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LETTERA DI SUA SANTITÀ PIO XII
AL REV.MO PADRE GIOVANNI BATTISTA JANSSENS

IN OCCASIONE DEL CONGRESSO INTERNAZIONALE
DELL'ASSOCIAZIONE DELL'"APOSTOLATO DELLA PREGHIERA"

 

Al Reverendissimo Padre Giovanni Battista Janssens,
Superiore Generale della Compagnia di Gesù
e dell’Associazione dell’« Apostolato della Preghiera ». 

Diletto Figlio, salute e Apostolica Benedizione.

Grande è la Nostra gioia nel vedere convenuti così numerosi a Roma « da tutte le genti e popoli e lingue » [1] i promotori dell’Associazione dell’« Apostolato della Preghiera » da te sapientemente diretta, e ciò allo scopo di scambiarsi le loro riflessioni e le loro esperienze e di apportare alle necessità del nostro tempo i soccorsi più efficaci. Noi non ignoriamo infatti con quale zelo vi dedicate a propagare il culto del Cuore divino di Gesù mediante questa vostra Associazione a tutti aperta ed accessibile, sia con la pubblicazione dei « Messaggeri del Sacro Cuore » in quasi quaranta lingue diverse e con molti altri scritti, sia anche con l’uso dei più recenti trovati della nostra età, cinematografo e radio, sempre intesi a formare nel mondo intero dei cristiani che siano membri vivi di quella Chiesa, alla quale da Nostro Signore stesso fu detto: «Andate, ammaestrate tutte le genti » [2].

Questa forma di Apostolato infatti, lungi dall’esaurirsi nella recita di alcune preghiere, tende piuttosto di sua natura a conferire ai suoi membri la forma più perfetta della vita cristiana, dato che nessun vero cristiano, inserito com’è mediante il Battesimo nel Corpo Mistico di Cristo, può aspirare alla sua propria santificazione trascurando la salvezza eterna degli altri e dimenticando che « a ciascuno il Signore ha comandato di aver pensiero del suo prossimo » [3].

Ora, siccome l’unione dei fedeli tra di loro e con Cristo si ottiene nella maniera migliore mediante il culto al Sacratissimo Cuore di Gesù — così che giustamente si direbbe che l’Apostolato della Preghiera è una forma perfetta della devozione al Sacro Cuore di Gesù, e a sua volta la devozione al divin Cuore di Gesù in nessun modo può andar disgiunta dall’Apostolato della Preghiera — e siccome è proprio di questa devozione eccitare l’amore verso Dio e verso gli uomini fino alla piena dedizione di se stessi, perciò questo vostro sodalizio assunse come tessera propria la petizione del « Padre nostro »: «Venga il Tuo Regno ».

Con l’offerta quotidiana che, se ben compresa, rappresenta una vera consacrazione al Cuore di Gesù e sembra richiedere come suo complemento non solo la consacrazione delle famiglie e delle private associazioni ma altresì quella delle città; con il culto al Cuore Immacolato della Beata Vergine, il quale va prendendo incrementi meravigliosi; con la partecipazione più frequente dei fedeli alla SS. Eucaristia; con l’amore accesissimo verso il Vicario di Gesù Cristo e con le intenzioni particolari, che ogni mese vengono proposte agli associati; infine con il così detto « Orologio delle Messe », l’Apostolato della Preghiera forma le masse e i gruppi scelti alla vita cristiana e alla pietà e li infervora all’azione; e ciò non solo nelle nazioni già da lungo tempo cristiane, ma anche nelle regioni recentemente sottomesse al dolce giogo di Cristo.

Avendo tutto ciò presente al pensiero, come il Nostro Predecessore Pio XI di felice memoria, così Noi abbiamo dichiarato e di nuovo molto volentieri dichiariamo che sarebbe per Noi cosa gratissima se tutti senza eccezione i fedeli dessero il loro nome a questa sacra milizia, superando così di gran lunga i quasi 35 milioni di iscritti quanti sono attualmente.

Né ciò può far nascere in alcuno il sospetto di una quasi irruzione dell’Apostolato della Preghiera nel campo altrui, mentre quegli uomini che ispirati da Dio ne posero le fondamenta ebbero già a dichiarare apertamente che non intendevano introdurre alcunché di nuovo dove già esistessero altre pie istituzioni, ma solo di comunicare alle altre associazioni, senza turbare i loro ordinamenti, il fuoco dell’amore divino e lo zelo apostolico. Perciò molto prima che le associazioni di laici destinate a promuovere il Regno di Cristo avessero preso i consolanti sviluppi che oggi con Nostra gioia vediamo, gli stessi uomini avevano già costituito un solido corpo di dottrina destinato ad alimentare la vita interiore e a sostentare le intraprese degli uomini apostolici; inoltre, come se presentissero quei pericoli della vita attiva che Noi abbiamo indicato parlando della «eresia dell’azione » pur lodando ed incoraggiando la sete di dilatare il regno di Cristo, vollero tuttavia che la precedenza assoluta fosse accordata alla vita interiore, persuasi com’erano che questa, nella conquista delle anime a Dio, vale immensamente di più che tutte le industrie umane.

