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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTI DELLA PROVINCIA DI ROMA

Lunedì, 26 febbraio 1990

 

1. Con sentimenti di viva cordialità, accolgo e saluto voi, illustri rappresentanti della Provincia di Roma, venuti a rendermi visita all’inizio del nuovo anno.

Costituisce sempre un momento importante intrattenermi con quanti sono preposti alle pubbliche amministrazioni, per esortarli a proseguire, con coraggio e generosità, sulla strada del servizio, della ricerca della giustizia e della pace.

In effetti, le responsabilità delle civiche autorità si fanno sempre più gravose, specialmente se considerate in rapporto alle sfide emergenti in questo particolare e provvidenziale momento storico. La più matura coscienza sociale, i risvolti problematici dello sviluppo, l’accentuata interdipendenza delle comunità, dei popoli e dei continenti - il pensiero va, in particolare, ai recenti avvenimenti dell’Est europeo - postulano, da parte di chi gestisce la cosa pubblica, concretezza ed equilibrio, sia nell’analisi della situazione che nella ricerca delle soluzioni. Richiedono attenzione fattiva ai problemi e rigore morale nella gestione, senza peraltro mai dimenticare che la politica smarrirebbe il suo senso e il suo valore, se cessasse d’essere progetto d’una società fondata sulla giustizia e sulla solidarietà.

2. Nel vostro difficile, ma prezioso servizio, voi potete certo contare sulla comprensione dei pastori delle comunità cattoliche, i quali desiderano intrattenere con le autorità civiche relazioni di mutuo rispetto, di stima reciproca, di fattiva collaborazione. I tanti vincoli storici e culturali, che legano la Provincia di Roma alla Sede Apostolica, costituiscono un forte stimolo a promuovere tra le due realtà un clima di fiducia e di dialogo in ordine all’efficace perseguimento del bene comune.

Nell’auspicare che tale intesa possa sempre meglio attuarsi, vi assicuro che da parte della Chiesa cattolica non verrà mai meno la disponibilità all’impegno, poiché la promozione dell’uomo è parte integrante della sua missione evangelizzatrice. Come già sottolineava il Concilio Vaticano II, “la Chiesa, fondata nell’amore del Redentore, contribuisce ad estendere il raggio d’azione della giustizia e dell’amore all’interno di ciascuna nazione e tra le nazioni”. E ancora: “Nella fedeltà al Vangelo e nello svolgimento della sua missione nel mondo, la Chiesa, che ha come compito di promuovere ed elevare tutto quello che di vero, buono e bello si trova nella comunità umana, rafforza la pace tra gli uomini a gloria di Dio” (Gaudium et spes, 76).

3. E proprio in nome di questa ricerca del bene comune, che congiunge i nostri sforzi, mi sia permesso di accennare, nella prospettiva delle ampliate competenze derivanti alla Provincia dall’istituzione dell’area metropolitana, ad alcuni problemi, che ho già avuto modo di richiamare in occasione delle visite pastorali in Roma e dintorni.

Una società, che guarda con speranza al futuro, è chiamata innanzitutto a confrontarsi seriamente con l’attuale condizione giovanile. I giovani hanno bisogno di risposte concrete ai loro interrogativi e alle loro aspirazioni. La loro inquietudine, che talora sfocia nell’alienazione, nella devianza o nella disperazione, tradisce un’insoddisfazione che non si può colmare con i soli beni di consumo o con vuote promesse.

Mentre esprimo soddisfazione per quanto già s’è fatto, non posso non ricordare che Roma resta una città che registra un elevato tasso di disoccupazione. Vi incoraggio pertanto a un rinnovato sforzo nel promuovere opportunità di impiego a beneficio dei giovani, specie dei meno abbienti, sia attraverso esperienze cooperativistiche, sia con attività di lavoro tutelato nell’ambito dell’agricoltura, come pure con iniziative di difesa dell’ambiente.

Accanto alla gioventù un altro settore che occorre privilegiare è la scuola, dove vanno stimolati e concretamente aiutati gli sforzi di integrazione con il territorio, specialmente per quanto concerne il ricupero dei minori a rischio.

Inoltre il vostro specifico ruolo nell’ambito dell’assistenza e della prevenzione, il vostro impegno a favore delle categorie sociali più deboli e dei gruppi non integrati non potranno ottenere i risultati sperati, se la vostra azione verrà meno nel sostenere effettivamente le famiglie nei gravosi compiti che il moderno ritmo sociale loro impone. Centrale è infatti il ruolo della famiglia in ogni programma sociale, poiché essa, in quanto cellula primaria della società, rappresenta l’irrinunciabile punto di riferimento e di verifica d’ogni intervento programmatico.

Nel vostro quotidiano servizio alla popolazione vi sostiene il contributo dei credenti che operano a favore dell’uomo. La Chiesa, nelle sue molteplici articolazioni, lavora in questa direzione ogni giorno, assai spesso in silenzio. Accanto alle strutture pubbliche, essa interviene anche con la presenza qualificata e stimolante di volontari, operanti nell’ambito di associazioni e movimenti e, in special modo, della Caritas, con la quale da anni l’Ente Provincia intrattiene una proficua collaborazione. Quest’esercito di buoni samaritani, che voi ben conoscete, si fa così voce di chi non ha voce, dilatando l’ansia di carità che vibra nel cuore della Chiesa, perché il Vangelo diventi sempre più fermento di amore in un mondo rinnovato.

4. Accompagno queste riflessioni con l’esortazione a operare sempre coraggiosamente a difesa dell’uomo. La Chiesa di Roma, che si sta impegnando nella preparazione del Sinodo diocesano, chiama tutti i credenti a una coraggiosa revisione di vita per una più incisiva testimonianza cristiana. È un richiamo che vale per coloro che hanno pubbliche responsabilità. “Ad essi, come ho detto ieri nella visita a una parrocchia romana, è richiesta una fede robusta, che non sia smentita sul piano dei fatti; è richiesta la trasparenza nella gestione dei beni di tutti; il rigore morale che non sopporta compromessi e l’impegno generoso, anche se non sempre compreso, per il bene comune.

In questa prospettiva assicuro un particolare ricordo nella preghiera, perché la vostra mente sia illuminata nell’individuare le opportune soluzioni ai problemi spesso complessi, con i quali dovete ogni giorno confrontarvi.

Con questi sentimenti, invoco sulle vostre persone, sulle vostre famiglie e sugli abitanti dell’intera Provincia di Roma la continua benedizione di Dio.

 

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