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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI DIACONI DEL SEMINARIO MAGGIORE DI MILANO

Mercoledì, 23 marzo 1977

 

Il Signore ci procura oggi una grande letizia, facendoci trovare stamane, sia pur brevemente, in mezzo a questa eletta schiera di Diaconi della sempre cara e indimenticabile Arcidiocesi di Milano.

Pertanto vi ringraziamo di cuore, figli carissimi, per questa visita, e insieme ringraziamo il vostro venerato Arcivescovo e il vostro zelante Rettore che vi hanno accompagnato.

Il vostro gentile pensiero rende la vostra presenza quanto mai significativa e gradita: vogliamo dire l’intenzione di collegare la trepida vigilia del vostro sacerdozio all’incontro con la nostra persona, e di ascoltare da noi una parola di esortazione, e di ripartire con una rinnovata, stimolante carica di spirituale energia per gli impegni formidabili che, tra breve, vi attendono.

Come Diaconi, già gustate la gioia di essere ormai associati al «servizio» vero e proprio della Chiesa.. Ma in questo momento i vostri animi sono senza dubbio protesi verso quella meta ancora più alta, ormai prossima, a cui Dio vi ha chiamati per fare di voi, con il sacramento dell’Ordine, i suoi ministri, i banditori del Vangelo di Gesù Cristo, i dispensatori del suo Sangue e della sua Parola.

Mancano le parole per esprimere tutta la grandezza e la responsabilità di questa missione; missione che costituisce la conferma sempre viva della grande promessa del Signore: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matth. 28, 20). Sì, i sacerdoti sono il segno della continuità e della presenza di Cristo Maestro e Pastore tra gli uomini, e manifestano la vitalità e la perennità della Chiesa. Come ha detto il Concilio Vaticano II, «essi, sotto l’autorità del Vescovo, santificano e governano la porzione del gregge del Signore loro affidata, al loro posto rendono visibile la Chiesa universale, e portano un grande contributo all’edificazione di tutto il Corpo di Cristo» (Lumen Gentium, 28). Chi può misurare tutto il bene che procura alla Chiesa un’esistenza sacerdotale generosa, umile, sacrificata, interamente dedita alla gloria di Dio e al servizio delle anime? Sia questo allora il culmine dei vostri pensieri, delle vostre aspirazioni, delle vostre speranze, dei vostri propositi giovanilmente ardenti e costruttivi: diventare pienamente sacerdoti di Cristo per l’edificazione del Popolo di Dio.

È l’augurio che vi facciamo in questo caro incontro, ed è altresì la preghiera che eleviamo per voi, avvalorata dalla nostra Benedizione Apostolica, che estendiamo ai vostri cari e a tutta la grande famiglia dell’Arcidiocesi Ambrosiana.

                                 



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