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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI GIOVANI DELL'ASSOCIAZIONE
SCOUTISTICA CATTOLICA ITALIANA*

Villa di Castel Gandolfo - Martedì, 10 settembre 1946

 

Di gran cuore vi diamo il Nostro benvenuto, diletti figli, lieti di vedervi in così gran numero adunati intorno a Noi. Voi venite da vicino e da lontano, da tutti i ceti e da tutte le regioni d'Italia, strettamente uniti nello stesso pensiero e nelle stesse aspirazioni. Perciò Noi possiamo salutarvi come apportatori di pace, che volete spianare il cammino alla reciproca fiducia, al riavvicinamento e alla concordia degli animi.

Quali sono state le ragioni che hanno condotto alla rapida diffusione del movimento « scoutistico » attraverso il mondo? Tre considerazioni Ci sembra di poter principalmente additare :

Lo « Scoutismo » risveglia nel giovane e mette in azione tutto ciò che è naturalmente buono, nobile, sano: semplicità di vita, amore della natura e della patria, sentimento dell'onore, autodisciplina, obbedienza, dedizione a servigio degli altri, in spirito di fraternità e di cavalleria. Lo « Scoutismo » vuol portare ordine e retta misura nella vita umana. Amore della natura, sì, ma scevro di fantasticherie e di malsani sentimentalismi. Anche il divertimento, la gita, il gioco impongono ai singoli « Esploratori » particolari doveri e responsabilità, e debbono essere soltanto il complemento di una forte e volenterosa attività nella scuola, nell'officina, nella professione. Le stesse vacanze non sono che il premio di un anno di serio e regolare lavoro.

Lo « Scoutismo » dà al culto e al servizio di Dio il posto sopraeminente che gli è dovuto nella vita dell'uomo, e con ciò stesso dispone il giovane a scorgere in ogni oggetto, in ogni ordine, in ogni virtù, in ogni bellezza creata, il suo vero valore, il suo vero splendore al lume del sole divino. Cercare, trovare, gustare, magnificare Iddio nelle sue opere. vedere tutta la creazione nella luce che la illumina; ecco ciò che deve costituire il fondo della vostra vita di « Esploratori ». La vostra Associazione vuole uomini uniti a Dio, uomini in cui il sentimento religioso informi tutti gli atti della vita individuale e sociale. Anche lo spirito più nobile ed elevato fra voi non potrebbe esser sempre veritiero e leale, sempre giusto e buono verso gli altri, sempre onesto e puro, senza l'aiuto della grazia divina. Soprattutto, poi, senza questo ausilio, non vi sarebbe dato di mantenervi costantemente franchi e immuni dai torbidi flutti d'invereconda seduzione, che — Ci duole amaramente di rilevarlo - si sono riversati in tutte le forme, aperte e clandestine, anche sul buono e sano popolo italiano e sulla sua balda e schietta gioventù, per avvelenare e corrompere le sorgenti più profonde del suo vigore, il matrimonio e la famiglia cristiana, e per rapirgli la benedizione di Dio, di cui al presente esso ha più che mai bisogno. Ma l'aiuto di tale grazia è concesso a chi umilmente eleva le mani e il cuore al Signore, a chi prega e attinge dalle fonti soprannaturali la forza di pensare e di agire sempre santamente.

La vostra Associazione ha per motto « Estote parati »: vale a dire, siate sempre pronti a fare il vostro « Dovere ». Noi vorremmo dare a quelle parole un significato ancor più ampio e profondo : Siate pronti ad ogni istante a compiere coscienziosamente la volontà di Dio e ad osservare i suoi comandamenti. Siate pronti soprattutto per il momento, a Dio solo noto, in cui il Signore vi chiamerà a rendere conto dei talenti a voi affidati, vale a dire così delle grazie e dei doni soprannaturali, come delle doti naturali di animo e di corpo, di cui vi ha colmati, perché ne usiate a gloria di Lui e a bene vostro e dei vostri simili.

Ma, per ciò conseguire, per essere sempre veramente fedeli al vostro ideale di « Esploratori cattolici », in mezzo a tanti errori che ai giorni nostri ottenebrano e traviano le menti e i cuori, conviene che voi manteniate sempre vivi la fiaccola della vostra fede e il fuoco del vostro amore. La fiaccola della vostra fede! Essa è lampada che insieme arde e splende : lucerna ardens et lucens (Io. 5, 35). Luce al pari di lampada, che risplenda, come quando voi vi trovate, nelle vostre marce o nei vostri campi, in luogo oscuro, finché spunti il giorno e sorga la stella del mattino (cfr. 2 Petr.1, 19). Illumina chi la porta e la via che percorre, simile agli astri che di notte rischiarano il sentiero all'« Esploratore » nelle più ardue ascensioni alpine; splende, ma non ci manifesta nella visione il sole della salute delle anime nostre, Gesù Cristo, che noi amiamo senza averlo veduto, nel quale anche adesso con assoluta certezza fermamente crediamo, pur senza vederlo (cfr. I Petr. 1, 8). In questo sta la prova della nostra fede, argomento delle cose che non appaiono visibilmente al nostro occhio intellettuale (cfr. Hebr. 2, 1); in questo sta il fuoco e l'ardore della nostra carità, nell'abbracciare Iddio col palpito della fede, nell'amarlo e nell'unirci a Lui. È la vetta sublime raggiunta.

Questo, diletti figli, è il principio e la fine, il segreto di ogni vera vita. Se voi vi formerete in questo spirito, diverrete uomini, sui quali la Chiesa e la Patria potranno sicuramente edificare.

Con tale augurio impartiamo a voi qui presenti, a tutti gli « Esploratori d'Italia », di ogni categoria, classe e grado, come anche alle vostre famiglie, alle persone e alle cose che vi sono care, con paterno affetto la Nostra Apostolica Benedizione.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, VIII,
 Ottavo anno di Pontificato, 2 marzo 1946 - 1° marzo 1947, pp. 223-225
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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