Index   Back Top Print

[ IT ]

DISCORSO DI PAOLO VI
AL COMITATO CENTRALE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE
DELLE FAMIGLIE DEI CADUTI E DISPERSI IN GUERRA

Sabato, 20 febbraio 1971

 

La ringraziamo, Signor Generale, delle commosse parole che ci ha rivolte, interpretando i sentimenti di codesti degnissimi Dirigenti Nazionali, anzi dell’intera Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in guerra. Mentre Ella parlava, abbiamo veduto come dispiegarsi davanti ai Nostri occhi tutte le persone che voi, in questo momento, rappresentate: figli, spose, madri, congiunti di giovani generosi, che hanno dato la vita, offrendo se stessi per il bene della comunità nazionale, senza più tornare alle loro case. È come una teoria immensa di dolenti, che portano con dignità e fierezza la loro Croce; è una somma incalcolabile di sofferenze, per lo più nascoste, forse non convenientemente apprezzate, che la Fede avvalora, e la pungente nostalgia dei cari scomparsi, non che mitigare e lenire, ogni giorno rinnova e acuisce: è una silenziosa coorte di anime, il cui dolore, permesso dagli imponderabili disegni della Provvidenza, equivale a una carica incommensurabile di ricchezza spirituale, di merito, di elevazione per l’umanità e per la Chiesa, che vive nella fede consolatrice del dogma della Comunione dei Santi.

Vorremmo che assicuraste a tutti gli associati che il Papa è vicino ad essi, e con essi soffre e piange, spera e prega. Vorremmo che diceste loro a nome Nostro che le lacrime, versate nel rimpianto di chi più non è con essi, sono preziose davanti a Dio, e che Noi stessi le offriamo nel calice della Nostra Messa quotidiana, affinché il Signore dia la luce eterna ai caduti in premio del loro eroismo, restituisca i dispersi e dia il conforto della sua pace e del suo amore a quanti li ricordano con la pienezza dell’affetto. Siate sempre certi del Nostro appoggio e della Nostra benevolenza: e tutti vi consoli la Nostra Benedizione.

                               



© Copyright - Libreria Editrice Vaticana