riguarda la maggior presa di coscienza delle responsabilità del laicato cattolico nell’ambito delle realtà temporali relative alla vita cristiana, non per questo è diminuita la validità e l’attualità della presenza del vostro Centro nel contesto sociale della Nazione. Con i suoi programmi, i suoi metodi e le sue iniziative nel settore assistenziale e in quello della formazione della donna circa i suoi doveri nella vita familiare e pubblica, il Centro Femminile Italiano molto può contribuire ancora affinché la donna corrisponda alla missione, che la società contemporanea da una parte, e la Chiesa Cattolica dall’altra, meritamente le riconoscono. Molti infatti sono ancora i problemi che riguardano la nuova condizione della donna e la sua integrazione e complementarietà nella vita civile e sociale, come pure esistono ancora numerosi gruppi femminili che devono essere sollecitati ed aiutati nella assunzione delle loro responsabilità. Inoltre, non bisogna dimenticare la necessità di una ferma presa di posizione contro la diffusione di certi principi sovvertitori del costume femminile e di quei valori, che devono ritenersi sacri e fondamentali, perché reggono la vera fisionomia umana e cristiana della donna, della sua dignità e della sua specifica missione. La fedeltà ai principi della sana moralità non mai deve essere assente o negletta in una attività come la vostra; essa non sarà mai una catena molesta che mortifica o arresta la donna nelle sue legittime aspirazioni, ma sarà invece il sostegno sicuro perché la donna stessa possa innalzarsi sempre più verso i più puri ideali della sua femminilità, e della sua funzione in seno alla famiglia e alla società.

A tale scopo, noi confidiamo molto nel rinnovamento che è in corso in seno al vostro movimento. Rinnovamento che, come voi giustamente l’avete inteso, riguarda le strutture e i metodi di lavoro per adeguarli alle mutate condizioni storiche, culturali, sociali ed ecclesiali, in piena coerenza con i motivi ispiratori del movimento stesso. Si tratta perciò di capacità di muoversi coi tempi, non di recidere ogni legame con le proprie tradizioni ed esperienze; si tratta di superamento del passato, non di frattura con esso.

Vi diremo adunque: continuate, figlie carissime, anzi raddoppiate le vostre cure, le vostre provvidenze, affinché l’organizzazione, sempre più degna della sua storia bellissima, corrisponda ai presenti bisogni e alle nostre vive attese. Contiamo tanto sopra di voi e vi seguiamo con la Nostra preghiera, con l’auspicio che il Signore della pace e dell’amore avvalori i vostri sforzi generosi con l’onnipotente sostegno della sua grazia.

L’Apostolica Benedizione, che ora di cuore vi impartiamo, sia suggello dei Nostri voti cordiali e pegno di felici incrementi.

                                    



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