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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
PER IL 950° ANNIVERSARIO
DEL BATTESIMO DI S. VLADIMIRO*

Martedì, 6 giugno 1939

 

Siamo vivamente lieti, o diletti Figli, di salutarvi dopo il solenne triduo che Noi stessi con la Nostra Lettera Apostolica caldamente raccomandammo, e che ha mostrato al mondo intero l'interesse paterno che il Vicario di Cristo porta a quelle immense e ricche regioni le quali si richiamano a S. Vladimiro. Egli, il Principe che convertì il suo popolo, vi ha, può ben dirsi, condotti a Noi. Egli che, dopo aver tracciato ai suoi fedeli Slavi la nuova via che doveva menarli a Cristo e fissato per i secoli e per la eternità il destino soprannaturale e glorioso del suo popolo, non cessa ora di proteggerlo, di intercedere per esso e di indicargli il destino che deve seguire o riprendere per restare fedele allo spirito del suo battesimo.

Noi siamo dunque particolarmente felici di ricevere oggi, in occasione del 950° anniversario del battesimo di così pio e grande Principe, voi che siete una « porzione eletta » di quel popolo, i veri figli di S. Vladimiro, gli autentici discendenti della stirpe che fu la sua, gli eredi del suo spirito in tutta la sua pienezza, spirito di fede cristiana universale e di unione filiale alla Sede Romana.

Tra voi Noi vediamo in prima linea i Nostri diletti figli, i sacerdoti ruteni e russi, e soprattutto il Nostro Venerabile Fratello, il primo Vescovo cattolico russo, che Ci è particolarmente gradito di felicitare e di benedire, nella speranza e coll'augurio che sia egli anche il primo di una lunga serie di prelati della sua Nazione uniti al centro della cristianità.

Ci riesce pure di viva soddisfazione di benedire i Nostri amati Seminari, che sono stati i promotori della solenne commemorazione. In primo luogo il Collegio, ove ricevono la loro formazione i sacerdoti della Chiesa rutena, fiorente per l'ingente numero di fedeli, per la loro intensa vita cattolica, Chiesa che a giusto titolo si gloria di S. Vladimiro, e delle altre grandi e belle figure, purissimi luminari della Chiesa universale, quali sono il martire S. Giosafat e il celebre e venerando Metropolita Rutzky. Che diremo poi del Russicum, il qual conta appena dieci anni di vita, ma che Ci è specialmente caro, come lo era al Nostro Predecessore di immortale memoria, perchè porta in sè promesse e speranze immense, immense come i popoli e le regioni per le quali prepara gli apostoli?

Noi benediciamo altresì con particolare affetto la colonia russa di Roma. Sì, cari figli e figlie, Ci torna veramente gradito di vedervi oggi raccolti intorno a Noi. Perchè voi rappresentate ai Nostri occhi tutto il vostro popolo, tutta la Russia di ieri, di oggi e di domani, la Russia per la quale non cessiamo di pregare e di far pregare, nella quale sempre e con fervore speriamo, alla cui spirituale risurrezione fermamente crediamo.

Finalmente benediciamo di cuore le dilette Nostre figlie, Dame di Carità, che con tanta dedizione si consacrano a sollevare ed assistere le miserie dei russi poveri di Roma. Noi le ringraziamo specialmente di aver saputo così bene comprendere e praticare il vero spirito di S. Vincenzo de' Paoli e di aver dedicato la loro attività a favore di questi esseri umani abbandonati, che la società sarebbe stata forse tentata di dimenticare.

A tutti e a tutte dunque impartiamo una grande e paterna benedizione. E insieme ad essa eleviamo a Dio una fervorosa preghiera per la Russia e per quelli che colà soffrono e attendono nelle lagrime l'ora di Dio.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, I,
  Primo anno di Pontificato, 2 marzo 1939 - 1° marzo 1940, pp.165-166
  Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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