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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 31 agosto 1975

Ricordiamoci nella nostra orazione oggi della seconda intenzione, che deve illuminare l'Anno Santo: la riconciliazione. La prima intenzione, è stato già detto, è il rinnovamento, che ha principalmente la sua applicazione nel campo personale e tende alla pace interiore; questa seconda intenzione, la riconciliazione, tende invece, di natura sua, al campo interpersonale, e sociale, e aspira alla pace esteriore, fra uomo e uomo, fra classe e classe, fra popolo e popolo. Ed ecco che a parlare di pace esteriore siamo stimolati (guardate i giornali), dalle presenti condizioni della vita familiare, civile, politica, nazionale e internazionale. Si direbbe che tutto il sistema dei vincoli affettivi si è indebolito, e che la rete di rapporti regolari fra gli uomini subisce tensioni e strappi pericolosi, un po' dappertutto. Vengono meno facilmente le relazioni cordiali nelle famiglie; si muta in lotta la convivenza civile; quasi non si parla più di patriottismo, che, a parte le sue deplorevoli esaltazioni nazionaliste ed antagoniste, è pur sempre un cemento solido e buono per fare un popolo cosciente, forte ed unito; insorgono in tanti punti della terra rivalità armate che possono preludere a conflitti incontenibili di spazio e di furore; si diffonde il ricorso ai colpi di stato, nei quali prevale l'arbitrio e la forza ad un legale avvicendamento di poteri e di funzioni; eccetera.

Il quadro dell'ordinata convivenza è turbato, e in diverse parti minacciato da peggiori malanni. Non è che manchino istituzioni, patti, statuti, interventi per rimettere giustizia e pace; sia lode e incoraggiamento a chi opera appunto per la giustizia e per la pace; per l'interesse dei deboli, per il bene comune. Ma tutti abbiamo l'impressione che a tali alti ed ottimi scopi manchi un idealismo convergente, ispiratore ed efficace. Ciascuno pensa a sé. Ciascuno ambisce ad arrivare subito al proprio vantaggio. Manca una democrazia veramente fraterna, rispettosa dei bisogni e dei diritti altrui. Manca tante volte l'osservanza libera ed onesta della legalità, che renda possibile il ricorso a metodi razionali di progressive riforme. L'egoismo collettivo insorge. Diciamo tutto; manca l'amore che dà e che si dà; manca l'amore che perdona e redime; manca quella carità, che Cristo ci insegnò e ci rese doverosa e possibile. Sì, la carità! Ripensiamoci con virile coraggio e con umana bontà; e saremo sulla via di quella riconciliazione, che l'Anno Santo ci sta predicando, auspice la Madonna!



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