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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AI PARTECIPANTI AL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI CRISTIANE DEI LAVORATORI ITALIANI (A.C.L.I.)*

Sala dello Svizzero, al Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo
Domenica, 29 settembre 1946

 

Con paterno affetto vi diamo il benvenuto, diletti figli e figlie, ed in voi salutiamo le molte migliaia di lavoratori e di lavoratrici cattolici, che voi rappresentate e per il cui maggior bene vi siete in questi giorni adunati nel vostro primo Congresso italiano. Voi sapete che Ci torna sempre gradito di vedervi riuniti intorno a Noi nella casa del Vicario di Cristo.

Voi siete qui convenuti da tante regioni del bel cielo italico per implorare la Benedizione del Padre comune su di voi e sulle vostre deliberazioni. Volentieri ve la impartiamo. Sia questa Benedizione segno e sorgente di forza per una triplice solenne promessa di fedeltà, con cui voi ponete fine al vostro Convegno romano : promessa di fedeltà a Dio, alla Chiesa, alla Patria.

Siate fedeli a Dio! In questi oscuri tempi di decadimento spirituale e morale voi in primo luogo dovete ogni giorno prostrarvi dinanzi al vostro onnipotente Creatore e Signore, nella umiltà e nella preghiera, ed adempire coscienziosamente i vostri obblighi religiosi. Abbiate il coraggio di non dare la vostra adesione e la vostra collaborazione là dove si disprezzano e si conculcano le leggi di Dio, i sani principi, la dignità umana. Voi sperimenterete come la fedeltà verso Dio vi renderà franchi nell'avanzare, non pavidi in faccia ai pericoli, immobili alle minacce, forti al soffrire, insuperabili nella lotta in difesa della giustizia, imperterriti per non soggiacere nella vita privata e pubblica ad allettamenti, ad astuzie, a correnti, cui un cattolico di salda fede non può dare il suo assenso. Voi potete e dovete essere invece il lievito, che penetri nelle masse lavoratrici per trasformarle e vivificarle secondo il pensiero e le virtù cristiane.

Siate fedeli alla Chiesa! Essa non inganna e non delude l'aspettazione del popolo. Vale tale affermazione anche per il terribile periodo, appena chiuso, dell'ultima guerra mondiale e per questo tormentato dopoguerra? Quante falsità sono state divulgate, e si divulgano ancora, contro la Chiesa e il Papa, specialmente in mezzo alle classi operaie! Ma ora che le pubblicazioni e le rivelazioni sopra gli eventi degli ultimi sette anni si sono succedute e si succedono le une alle altre con ritmo crescente, non hanno esse forse, consapevolmente o no, smentito le mostruose calunnie e reso pienamente giustizia all'azione del Papato? Non hanno forse mostrato in questa Sede Apostolica una condotta sempre costante, coerente, rettilinea? E tale condotta presenta come principali sue note caratteristiche sei scopi, sei mète, verso cui essa ha volto, talora anche contro ogni speranza, tutti i suoi sforzi: impedire la guerra; abbreviare la guerra; trattenere lontane dalla guerra le Nazioni, che, come l'Italia, ne erano sul principio rimaste immuni; salvare dagli eccidi e dalle sofferenze le persone, dalle distruzioni le città; ovviare alle disastrose conseguenze dell'atroce conflitto, al di sopra di tutti gli odi e di tutti i contrasti, col più alto contributo di soccorsi caritativi; promuovere e sollevare le condizioni spirituali e materiali del popolo lavoratore.

No. La Chiesa non inganna e non delude l'aspettazione del popolo. Essa ha proclamato e diffuso il suo messaggio sociale, non per conseguire effimeri vantaggi, ma in adempimento del precetto di Cristo, con sguardo lungimirante, nell'interesse di tutti i popoli. Il passato ha giustificato il programma sociale della Chiesa, e l'avvenire darà nuova testimonianza alla verità e all'equità, su cui è solidamente fondato.

Siate fedeli alla Patria! L'Italia in questa ora critica è come una nave percossa dalla tempesta; ma se essa è scaduta nella sua economia, se è ferita nelle sue vive carni, è però fiera dei tesori inapprezzabili che non ha ancora perduti e che difende con indomabile energia. In tali momenti una cosa è necessaria: che ognuno compia il suo dovere e che tutti facciano causa comune, mutuamente aiutandosi. Unitevi, diletti figli e figlie, contro tutto ciò che è crasso egoismo, turbamento dell'ordine pubblico, violenza e rivolta, propaganda di odio. La vostra Patria ha bisogno della cooperazione di quanti sono buoni, onesti, volenterosi, capaci, anche se vengono da campi politici diversi ; ha bisogno di un lavoro indefesso, frutto di abnegazione, di pazienza e di tenace costanza. Ecco ciò che l'Italia attende da voi e che voi dovete essere orgogliosi di dare al vostro Paese come probi cittadini e cattolici esemplari.

Affinché il Signore abbondantemente fecondi con la sua grazia il vostro volere e la vostra azione, invochiamo su di voi, diletti figli e figlie, sui vostri compagni di lavoro, sulle vostre organizzazioni, sulle vostre famiglie, su tutte le persone che vi sono care, le più elette benedizioni del Cielo.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, VIII,
 Ottavo anno di Pontificato, 2 marzo 1946 - 1° marzo 1947, pp. 251-253
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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