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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI DELEGATI DEL SUPREMO
COMITATO ARABO DELLA PALESTINA*

Sabato, 3 agosto 1946

 

Siamo felici, innanzi tutto, di ricevere una Commissione che si presenta a nome di un popolo di cui conosciamo e apprezziamo il carattere generoso e l’attaccamento a particolari principii, che sono alla base della religione e costituiscono perciò un’indispensabile condizione d’ordine sociale e di civiltà.

Inoltre, non possiamo fare a meno di notare la conformazione speciale della presente Commissione, che Ci piace di salutare come un simbolo della solidarietà sociale e di questa pacifica comunità, la quale indipendentemente dal fatto che appartiene a diverse famiglie etniche, dovrebbe avere – così per dire – il suo seggio nella Palestina, dove Gesù, principe della pace, annunciò e portò la pace agli uomini di tutti i tempi e di tutte le nazioni.

Senza dubbio, la pace si può realizzare solo nella verità e nella giustizia. Questa suppone il rispetto dei diritti altrui, di particolari posizioni e tradizioni specialmente nel campo religioso, e il preciso compimento dei doveri e degli obblighi ai quali è tenuta ogni famiglia di abitanti.

Ecco perché dopo avere ricevuto in questi ultimi giorni numerosi appelli e reclami dalle diverse parti del mondo e per differenti- motivi, sentiamo superfluo dirvi che riproviamo ogni ricorso alla forza e alla violenza, da qualunque parte venga, come anche condannammo più volte nel passato le persecuzioni di un antisemitismo fanatico, scatenatesi contro il popolo ebreo.

Questo atteggiamento di assoluta imparzialità l’abbiamo sempre mantenuto nelle circostanze più varie, e intendiamo conformarviCi anche per l’avvenire.

Ma è evidente che questa imparzialità che Ci impone il Nostro ministero apostolico e che Ci mette al di sopra dei conflitti che agitano la società umana, non può significare indifferenza soprattutto in questo momento così difficile.

E così vi assicuriamo che tutto ciò che dipenderà da Noi e dalle possibilità che Ci saranno offerte, lo impegneremo perché la giustizia e la pace divengano una benefica realtà, e creino con l’efficace cooperazione di tutti gli interessati, un ordine che garantisca a ciascuna delle parti presentemente in conflitto, la sicurezza dell’esistenza e, nello stesso tempo, delle condizioni fisiche e morali della vita, sulle quali possa stabilirsi normalmente uno stato di benessere materiale e culturale assieme.

Con questi sentimenti, ringraziandovi di cuore per la visita che ci avete fatto, vi porgiamo i Nostri paterni saluti per voi, per le vostre famiglie, per quelli che vi sono cari e per tutto il vostro popolo.


*Atti e discorsi di Pio XII, vol. VIII, p.308-310.

 



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