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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA
DI SAN RAIMONDO NONNATO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 21 febbraio 1999

 

Ai bambini

Voglio salutare tutti i presenti, i catechisti, i bambini, i « catechizzati » della vostra parrocchia di San Raimondo Nonnato. Questa visita si svolge nella prima Domenica di Quaresima. Cosa vuol dire Quaresima? Vuol dire « quaranta giorni »: in latino Quadragesima, in italiano Quaresima. Quaranta giorni per ricordare il digiuno di Gesù, che all'inizio della sua missione messianica ha digiunato quaranta giorni e quaranta notti. Lo ascoltiamo oggi nel Vangelo, nel brano evangelico del deserto. Per seguire Cristo, anche noi cristiani viviamo questo digiuno di quaranta giorni che si chiama Quaresima. E la Quaresima ci prepara alla grandissima celebrazione, alla grandissima solennità dell'anno liturgico: la Pasqua. Ci prepara al periodo pasquale, che ci ricorda ogni anno la Passione, la morte e la Risurrezione di Cristo. Così si spiega la parola Quaresima.

Sono contento di incontrarvi tutti - i catechisti, i genitori, i bambini piccoli, i bambini più grandi - perché questo incontro serve a ricordarci il significato della Quaresima. Vi auguro di vivere bene questa Quaresima, di pregare di più, anche di digiunare quando la Chiesa lo propone, e poi di prepararvi spiritualmente alla grande solennità della Pasqua, dopo quaranta giorni. Sono molti quaranta giorni. Ma abbiamo già quattro giorni dietro di noi, perché la Quaresima è incominciata mercoledì scorso, Mercoledì delle Ceneri. Siete venuti qui in chiesa per partecipare alla liturgia penitenziale delle Ceneri? E cosa ha fatto il sacerdote? Avete ancora sul capo le Ceneri o sono già scomparse? È un gesto simbolico che ci ricorda la nostra vocazione alla partecipazione al digiuno di Cristo in questi quaranta giorni. È un invito per l'apertura del periodo quaresimale nella Chiesa. Alcuni prendono le Ceneri anche per portarle agli altri, perché le Ceneri sono il simbolo dell'uomo che è stato creato dalla polvere e che una volta ritornerà in polvere. La vita umana è cosi fragile, mortale; ma allo stesso tempo l'uomo è chiamato alla vita eterna, a partecipare alla vita di Dio. Anche questo è racchiuso nel Rito delle Ceneri.

Grazie per la vostra accoglienza e grazie per il vostro silenzio: significa che vi siete preparati bene a partecipare alla visita pastorale del Papa. La vostra parrocchia è abbastanza lontana dal Vaticano; ma è una bella strada!

Ai giovani

Vorrei dirvi buona Quaresima! Poco tempo fa abbiamo sentito, e anche pronunciato: buon Natale! E fra poco sentiremo e pronunceremo: buona Pasqua! Fra questi due momenti ci vuole la Quaresima, ci vogliono questi quaranta giorni di preparazione, dei quali tanto bene ci parla l'odierna Liturgia in tutte le Letture, specialmente nel Vangelo. Cosa vuol dire buona Quaresima? Cosa vuol dire prepararsi bene alla Pasqua? Vuole dire fare quello di cui Cristo ci ha lasciato l'esempio. Vuol dire vincere le tentazioni, vincere il peccato, maturare spiritualmente. Questo è il programma di tutta la Chiesa, di tutte le generazioni. Ma in modo speciale è il programma di voi giovani.

Così vi ripeto ancora una volta: buona Quaresima! E vi lascio a riflettere e a pensare cosa significa tutto questo per ciascuno di voi. Vedo che qui siete molto vicini alla tradizione dei vostri Padri Mercedari, che sapevano recuperare i servi, gli schiavi, affrancandoli dalla schiavitù. Noi dobbiamo liberarci dalla schiavitù dei peccati, vincere i peccati e con questa vittoria sui peccati prepararci alla vittoria di Cristo, alla Pasqua. Questo è il mio augurio per voi giovani.

All'esterno della chiesa, dove sono in tanti a salutarlo, il Papa pronuncia alcune parole di congedo dalla parrocchia di San Raimondo Nonnato.

Vi ringrazio di cuore per la buona accoglienza in questa parrocchia di San Raimondo Nonnato. Vi auguro una buona Quaresima e una buona Pasqua, perché la Quaresima ci prepara alla Santa Pasqua.

 

© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

 



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