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DISCORSO DI PAOLO VI
AI PARTECIPANTI ALLA VI EDIZIONE
DELLA GARA CICLO-TURISTICA INTERNAZIONALE

Mercoledì, 4 luglio 1973

 

Figli carissimi,

Ci è molto gradito accogliere, questa mattina, codesto vibrante gruppo di partecipanti al sesto «Raid» Cicloturistico Internazionale che, preso il via da Campione d’Italia, terminerà a Mariano Comense, con chiusura definitiva al Santuario della Madonna del Ghisallo. Abbiamo saputo che, celebrandosi quest’anno il XXV anniversario della proclamazione della Vergine del Ghisallo a Patrona dei ciclisti d’Italia, voi avete voluto commemorare questa data col gruppo bronzeo «Il monumento al ciclista» che avete qui portato, perché sia benedetto da noi e sia poi collocato sul piazzale prospiciente il Santuario stesso, quale testimonianza dei vostri sentimenti di pietà verso la vostra Celeste Protettrice. Apprezziamo molto questo vostro pensiero, lieti di poter esprimere ancora una volta, in un’occasione così bella e significativa, il nostro ampio e paterno attestato di stima e di benevolenza verso i rappresentanti dello sport; e lieti soprattutto di poter intrattenerci un poco con voi, atleti carissimi, che sapete congiungere così bene l’ardua e severa disciplina della vostra professione sportiva con la testimonianza della fede cristiana.

Come atleti, voi offrite il magnifico spettacolo di una gioventù sana, forte, generosa. L’interesse che suscitate tra le folle con le vostre competizioni, è ben diverso da quello che si ha per gli idoli della vita mondana, che avviliscono i loro anni nella frivolezza e in una esistenza opaca, priva di nobili ideali. Voi invece date esempio, ai giovani soprattutto, di una vita severa, disciplinata, ardimentosa. Non si può essere sportivi, e tanto meno campioni, senza affrontare dure fatiche e senza arrivare alla padronanza e al controllo del proprio fisico, dei propri riflessi, della propria sensibilità. Lo sport che professate è una scuola anche di forza morale e spirituale.

Ma vi è un altro motivo di letizia che ci viene oggi offerto dalla vostra presenza: tra l’altro, ci avete portato il dono di dieci biciclette per le Missioni, quale filiale omaggio in occasione del decennale del nostro Pontificato. Grazie, figlioli, del vostro gentile pensiero! Questo gesto non è soltanto un atto di simpatia e di solidarietà verso chi, lottando come voi contro l’ignavia e le comodità, per altre vie e per altri motivi, ha saputo affrontare una vita ardimentosa, piena di rischio e di fatiche; ma è soprattutto una testimonianza della vostra fede cristiana. Fede che professate a testa alta, senza pavidità, lungo le vie delle vostre pacifiche gare sportive; ma che intendete accompagnare e avvalorare con le opere di carità. Vorremmo che tanti giovani, al pari di voi, comprendessero la bellezza e il valore di una concezione così virile della propria professione cristiana; è così che si realizza l’ideale del laico che il Concilio Ecumenico ha tracciato nei suoi documenti (Cfr. Lumen Gentium, 9, 10, 14); è di questi figli che la Chiesa oggi ha urgente bisogno.

La vostra celeste Patrona, la Vergine del Ghisallo, stimoli e alimenti sempre più nel vostro cuore pensieri e fervidi propositi di vita cristiana, e vi assista nelle vostre competizioni come in tutte le lotte della vita. A Lei affidiamo le vostre persone, i vostri cari e le vostre imprese agonistiche, mentre di cuore vi impartiamo la nostra Apostolica Benedizione.

                             



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