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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN OCCASIONE DELLA FESTA NAZIONALE
DEI SANTI CIRILLO E METODIO

 

Al Signor Cardinale Dominik Duka, O.P.
Arcivescovo di Praga
Primate di Boemia e Presidente della Conferenza Episcopale Ceca

Mi associo spiritualmente con sincero affetto alla Comunità cattolica e a tutti i cittadini della Repubblica Ceca, in occasione della festa nazionale dei Santi Cirillo e Metodio: essi, 1150 anni or sono, giunsero in Moravia e impiantarono la fede nella vostra Patria. Il ricordo di quel provvidenziale evento, che ha segnato in modo indelebile la storia, l’arte e tutta cultura del vostro Paese, costituisce un richiamo specialmente per i credenti e offre all’intera Nazione l’opportunità di approfondire quel prezioso patrimonio morale le cui origini risalgono all’infaticabile azione dei due santi Fratelli di Tessalonica. Al riguardo, è significativo il fatto che il desiderio di custodire e approfondire le ricchezze spirituali e culturali ereditate è opportunamente riconosciuto anche a livello giuridico nel vostro Paese.

I vostri antenati accolsero il Vangelo di Gesù Cristo come nuova forma di vita personale, familiare e sociale ancor prima della venuta di Cirillo e Metodio: quando i nobili moravi nell’831 ricevettero il Battesimo a Passau e i quattordici conti boemi furono battezzati a Regensburg nell’845. Le radici cirillo-metodiane dello Stato Ceco, tramite il Battesimo del principe Borivoj e della moglie Ludmila, la vostra prima Santa, furono riconosciute sia dal re boemo Vladislav, in occasione della sua incoronazione, sia dal cancelliere del regno ceco, Bruno di Schaumburg, Vescovo di Olomouc, quando questi chiese il conferimento della dignità imperiale a Premysl Otacar II, nipote di Sant’Agnese Presmislide.

Della rilevanza anche sociale del grande dono della fede sono ben consapevoli i cittadini della Moravia, della Boemia e della Slesia. La storia di queste terre insegna che il cristianesimo ha sempre rappresentato la fonte della speranza e la forza della ripresa, specialmente nei periodi più bui e difficili. Di ciò sono eloquente testimonianza soprattutto i vostri imponenti Santuari mariani, che sono tuttora importanti centri di spiritualità e di riscoperta delle radici cristiane del vostro popolo.

La traduzione della Bibbia nell’antica lingua slava fu un dono sia per la vita religiosa, sia per lo sviluppo culturale delle vostre terre. I Santi Cirillo e Metodio, oltre all’accesso diretto alla Sacra Scrittura nell’idioma locale, portarono anche l’alfabeto slavo e contribuirono, sia nella vostra Patria, come negli Stati a voi vicini, a creare le basi di una cultura letteraria e giuridica, come testimonia, tra l’altro, il Codice di San Metodio. Nel cristianesimo, annunciato mediante la predicazione e la celebrazione della liturgia, si è realizzata una svolta epocale della vostra società.

La vasta opera di evangelizzazione, attuata con ardore apostolico da Cirillo e Metodio nel vostro territorio, costituisce un modello di inculturazione ancora valido nei suoi elementi essenziali. Il Vangelo, infatti, non indebolisce quanto di autentico si trova nelle diverse culture locali, ma aiuta gli uomini a riconoscere e a realizzare il bene, la verità e la bellezza. Pertanto, in questo Anno della Fede e in questa ricorrenza dei Santi Cirillo e Metodio, vi invito a riscoprire l’intrinseco legame esistente tra il Vangelo, la missione della Chiesa e la vostra identità culturale, a rivalutare le vostre radici cristiane per costruire una società in cui possa attuarsi la mutua accoglienza e la solidarietà reciproca. I fratelli Cirillo e Metodio hanno saputo tessere rapporti di conoscenza e di cordialità tra i popoli, diventando anelli di congiunzione tra diverse culture e tradizioni ecclesiali, poiché erano costantemente in unione con Dio.

Auspico di cuore che l’eredità spirituale e culturale di Cirillo e Metodio susciti in tutti i cittadini della Repubblica Ceca il desiderio dell’incontro e dell’apertura all’altro: tali atteggiamenti, quando sono vissuti nella carità cristiana acquistano la forma della gratuità, del perdono e della riconciliazione. Possa questa importante ricorrenza essere motivo di sempre più intensi rapporti nella fraternità ecclesiale tra i fedeli della Chiesa Romano-Cattolica e quelli della Chiesa Greco- Cattolica e tra questi e i credenti delle altre confessioni cristiane. Il Signore benedica il vostro caro Paese e tutte le vostre intenzioni di bene e di autentico progresso.

Dal Vaticano, 24 Giugno 2013

 



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