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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AL GRUPPO DI LAVORO INTERCONFESSIONALE,
CURATORE DELLA NUOVA TRADUZIONE ITALIANA
DEL NUOVO TESTAMENTO

Sabato, 27 novembre 1976

 

Vi accogliamo con sincera gioia e vi ringraziamo per essere venuti a presentarci il volume «La Parola del Signore: il Nuovo Testamento interconfessionale in lingua corrente».

Perché questa nostra gioia? Per molteplici ragioni. Gioia innanzi tutto perché questa nuova traduzione è il risultato della collaborazione tra l’Alleanza Biblica Universale e la Federazione Cattolica Mondiale per l’Apostolato Biblico, ed essa avrà dunque una vasta diffusione non solo in Italia, ma anche in tutte quelle regioni del mondo in cui vivono persone di lingua italiana.

Gioia anche perché oggi noi incontriamo i rappresentanti di due organizzazioni che operano con grande zelo a preparare sempre nuove traduzioni delle Sacre Scritture in lingue che siano perfettamente accessibili non solo a persone di cultura, ma a tutti. Due organizzazioni infine che si sforzano di divulgare questi testi ad un costo molto ridotto o che, se necessario, offrono una diffusione gratuita. Ringraziamo di cuore per questo servizio reso alla Parola di Dio. Proprio come siamo grati a tutti coloro che operano a distribuire cibo o ricovero al corpo, specie in situazioni di grande disagio materiale, così siamo anche grati a voi che cercate di dare a tutto il mondo il cibo necessario per le anime: la Parola di Dio.

Sappiamo che in questi dieci anni che ci separano dalla conclusione del Concilio Vaticano II, seguendo l’indirizzo enunciato nella Costituzione Dogmatica «Dei Verbum», n. 22, sono state ultimate più di cinquanta traduzioni e approvate altrettante edizioni interconfessionali del Nuovo Testamento. Voi state ora impiegando le vostre forze affinché l’intera traduzione della Bibbia sia ultimata in centocinquanta lingue. Altra fonte di gioia è dunque per noi il fatto che cattolici ed altri cristiani raggiungano un accordo sulla traduzione di tutte queste lingue perché, tra l’altro, questo accordo testimonia davanti al mondo non cristiano e con vivida forza che la Sacra Scrittura è una fonte comune, o comunemente condivisa, della nostra fede cristiana.

Certo, rimane il fatto che, anche se possono essere unanimi sulla traduzione del testo sacro, non tutti i cristiani sono ancora uniti nell’interpretazione di tutti i versetti delle Sacre Scritture, che non tutti accettano il ruolo del Magistero della Chiesa, che dobbiamo tuttora confrontare le nostre differenze in un dialogo sincero, affinché la verità possa prevalere su queste differenze e possa così riunirci insieme. Questo dialogo procede sotto la guida dell’autorità della Chiesa. Nel frattempo le edizioni comuni delle Sacre Scritture, accuratamente preparate e debitamente approvate dall’autorità ecclesiale, sono uno strumento di testimonianza comune davanti al mondo.

Vi accompagnino, dunque, nel vostro lavoro i nostri voti augurali, uniti alla nostra preghiera, mentre, nell’accogliere questo Nuovo Testamento in lingua italiana come segno di speranza per il futuro, di cuore impartiamo a tutti voi, in pegno della nostra sollecitudine per l’apostolato biblico, la nostra Apostolica Benedizione.

                     



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