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DISCORSO DI PAOLO VI
AD UN GRUPPO DI SACERDOTI ROMENI

Lunedì, 22 ottobre 1973

 

Siamo molto lieti di vedere intorno a noi un gruppo, così rappresentativo, di sacerdoti della Romania, Nazione, per tanti motivi, così cara al nostro cuore.

Ben sapete, Figli carissimi, con quanta paterna sollecitudine noi seguiamo la situazione religiosa nella vostra cara patria e come vorremmo vedere che la fede e la vita cristiana profondamente radicate nei cuori dei cattolici romeni, fioriscano e si fortifichino sempre di più. Voi, quali membri di rito greco-cattolico della Chiesa di Romania, avete voluto radunarvi a Roma per trascorrere insieme qualche giornata di preghiera e per rinnovare sulla Tomba dell’Apostolo Pietro la vostra ferma adesione alla Santa Chiesa, alla Sede Apostolica ed al Vicario di Cristo.

Avete celebrato una solenne Liturgia proprio nella Basilica Vaticana ed avete voluto fare di quest’atto come il punto centrale del vostro incontro in Roma. Oggi, la vostra presenza qui è come una continuazione di questa preghiera e noi vogliamo dirvi che partecipiamo dei vostri sentimenti, dei vostri voti, dei desideri che avete espresso nel momento di offrire insieme al Signore il Sacrificio Eucaristico.

La sollecitudine di tutte le Chiese, alla quale si riferiva l’Apostolo Paolo, che, in virtù del nostro Ministero, ci richiama costantemente le sorti della Chiesa nelle varie parti del mondo, ci fa sentire particolarmente legati a tutti i cattolici che voi qui rappresentate.

Ben sappiamo che in mezzo alle loro difficoltà, essi rimangono saldamente attaccati a Cristo ed al suo Vicario in terra. Perciò nel nostro affetto e nelle nostre preghiere le loro intenzioni sono sempre presenti. Proprio per questa comunione di fede e di carità il nostro pensiero e la nostra azione vogliono essere sempre rivolti verso di loro, nella fiduciosa speranza che, con l’aiuto di Dio e la necessaria comprensione di tutti, si potranno superare quegli ostacoli per cui la vita e lo sviluppo della Chiesa non riescono a realizzarsi pienamente nelle condizioni volute da Cristo stesso per Essa.

Nell’esprimere questo voto, osiamo sperare fermamente che anche i nostri fratelli di Romania, ai quali ci unisce la medesima fede cristiana ma che ancora non sono in piena comunione con la Chiesa Cattolica, condividano queste nostre ansie e sentano come propri i nostri e vostri desideri.

In pegno del nostro speciale affetto, vi impartiamo, diletti Figli, la nostra Apostolica Benedizione.

                                               



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