Perciò, come facemmo notare in .occasione del centenario della fondazione dell’« Apostolato della Preghiera », tutte le associazioni dei fedeli, quelle specialmente che si onorano del nome di « Azione Cattolica », quanto più largamente attingeranno a questa fonte sovrabbondante « di acqua zampillante nella vita eterna », tanto più strettamente esse saranno col vincolo della carità, « che è il vincolo perfetto », unite con Cristo ed unite tra di loro; da questa unione poi degli spiriti e dal concorso degli sforzi esse raccoglieranno più abbondanti i frutti delle loro fatiche e, ciò che è la cosa principale, otterranno che la pace di Cristo risieda arbitra nei cuori di tutti, quella pace alla quale sono stati chiamati formando un sol corpo [4].

Con l’andare del tempo è avvenuto che in circostanze particolari certe associazioni o si sviluppassero dallo stesso « Apostolato della Preghiera » o si unissero ad esso in maniera però da avere, pur adottando le pratiche dell’Apostolato, un proprio programma di azione. Tali sono la « Crociata Eucaristica » e le « Leghe del Sacro Cuore ». La « Crociata Eucaristica » che si è sviluppata nel mondo intero sopratutto tra la prima età, ha condotto alla Comunione frequente e anche quotidiana una folla innumerevole di fanciulli, prediletti del divin Cuore, e li ha formati a sincera pietà verso Dio e alla seria volontà di acquistare anime a Lui, accendendo pure in molti di loro il desiderio di consacrarsi interamente al divino servizio. Certo il Nostro Predecessore Pio XI ebbe a dire che la « Crociata Eucaristica » era da chiamarsi « palestra o noviziato dell’Azione Cattolica » e Noi non senza grande Nostra consolazione, abbiamo appreso che questa istituzione, debitamente adattata ai più grandi, ha già attratto a sé moltissimi adolescenti, sotto varie denominazioni, per formarli rettamente e profondamente nella scuola di Cristo.

È degna poi di singolare menzione quella Associazione che è conosciuta sotto il nome di «Lega del Sacro Cuore » o « Lega di Perseveranza », la quale aduna uomini fatti o giovani, spesso già passati per gli Esercizi Spirituali, richiedendo da loro, come pratica precipua ed obbligatoria, di accostarsi, almeno una volta al mese, tutti insieme alla Santa Comunione. E quanti fedeli, mossi dagli esempi così belli di vita cristiana, nelle campagne o nelle città si sentirono spinti soavemente ad una vita migliore! Quanti, dopo aver dato spontaneamente il loro nome a questa pacifica milizia, prendono parte alle iniziative che hanno per iscopo o di « raddrizzare le coscienze », o di promuovere la temperanza o di conseguire altri simili beni, dimostrando così col fatto quanto sono efficaci per l’apostolato cattolico questi raggruppamenti di uomini che, sotto la bandiera del Sacro Cuore, combattono per la difesa dell’altare e del focolare. Nessuna meraviglia quindi che per tanti e così importanti servizi resi al cattolicesimo, pegni non dubbi di maggiori frutti per l’avvenire, in più luoghi gli Ecc.mi Vescovi abbiano definite le Leghe del Sacro Cuore schiere sceltissime dell’« Azione Cattolica », visto che esse si dimostrano in realtà perfettamente qualificate e formate per gli scopi dell’«Azione Cattolica ».

 E qui non vogliamo passare sotto silenzio le emissioni radiofoniche che ultimamente si sono cominciate a fare, in varie lingue e da seicento e più stazioni: questa iniziativa con la quale si raggiungono circa 15 milioni di uditori e si gettano nei loro animi come delle scintille di virtù e di amore di Dio, potrà, sia tra le pareti domestiche, sia per le piazze e perfino nei consessi ove si trattano le cose pubbliche, confermare e stimolare i propositi di fervida vita cristiana.

Noi Ci congratuliamo quindi con i singoli Promotori dell’« Apostolato della Preghiera », per tutte queste loro benemerenze verso la Chiesa e domandiamo al Signore che le loro intraprese siano sempre allietate da frutti abbondanti. A Te poi, diletto Figlio, ai tuoi collaboratori e a tutti i membri dell’«Apostolato della Preghiera » nonché ai raggruppamenti ad esso uniti sia per l’origine sia dalla fraterna carità, impartiamo di gran cuore, auspicio dei doni celesti e pegno della Nostra benevolenza, la Benedizione Apostolica.

Dato da Castel Gandolfo, presso Roma, il 19 settembre dell’anno 1948, decimo del Nostro Pontificato.

PIUS PP. XII


[1] Apoc., 7, 9.

[2] Matth., 28, 19.

[3] Cf. Eccli.,17, 12.

[4] Cf. Col., 3, 14.

 



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