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DISCORSO DI PAOLO VI
ALL'EPISCOPATO DELLA POLONIA

Sabato, 2 dicembre 1972

 

Venerabili Fratelli e carissimi Figli,

Sentimenti di viva gratitudine e di sincero compiacimento ci inondano l’animo nel ricevere un gruppo così distinto e qualificato di figli della diletta Polonia, guidato dal venerato e tanto benemerito Primate Cardinale Stefano Wyszynski, insieme a così numerosi Pastori. «Grazie e pace a voi - vi diremo salutandovi con le parole di San Paolo ai Tessalonicesi -: ringraziamo sempre Iddio per tutti voi, nelle nostre preghiere; ricordiamo ininterrottamente davanti a Dio nostro Padre la vostra fede operosa, l’ardua carità, la perseverante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo» (Thess. 1, 2-3).

Questo incontro si svolge in un momento da voi considerato storico della vita religiosa della vostra Nazione. Esso acquista un particolare significato; non è soltanto un atto di fede, una ordinaria manifestazione di devozione al Vicario di Cristo, ma costituisce altresì un auspicio consolantissimo per la vita religiosa ed ecclesiale della Polonia.

Dalle parole del vostro Cardinale Primate, lette dall’Arcivescovo di Poznan, che in maniera così toccante ed eloquente si è fatto interprete delle vostre fiorenti comunità cristiane, abbiamo appreso con soddisfazione i sentimenti e i propositi che vi animano in questo momento. Sono essi il frutto della testimonianza cristiana generosamente vissuta dalle vostre popolazioni, sono l’espressione della fedeltà dei cattolici della Polonia, compatti nell’osservanza della loro fede e nell’obbedienza alle direttive dei loro Pastori.

In questa particolare circostanza, permetteteci che vi raccomandiamo di rinsaldare sempre più questa intima vostra coesione, come l’imperativo principale dell’ora presente. Siate sempre uniti. Unità tra i sacri Pastori nello studio dei piani di lavoro pastorale, nel- l’azione, nell’applicazione delle norme del recente Concilio; e unità dei sacerdoti con la sacra gerarchia e coi loro fedeli. La fiorente vita religiosa che oggi caratterizza le vostre Diocesi, non si deve forse in gran parte proprio a tale unione dei vostri Pastori e dei vostri sacerdoti, i quali hanno saputo rimanere sempre vicini al loro popolo, condividendone le ansie e le speranze, le gioie e i dolori?

Desideriamo ancora raccomandarvi caldamente di mantenere vivo tra voi il senso della tradizione storica e spirituale della vostra Nazione. Siate profondamente polacchi e cattolici.

Rientra nella tradizione religiosa del vostro popolo la fioritura meravigliosa di santità che la generosa terra di Polonia in ogni tempo ha saputo esprimere attraverso le sue comunità. Come non ricordare la schiera numerosa di Santi polacchi, ultimo dei quali il Beato Massimiliano Kolbe, gloria della Chiesa cattolica e della vostra gente? Abbiate il culto dei vostri Santi. E specialmente perseverate nella devozione a Maria Santissima, Madre della Chiesa, tanto onorata nei vostri santuari, in particolar modo in quello di Czestochowa, dove vi è dato promuovere grandiose manifestazioni pubbliche di pietà mariana. Tutto ciò in modo mirabile aiuterà la vostra gente a custodire intatti i valori sacri della famiglia, preparando la vostra gioventù a ricevere generosamente la preziosa eredità delle virtù cristiane, a plasmarsi, sopra di essa, nella adesione al Vangelo di Cristo e nel servizio leale della Chiesa e della patria.

Un’ultima parola di esortazione, Figli carissimi. A non pochi di voi qui presenti è concesso il privilegio di risiedere in questa Città, nel cuore stesso della Chiesa cattolica, e di svolgere incarichi anche molto delicati nel governo centrale della Chiesa. Ci piace ravvisare in ciò la testimonianza viva e l’espressione sensibile di quei saldi vincoli che lungo i secoli hanno sempre legato la Polonia con il centro della cattolicità. Adoperatevi a che abbia a mantenersi intatta questa millenaria tradizione di fedeltà, questa stretta unione del vostro popolo con la Sede Apostolica e col Romano Pontefice, «principio e fondamento dell’unità della fede e della comunione» (Lumen Gentium, 18). L’odierno incontro con l’umile Successore di Pietro che vi parla, vi confermi in questi propositi.

Grazie, adunque, Figli carissimi della Polonia, di questa vostra visita; grazie degli auguri che ci siete venuti a portare con tanta delicatezza e pietà filiale; grazie soprattutto della vostra testimonianza di fede e di dedizione, che noi volentieri ricambiamo col nostro affetto, assicurando un particolare ricordo per voi e per tutti i vostri connazionali nella nostra preghiera al Signore Gesù, nel cui nome a tutti con effusione di cuore impartiamo la propiziatrice Apostolica Benedizione.

                                                           



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