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DISCORSO DI PAOLO VI
AI PARTECIPANTI AL IX CONVEGNO
DELL'ASSOCIAZIONE ARCHIVISTICA ECCLESIASTICA

Mercoledì, 8 novembre 1972

 

L'odierno incontro, Figli carissimi che partecipate al IX Convegno indetto dall’Associazione Archivistica Ecclesiastica, ci riesce assai gradito perché ci riporta all’incontro avvenuto a Milano nel settembre 1958: era quello il II Convegno, e si era quindi agli inizi di un dialogo, che vediamo ormai consolidato nello scambio fecondo delle esperienze e dei risultati d’indagine. Da allora, altre volte abbiamo avuto occasione di rivolgervi la parola, ed ora siamo lieti di rinnovare il saluto per confermare - se ve ne fosse bisogno - quanto noi apprezziamo non soltanto questo iniziativa, ma il lavoro, altresì, che ciascuno di voi compie negli Archivi delle Chiese diocesane e delle Case religiose. Lavoro umile e nascosto, ma sempre importante e prezioso. Questo ben sanno i Vescovi ed i Superiori, allorché, scegliendovi per tale ufficio, vi affidano e confidano un patrimonio geloso, riservato e, per tanta parte, segreto.

È, infatti, negli Archivi la documentazione di prima mano, cioè diretta e autentica, della vita e dell’attività della Chiesa: si comprendono, pertanto, le reiterate raccomandazioni della Sede Apostolica, perché ciò che in essi è raccolto, sia ben custodito, conservato e studiato. Sì, perché le antiche carte, a chi le sa scorrere e le legge e le interpreta con l’uso dei sussidi opportuni e delle scienze ausiliarie, parlano eloquentemente e testimoniano le vicende umili e grandi, di cui è intessuta la storia bimillenaria della Chiesa. Ma non è nostra intenzione insistere nel ricordo dei meriti che essa, per l’abbondanza dei materiali dei suoi Archivi e per la rinomanza degli ecclesiastici che coltivarono con onore le discipline paleografiche e diplomatiche, ha acquistato in campo culturale. Vorremmo dirvi, piuttosto, che questa lunga tradizione non solo ha un intrinseco valore scientifico, ma riveste, oggi soprattutto, un valore eminentemente ecclesiale. Al di là dell’esercizio tecnico della vostra attività, ci piace sottolineare questa funzione che diremo storico-religiosa, perché, rivolgendosi agli eventi della Chiesa, consente di individuare le linee maestre di un’azione ininterrotta che tocca le forme e i modi dell’annuncio evangelico, della pastorale, delle istituzioni assistenziali nelle varie età: così la visione si eleva, e si scopre quale sia stata, in concreto, la presenza della Chiesa nella società umana.

Il nostro augurio è che, grazie al vostro impegno, nuovi elementi siano portati alla luce ed un tale patrimonio sia meglio conosciuto ed utilizzato. Vi conforti nel quotidiano lavoro la convinzione che ad esso noi guardiamo con vivo interesse. Ne sia conferma la nostra Benedizione Apostolica.

                                                                 



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